23.4270 · Mozione · 2023-09-29
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di rammentare regolarmente ai Cantoni l’obbligo di far conoscere le prestazioni complementari (PC) attraverso vari canali al fine di cancellare la stigmatizzazione ad esse connessa. Deve inoltre incentivare i Cantoni a snellire le procedure amministrative per ottenere le PC.
Begründung
Molti pensionati non riescono a vivere con la sola rendita AVS. Le donne sono ancora una volta svantaggiate perché, avendo percepito salari più bassi per tutta la vita, finiscono «logicamente» per avere rendite più esigue e spesso senza secondo pilastro. Nel 2022, il 14 per cento delle persone anziane residenti in Svizzera disponeva di meno di 2279 franchi al mese ed è dunque considerato povero. Le persone in questa situazione possono beneficiare di PC federali e/o cantonali. Ma la legislazione prevede che tali prestazioni non siano concesse automaticamente a chi ne ha bisogno, bensì su richiesta degli interessati. Ora, Pro Senectute Ginevra ha constatato che nel Cantone un numero di anziani stimato tra 5000 e 25 000 vive in una situazione altamente precaria. Sono molte le persone che avrebbero diritto alle PC ma che non ne fanno richiesta. Questo fenomeno si può spiegare in vari modi: o le persone non conoscono i loro diritti oppure le procedure amministrative sono troppo complicate. Un altro motivo è il senso di vergogna che queste persone possono provare nel richiedere le PC. Nel suo parere in risposta alla mozione Gysi Barbara 23.3571, il Consiglio federale ha affermato che i Cantoni devono informare i beneficiari di rendite sul loro diritto alle PC in modo adeguato e sistematico. I dati presentati da Pro Senectute per il Cantone di Ginevra dimostrano che probabilmente quest’obbligo non è adempiuto come si deve. È dunque necessario esercitare pressione sui Cantoni oppure, in assenza di un cambiamento significativo, prevedere una concessione automatica di queste prestazioni sulla base del reddito. Per prima cosa è quindi indispensabile semplificare le procedure amministrative e prevedere un sistema d’informazione su larga scala e privo di stigmatizzazioni sulla possibilità di ottenere le PC.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Nel suo parere in risposta alla mozione Gysi Barbara 23.3571 «Garantire a tutti lo stesso accesso alle prestazioni complementari», il Consiglio federale ha già avuto modo di ricordare i vari strumenti a disposizione dei Cantoni, incaricati dell’organizzazione e dell’esecuzione delle prestazioni complementari. I beneficiari di rendite AVS e AI sono sistematicamente e regolarmente informati del loro diritto alle prestazioni complementari. Le informazioni vengono fornite sia in modo attivo, vale a dire direttamente a tutti i beneficiari di rendita a prescindere dalla loro situazione personale, sia in modo passivo, attraverso canali di comunicazione più ampi. Appare quindi poco probabile che il mancato ricorso alle prestazioni complementari, che sono legate al bisogno, sia dovuto all’ignoranza di tale diritto da parte delle persone interessate. Che qualcuno non richieda le prestazioni a cui avrebbe diritto può invece dipendere da altri fattori, ad esempio, nel caso dei cittadini stranieri, dal timore di perdere il permesso di soggiorno. Per altri beneficiari di rendita può essere dovuto alla riluttanza a rivelare la propria situazione finanziaria o a questioni successorie. Il Consiglio federale ritiene pertanto che il mandato informativo sia adempiuto. Detto ciò, come annunciato nel suo parere in risposta alla mozione Gysi Barbara 23.3571 e nell’esercizio della sua funzione di vigilanza (art. 28 cpv. 1 della legge federale sulle prestazioni complementari sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità; RS 831.30), il Consiglio federale intende avviare uno studio per valutare le procedure applicate dai Cantoni ed esaminare in che misura queste possano essere ulteriormente migliorate. È quindi opportuno attendere i risultati di questo studio per avere una visione d’insieme delle prassi cantonali e, se necessario, analizzare soluzioni concrete e adeguate. Questo esame potrebbe contemplare anche eventuali misure di semplificazione delle procedure, come auspicato dalla presente mozione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.