23.3915 · Interpellanza · 2023-06-16
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Nella sua risposta all’interpellanza 23.3033, il Consiglio federale fornisce diverse informazioni sull’evoluzione dei costi, sul fabbisogno di capitale e sul potenziale di risparmio nel sistema ferroviario svizzero, in particolare presso le FFS. Le risposte sollevano nuovi interrogativi e richiedono precisazioni.
1. Il Consiglio federale ritiene che le indennità e gli aiuti finanziari a favore delle FFS dovrebbero ammontare a varie decine di miliardi di franchi nei prossimi dieci anni. Come si compone esattamente questa ingente somma di denaro? Cosa si finanzia e da quali fonti? Quali ambiti non sono attualmente coperti dagli strumenti esistenti (ad es. il Fondo per l’infrastruttura ferroviaria)?
2. Modificando la legge sulle Ferrovie federali svizzere, il Consiglio federale intende limitare l’aumento dei debiti di tesoreria delle FFS. Come vengono impiegati oggi esattamente i mutui di tesoreria dalle FFS? E come verranno impiegati in futuro?
3. Il Consiglio federale sottolinea che il settore Immobili delle FFS non riceve alcun sussidio. Esso beneficerebbe di un finanziamento puramente commerciale. Anche i mutui di tesoreria rientrano in tale finanziamento? Nello specifico i fondi delle FFS provenienti dai mutui di tesoreria possono anche essere utilizzati nel settore immobiliare?
4. Secondo quanto indicato dal Consiglio federale, entro il 2030 le FFS risparmieranno circa sei miliardi di franchi svizzeri. Come si compone esattamente questo importo (non solo qualitativamente, ma anche quantitativamente)? Qual è il rapporto tra questi risparmi e i costi aggiuntivi che ne conseguiranno entro il 2030? In qualità di proprietaria delle FFS, come garantisce la Confederazione la realizzazione dei risparmi?
5. Nel complesso, il Consiglio federale ritiene che la quota di finanziamento da parte degli utenti aumenterà o diminuirà entro il 2030?
Stellungnahme des Bundesrates
Ad domanda 1: nel 2022 le FFS hanno ottenuto dalla Confederazione indennità e mutui per un totale di 4,6 miliardi di franchi. La maggior parte di questi fondi (quasi 4,2 mia.) proviene dal Fondo per l’infrastruttura ferroviaria (FIF), mentre una quota più esigua è finanziata in modo ordinario tramite il bilancio della Confederazione (circa 0,4 mia.). A questi importi si aggiunge l’ulteriore aumento (di quasi 0,5 mia. nel 2022) dei mutui di tesoreria concessi dall’Amministrazione federale delle finanze.
Il FIF finanzia le prestazioni a favore dell’infrastruttura ferroviaria definite nelle convenzioni sulle prestazioni tra le FFS e la Confederazione. Queste convenzioni pluriennali consentono alla Confederazione di gestire l’esercizio e il mantenimento della qualità dell'infrastruttura ferroviaria. Nel 2022, secondo le convenzioni summenzionate, le FFS hanno ricevuto prestazioni per un importo di circa 2,2 miliardi di franchi. A ciò si aggiungono i mutui del FIF rimborsabili condizionalmente concessi alle FFS per finanziare l’ampliamento della rete ferroviaria (aumento di 1,4 mia. nel 2022), nonché i contributi a fondo perso per investimenti specifici (in particolare quelli relativi alla galleria del Ceneri e alla galleria del San Gottardo per circa 0,5 mia.). Per quanto riguarda il finanziamento mediante il bilancio ordinario, nel 2022 la Confederazione ha indennizzato le FFS con un importo pari a 372 milioni di franchi a favore del traffico regionale viaggiatori per compensare costi non coperti e ha effettuato pagamenti per quasi 1,5 milioni di franchi a favore del traffico merci su rotaia.
Occorre notare che questi importi continueranno ad aumentare nei prossimi anni, per cui si presuppone che nei prossimi dieci anni dovrebbero ammontare complessivamente a varie decine di miliardi di franchi. I motivi risiedono nello sviluppo ulteriore dell’infrastruttura ferroviaria (finanziato tramite il FIF, ad es. la fase di ampliamento 2035), nell’introduzione di sussidi a favore del traffico transfrontaliero di viaggiatori su ferrovia (cfr. la revisione della legge sul CO2 per il periodo successivo al 2024, attualmente dibattuta in Parlamento; 30 mio. all’anno, finanziati dal bilancio ordinario), nello sviluppo ulteriore delle condizioni quadro del traffico merci (uscite annue comprese tra 30 e 150 mio., di cui un parte andrebbe alle FFS), nell’attuazione della mozione 22.3008 (aiuti finanziari per compensare i deficit causati dal COVID-19) tramite un apporto unico di capitale (circa 1,1 mia., previsto nel preventivo 2024 come uscita straordinaria).
Ad domanda 2: i mutui di tesoreria vengono utilizzati per finanziare investimenti nel ramo del settore dell’infrastruttura per il quale non sono previste indennità. Il fabbisogno di finanziamento risulta in particolare quando il cash flow operativo delle FFS non è sufficiente a coprire gli investimenti nel traffico a lunga distanza e nel traffico regionale viaggiatori (in particolare il materiale rotabile), gli impianti energetici, gli immobili (ad es. le stazioni, gli immobili aziendali e gli oggetti d’investimento) e il traffico merci. I mutui di tesoreria sono rimunerati ai tassi d’interesse di mercato (secondo l’art. art. 20 della legge federale sulle Ferrovie federali svizzere; RS 742.31 e come stabilito negli obiettivi strategici).
Ad domanda 3: sì, ciò è teoricamente possibile. Il finanziamento è gestito a livello di gruppo e i mutui di tesoreria vengono utilizzati come descritto al punto 2. A tale riguardo occorre tenere presente che i mutui di tesoreria vengono rimunerati ai tassi d’interesse di mercato. Inoltre l’attività immobiliare genera cash flow a livello operativo, che possono essere utilizzati per coprire la maggior parte degli investimenti necessari.
Ad domanda 4: le misure di contenimento dei costi e le misure di efficienza previste entro il 2030 e pari a circa 6 miliardi di franchi (cumulati) comprendono da una parte incrementi di produttività e riduzioni dei costi per quanto riguarda l’esercizio e l’amministrazione, da realizzare grazie alla digitalizzazione e all’automatizzazione (76 %, ovvero circa 4,5 mia.) e dall’altra la rinuncia e/o il rinvio di investimenti finanziati commercialmente (24 %, ovvero circa 1,4 mia.).
La Confederazione in quanto proprietaria verifica il raggiungimento degli obiettivi nel quadro dei processi esistenti (in particolare il conto annuale). In questo contesto, l’indicatore più importante è l’indebitamento netto, che entro il 2030 deve essere di nuovo inferiore a 6,5 volte l’EBITDA.
Ad domanda 5: la quota degli utenti relativa al finanziamento dei costi complessivi del traffico ferroviario (costi diretti e indiretti; traffico viaggiatori e merci) ammontava nel 2019 al 45 per cento (fonte: UST). Il Consiglio federale ritiene che questa quota in futuro debba almeno rimanere costante o addirittura aumentare. Per la prima volta dal 2016, Alliance SwissPass ha deciso di aumentare le tariffe a partire dal 2024: dopo aver consultato il Sorvegliante dei prezzi, l’organizzazione ha stabilito un aumento medio del 3,7 per cento, in particolare per compensare una parte del rincaro.