22.3927 · Interpellanza · 2022-09-15
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Nella notte tra il 12 e il 13 settembre 2022 l'esercito azero ha lanciato un massiccio attacco unilaterale (con fanteria, artiglieria pesante e droni) contro le città di Vardenis, Sotk, Jermuk, Goris e Kapan, nell'Armenia orientale, e contro i villaggi vicini. Due basi militari nella città di Kapan (provincia di Syunik, Armenia meridionale) sono state occupate dalle truppe azere. Non si sa ancora nulla di preciso sui danni e le perdite umane.
L'attacco, pianificato da diverse settimane, ha avuto luogo pochi giorni dopo l'incontro del 31 agosto scorso a Bruxelles tra il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. L'obiettivo dell'incontro era far progredire i negoziati di pace tra le due parti.
La Russia, il principale membro dell'Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (OTSC), di cui fa parte anche l'Armenia, è attualmente indebolita a causa del fronte ucraino. L'Azerbaigian sta cercando di sfruttare questa debolezza per imporre a Erevan le proprie condizioni e giungere a un trattato di pace il cui obiettivo è evitare che alla regione del Nagorno-Karabach venga riconosciuto uno statuto politico e che venga creato un corridoio a statuto speciale, non sottoposto ad alcun controllo, tra l'Azerbaigian e il Nachicevan.
Tutti i tentativi fatti per avviare un dialogo bilaterale o multilaterale e arrivare alla pace tra Armenia e Azerbaigian sono stati finora infruttuosi. Questi negoziati, intrinsecamente asimmetrici, hanno semplicemente legittimato l'Azerbaigian nel suo ruolo di aggressore che cerca di ottenere una pace alle proprie condizioni.
Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Il Consiglio federale è pronto a prendere una posizione netta, come ha fatto nel caso dell'aggressione della Russia all'Ucraina, condannando in maniera inequivocabile questo attacco unilaterale alla sovranità dell'Armenia?
2. È pronto a sostenere la richiesta di affrontare immediatamente la questione all'interno del Consiglio di sicurezza, presentata dalla Francia?
3. Quali altri mezzi intende utilizzare per contribuire a porre fine all'aggressione azera?
4. Come intende contrastare il finanziamento di questa guerra che avviene tramite le entrate ottenute dall'Azerbaigian con le vendite di materie prime attraverso la Svizzera?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale è preoccupato per gli ultimi scontri militari tra l'Armenia e l'Azerbaigian e per le notizie sull'elevato numero di vittime. I due Paesi si sono accusati a vicenda di questa escalation. Il sottosegretario generale dell'ONU ha ammesso che le Nazioni Unite non sono state in grado né di verificare né di confermare le prese di posizione delle due parti. La Svizzera, che segue gli sviluppi con la massima attenzione, chiede alle parti di rispettare la dichiarazione trilaterale del 10 novembre 2020, il cessate il fuoco del 14 settembre 2022 e il diritto internazionale pubblico. Inoltre, chiede loro di liberare e rimpatriare immediatamente i prigionieri di guerra. I negoziati devono continuare al fine di trovare una soluzione pacifica e duratura. Questa soluzione dovrà essere fondata sul rispetto reciproco dell'integrità territoriale, della sovranità dei due Paesi e della protezione dei diritti delle minoranze, compresi quelli degli Armeni del Karabach.
2. Il 14 e il 15 settembre 2022 il Consiglio di sicurezza dell'ONU - il principale attore responsabile del mantenimento della pace e della sicurezza internazionali - ha discusso dell'escalation tra l'Armenia e l'Azerbaigian. Nell'ambito del suo mandato in seno al Consiglio di sicurezza negli anni 2023-2024, la Svizzera parteciperà e si impegnerà attivamente nel dibattito sulla questione.
3. Il Consiglio federale ritiene che il dialogo debba essere mantenuto con tutte le parti interessate. In quest'ottica, la Svizzera è pronta a offrire i suoi buoni uffici, se le parti lo desiderano. Tra questi rientrano il ruolo di Stato ospite o di facilitatore di discussioni e incontri sul territorio svizzero, come è già avvenuto in diverse occasioni. Il 2 ottobre 2022 la Svizzera ha per esempio coordinato un incontro bilaterale tra i ministri degli affari esteri di Armenia e Azerbaigian. Il questo modo, la Svizzera mette a frutto il suo know-how e la sua posizione particolare di Stato neutrale per contribuire a una soluzione pacifica e duratura del conflitto nel Caucaso meridionale.
4. Come già osservato in altri contesti (risposta al postulato 20.4464 Sommaruga), le società aventi sede in Svizzera sono tenute a rispettare la legislazione nazionale. Il Consiglio federale si aspetta da loro che operino nel rispetto dei diritti umani e delle norme e direttive riconosciute a livello internazionale in materia di responsabilità sociale. Nel quadro di queste disposizioni legali possono tuttavia decidere liberamente dell'utilizzo dei loro profitti. Pertanto, il trasferimento di capitali dalla Svizzera all'estero può essere limitato solo in casi eccezionali e a norma di legge.
Risposta del Consiglio federale.