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22.4117 · Mozione · 2022-09-29

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Con la presente mozione si chiede al Consiglio federale di disdire unilateralmente la Convenzione del 1974 con l'Italia sulla fiscalità dei frontalieri per il 31 dicembre 2022.

Begründung

E' ormai dal lontano 2015 che la firma del nuovo accordo sulla fiscalità dei frontalieri con l'Italia viene indicata come imminente. Tuttavia da parte italiana la sottoscrizione viene di continuo rinviata. Prima della caduta del governo Draghi, era giunta l'assicurazione dell'entrata in vigore delle nuove regole entro per il primo gennaio del 2023. Tuttavia le elezioni anticipate (25 settembre) rendono evidente che anche questo obiettivo temporale non sarà raggiunto.

L'insostenibilità per il Ticino della situazione attuale, regolata in base alla vetusta Convenzione del 1974, è già stata illustrata in svariati atti parlamentari. La situazione peggiora col tempo; il numero dei frontalieri continua ad aumentare. La forza del franco, combinata con l'impennata inflazionistica italiana, funge da ulteriore calamita, attirando sul mercato del lavoro ticinese un quantitativo crescente di permessi G. I quali sono attivi in prima linea nel settore terziario, dove si sostituiscono ai residenti e generano sul territorio disoccupazione, sottoccupazione e dumping salariale. Al punto che perfino la SECO, nell'ultimo rapporto del suo Osservatorio sulla libera circolazione, afferma ormai che il mercato del lavoro ticinese "va monitorato".

E' innegabile che la Svizzera, nella procedura relativa all'adeguamento della fiscalità dei frontalieri, sia già stata estremamente accondiscendente con l'Italia, accettandone ogni lungaggine. Tuttavia, dopo vari anni di infruttuosa attesa, la data di entrata in vigore del nuovo accordo, ossia il primo gennaio del 2023, va ritenuta vincolante. Non è accettabile che sia ancora una volta la Svizzera, e segnatamente il Canton Ticino, a fare le spese di contingenze politiche italiane, nel caso concreto le elezioni.

Di conseguenza, la Svizzera deve disdire unilateralmente la Convenzione del 1974 per il 31 dicembre 2022.

Per tutto il tempo in cui l'Italia non avrà ratificato un nuovo trattato, non sarà in vigore alcun accordo e di conseguenza non saranno dovuti ristorni.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il 23 dicembre 2020 la Svizzera e l'Italia hanno firmato il nuovo Accordo relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri (nuovo Accordo sui frontalieri). Il Parlamento lo ha adottato il 18 marzo 2022. Dopo la scadenza del termine di referendum, il 7 luglio 2022 la Svizzera ha notificato per via diplomatica il completamento delle procedure interne di ratifica.

Il Consiglio federale è consapevole degli effetti delle recenti elezioni e del cambio di Governo in Italia sui tempi del processo di ratifica da parte italiana, e quindi anche dei possibili ritardi sull'entrata in vigore del nuovo Accordo. Ciononostante, il Consiglio federale ritiene che il nuovo Accordo sui frontalieri, negoziato in stretta collaborazione con le autorità dei Cantoni dei Grigioni, del Ticino e del Vallese, non debba essere messo a repentaglio da una denuncia dell'Accordo del 3 ottobre 1974 tra la Svizzera e l'Italia relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri ed alla compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine e che non vi sia alcun motivo per farlo.

Nel corso degli ultimi anni il Consiglio federale e il Parlamento svizzero si sono dovuti confrontare più volte con la richiesta di denuncia dell'Accordo del 1974 (cfr. ad es. mozione 18.3155). L'Accordo del 1974 è parte integrante della Convenzione per evitare le doppie imposizioni con l'Italia (art. 15 par. 4 CDI-I). Ciò significa che tali due atti costituiscono formalmente un unico Accordo. La denuncia di singole parti di un accordo internazionale è possibile solo in casi limitati e a determinate condizioni. La questione se nel caso presente tali condizioni siano adempiute dà adito a interpretazioni giuridiche divergenti. Una denuncia parziale avrebbe certamente conseguenze sulla CDI-I, poiché si ripercuoterebbe negativamente sull'economia svizzera e, in particolare, del Cantone Ticino. Inoltre, la disposizione sulla denuncia contenuta nella CDI-I prevede epressamente che la CDI-I e l'Accordo del 1974 - parte integrante della Convenzione - possano essere denunciati soltanto con un preavviso minimo di sei mesi, prima della fine di ciascun anno solare. Una denuncia per la fine dell'anno in corso, come richiesto dall'autore della mozione, non sarebbe quindi formalmente possibile.

L'Accordo del 1974 sarà sostituito dal nuovo Accordo sui frontalieri. Questo non prevede un termine di entrata in vigore vincolante. Una ratifica entro la fine del 2022 è ancora possibile. Se ciò non dovesse essere il caso, il Consiglio federale si attende una ratifica da parte dell'Italia nel 2023. Il nuovo Accordo sui frontalieri è una soluzione che soddisfa entrambe le parti, i Cantoni coinvolti e gli ambienti interessati e non può essere messo a rischio.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.