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23.3357 · Postulato · 2023-03-17

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a redigere un rapporto che illustri in che modo la navigazione marittima svizzera (armatori domiciliati e navi battenti bandiera) possa essere regolamentata in linea con gli obiettivi climatici internazionali di Parigi.

Begründung

Nella classifica mondiale dei Paesi proprietari di navi la Svizzera si colloca al 13° posto per valore cumulativo delle sue navi. L'attività commerciale della Svizzera in mare genera nel complesso emissioni pari all'incirca a sette volte quelle nazionali. La politica climatica svizzera deve tenere conto anche di queste emissioni.

Mentre il Consiglio federale si sta occupando di una strategia sulla navigazione marittima che persegue la coerenza della politica svizzera sul piano del diritto internazionale, dell'economia, del settore ambientale e sociale, della scienza e della bandiera svizzera, il Parlamento sta lavorando all'introduzione dell'imposta sul tonnellaggio. Oltre a violare il principio fiscale della capacità contributiva, questo cambiamento di regime impedisce una visione strategica globale. La tassa rischia di compromettere gli sforzi miranti a una navigazione marittima sostenibile dal punto di vista ecologico, sociale ed economico. La tassa sul tonnellaggio ha un'efficacia controversa. Uno studio svolto per conto dell'associazione lobbistica "Swiss Shipowners Association" ipotizza un aumento del volume di tonnellaggio del 164 per cento sull'arco di nove anni. Tale incremento comporta massicce emissioni di CO2 e contrasta pertanto con la politica climatica della Confederazione.

Nella risposta alla domanda 22.7434 il Consiglio federale si dichiara disposto a obbligare l'industria marittima ad adottare provvedimenti volti a ridurre i gas serra. Il sistema riguarda però solo i trasporti marittimi da e verso Paesi dell'UE e all'interno dell'UE, ma gli armatori svizzeri trasportano merci anche al di fuori dell'Europa e il commercio di transito svizzero di materie prime genera trasporti anche extraeuropei.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Per il Consiglio federale la riduzione delle emissioni di gas serra nel settore della navigazione marittima è una questione importante. Al riguardo è dell'avviso che, in questo settore, siano efficaci soprattutto le regolamentazioni armonizzate a livello internazionale. Per tale ragione sostiene l'integrazione, a partire dal 2024, della navigazione marittima nel Sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE) e le misure coordinate dell'Organizzazione internazionale per la navigazione marittima (IMO). Una strategia climatica focalizzata solo sulla Svizzera è controproducente per le società di navigazione con sede nel nostro Paese (nonché per gli armatori domiciliati e le navi battenti bandiera svizzera). Il Consiglio federale ha espresso un parere analogo anche nella risposta alla mozione 22.4521 Ryser "Strategia del saldo netto pari a zero nel settore della navigazione".

In linea con la politica climatica della Confederazione, la Svizzera si impegna in seno all'IMO a favore di misure valide a livello internazionale volte alla riduzione delle emissioni di gas serra di tutte le navi. La strategia dell'IMO sui gas serra deve inoltre essere modificata in modo che anche la navigazione marittima internazionale si conformi agli obiettivi dell'Accordo di Parigi. Se l'IMO non introduce misure sufficienti entro il 2028, l'Unione europea (UE) si riserva il diritto di inasprire, nel quadro del SSQE, l'obbligo di restituzione dei diritti di emissione della navigazione marittima. Tale obbligo concerne tutti i viaggi da e verso porti dell'UE effettuati in Paesi extraeuropei.

Un aumento globale del volume di tonnellaggio a seguito dell'introduzione di una tassa di tonnellaggio in Svizzera non è prevedibile. A livello globale viene trasportata una determinata quantità di merci. Un miglioramento delle condizioni quadro consentirebbe alle imprese svizzere di trasportare volumi maggiori. Le imprese concorrenti perderebbero in tal modo del tonnellaggio, mentre il volume globale e la quantità di emissioni di CO2 generate dai trasporti marittimi rimarrebbero invariati. La tassa sul tonnellaggio non è pertanto in contrasto con la politica climatica della Confederazione. La prevista tassa sul tonnellaggio rafforza inoltre gli sforzi per una navigazione marittima sostenibile, poiché nel caso in cui vengano soddisfatti determinati criteri concede deduzioni fiscali.

Garantire la compatibilità con le disposizioni internazionali è uno degli aspetti centrali della strategia marittima, che sarà presentata al Consiglio federale nella prima metà del 2023. In questo ambito rientrano anche misure di riduzione delle emissioni di gas serra della navigazione marittima. In considerazione degli sforzi già intrapresi, il Consiglio federale non ritiene opportuno, al momento, elaborare un rapporto su regolamentazioni supplementari della navigazione marittima svizzera.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.