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22.447 · Iniziativa parlamentare · 2022-06-16

Parlamento

Liquidato

Wortlaut

L'articolo 329a capoverso 1 CO è modificato come segue

1 Il datore di lavoro deve accordare al lavoratore, ogni anno di lavoro, almeno cinque settimane di vacanza; ai lavoratori sino ai 20 anni compiuti, almeno sei settimane.

Begründung

Già l'11 marzo 1985, le Svizzere e gli Svizzeri bocciavano l'idea stessa di lavorare di meno. Si trattava allora dell'iniziativa volta a ottenere una settimana di vacanza supplementare per gli ultraquarantenni. In seguito, nel 2012, la seconda bocciatura: la sesta settimana di ferie è stata respinta e il risultato della votazione ha fatto il giro del mondo, agli occhi del quale gli Svizzeri sono apparsi più come formiche che cicale (1).

Di conseguenza, può sembrare fuori luogo proporre, dieci anni dopo, di inserire nella legge una settimana supplementare di vacanze per tutti, incondizionatamente. Tuttavia, le formiche che hanno lavorato tutte le estati ora si trovano forse in difficoltà di fronte ai cambiamenti avvenuti nel frattempo. Da un lato, vi è stato un cambiamento legato all'occupazione e al modo di intendere il lavoro: maggiore flessibilità e conseguente forte mutamento delle condizioni pratiche, come dimostrano le numerose ore supplementari effettuate durante il confinamento con il telelavoro (2), telelavoro che taluni chiedono già ora di generalizzare. Così, dato che la digitalizzazione del lavoro sta assottigliando sempre più il confine tra vita privata e professionale, tra gli orari d'ufficio e le ore di sonno, diventa indispensabile ridare ai lavoratori, sia in homeoffice sia sul luogo di lavoro, il tempo di ritrovarsi, di ricaricare le batterie (e magari di staccare), e agli apprendisti, la possibilità di riposare o di studiare di più.

D'altra parte, va notato che molti settori privati hanno già gradualmente offerto ai propri dipendenti la possibilità di ottenere più tempo libero rispetto al minimo prescritto dal Codice delle obbligazioni (3). Di conseguenza, non sembra irragionevole poter generalizzare questa pratica e permettere a tutti di beneficiare del diritto all'ozio che, lungi dall'essere un peccato, può talvolta essere fonte di molte forme alternative di produttività (volontariato, associazioni, ecc.), altrettanto utili alla società, anche se non conteggiate nel PIL. Offrire a tutti più tempo sembra quindi essere un modo per rendersi utili altrimenti.

Da ultimo, con una media di 41,9 ore di lavoro a settimana, non c'è bisogno di dimostrare che gli Svizzeri sono all'altezza della loro reputazione di lavoratori. Tuttavia, se il lavoro genera moneta sonante, a volte mostra un costo fisico e mentale non trascurabile per molti lavoratori che non hanno scelto di lavorare oltre la media europea. Appare quindi ancora una volta fondamentale riconoscere all'impegno profuso il suo vero valore e, in un'epoca di iperconnessione, permettere a ciascuno di essere in grado di rispondere alle sempre maggiori esigenze del mondo del lavoro. Infatti, se ai lavoratori viene chiesto di adattarsi costantemente a una realtà lavorativa in continuo cambiamento, deve essere possibile chiedere ai datori di lavoro di adeguarsi, almeno una volta ogni 25 anni, al benessere dei propri dipendenti.

(1) "Les Suisses refusent deux semaines de vacances supplémentaires" [Gli Svizzeri rifiutano due settimane di vacanza supplementari], in: Le Monde, 11 marzo 2012.

(2) "Avec le télétravail, les heures supplémentaires explosent!" [Con il telelavoro, le ore supplementari esplodono!], in: Capitale avec Management, 25 maggio 2021

(3) "Les Suisses, bourreaux de travail?" [Gli Svizzeri, stacanovisti?], in: RTS Archives: "(...) Non tutti gli Svizzeri beneficiano delle stesse condizioni, ma nel corso degli anni sono stati negoziati numerosi accordi tra le parti sociali. Secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica del 2015, i dipendenti svizzeri lavorano in media 41,9 ore a settimana e hanno diritto a 4,9 settimane di vacanze all'anno (...)".