Nessuna indennità di partenza per i quadri superiori dell'Amministrazione federale e delle aziende parastatali
23.432 · Iniziativa parlamentare · 2023-05-30
Dipartimento delle Finanze
Nella Commissione del Consiglio nazionale
Ausgangslage
Comunicato stampa della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati del 18.02.2026
Negli anni scorsi le indennità di partenza riconosciute ai quadri superiori dell’Amministrazione federale hanno spesso suscitato discussioni. La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati intende ora modificare la legislazione sul personale federale così da vietare tali indennità.
In adempimento dell’iniziativa parlamentare presentata dall’ex consigliere agli Stati Thomas Minder e ripresa dal consigliere agli Stati Jakob Stark (23.432), sono state elaborate modifiche della legislazione sul personale federale affinché non sia più consentito versare indennità di partenza ai membri delle direzioni dell’Amministrazione federale centrale. Verrà pertanto vietata l’odierna pratica per cui i quadri superiori percepiscono un’indennità di partenza nell’ambito di una disdetta semplificata. Sono escluse dal divieto le disdette non dovute a una colpa dell’interessato, ad esempio quelle derivanti da una riorganizzazione. Inoltre, non sarà più consentito prevedere nel contratto o nello statuto indennità di partenza per i membri delle direzioni e dei consigli di amministrazione di aziende e istituti della Confederazione. Con questo progetto, accolto dalla Commissione nella votazione sul complesso con 10 voti contro 0 e 1 astensione, si allineano le norme sul personale federale a quelle del Codice delle obbligazioni. Il Consiglio federale è ora chiamato a esprimersi in merito, di modo che il progetto dovrebbe poter essere trattato nella sessione estiva.
Comunicato stampa del Consiglio federale del 15.04.2026
Nella seduta del 15 aprile 2026, il Consiglio federale ha adottato il proprio parere sul rapporto della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) del 17 febbraio 2026 concernente una proposta di modifica della legge sul personale federale (LPers).
Il Consiglio federale propone di respingere il progetto.
Wortlaut
Occorre adeguare la legge sul personale federale e altri atti normativi specifici in modo tale che i membri delle direzioni (rispettivamente dei vertici operativi) e dei consigli d’amministrazione (rispettivamente degli organi strategici sovraordinati) dell'Amministrazione federale e di aziende e istituti parastatali non percepiscano alcuna indennità di partenza. Le retribuzioni dovute fino alla fine del rapporto contrattuale non sono considerate indennità di partenza.
Begründung
Da quasi 10 anni, attuando l’iniziativa popolare «contro le retribuzioni abusive» accettata nel 2013, l’articolo 735c numero 1 CO (in precedenza art. 20 n. 1 OReSA) statuisce il divieto di versare indennità di partenza ai membri del consiglio d’amministrazione e della direzione di società le cui azioni sono quotate in borsa. È invece ancora permesso erogare questi cosiddetti «paracaduti dorati» ai quadri superiori dell’Amministrazione federale e delle aziende parastatali. Queste retribuzioni stigmatizzate vengono effettivamente ancora ordinariamente corrisposte, negli ultimi anni ad esempio presso Armasuisse, Ufficio federale di statistica, Ufficio federale della migrazione (oggi SEM), Ufficio federale del personale, Ufficio federale delle costruzioni e della logistica, SUVA, Billag, SSR, Esercito svizzero, Posta svizzera ecc. Attualmente fa parlare di sé l’indennità di partenza di 12 stipendi mensili, pari a circa 330 000 franchi, versata al direttore dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini che ha rassegnato le dimissioni.
Non sussiste alcun motivo che giustifichi l’ulteriore versamento di tali retribuzioni agli alti dirigenti dell’Amministrazione federale e delle aziende parastatali. Le retribuzioni ordinarie sono infatti già assai elevate e superano di regola addirittura quelle percepite dai consiglieri federali. L’indennità di buonuscita è in questi casi di fatto già compresa nello stipendio ordinario. Per analogia il divieto previsto per le imprese private dovrebbe quindi essere esteso anche ai quadri superiori dell’Amministrazione e delle aziende parastatali federali.
La CIP-S e la CIP-N hanno già dato seguito a un’iniziativa parlamentare dal contenuto analogo (18.428 s Iv. Pa. Minder Aziende federali e aziende parastatali. Nessuna indennità di partenza per i quadri superiori) rispettivamente il 12 ottobre 2018 (con 5 voti contro 3 e 4 astensioni) e il 31 gennaio 2019 (con 18 voti contro 5). La CIP-N avrebbe voluto integrare la proposta nel progetto relativo all'attuazione dell'iniziativa parlamentare 16.438 n lv. Pa. Leutenegger Oberholzer «Per retribuzioni adeguate e contro gli eccessi salariali delle aziende della Confederazione e di aziende parastatali» che chiedeva l’istituzione di un tetto massimo per gli stipendi dei quadri superiori delle aziende federali e parastatali. Il Consiglio degli Stati si è però espresso due volte contro l’entrata in materia sul progetto 16.438, determinando così lo stralcio dal ruolo dell’lv. Pa.18.428 e impedendo quindi l’abolizione delle indennità di partenza in ambito federale.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 18.06.2026
Amministrazione, indennità partenza vanno abolite
Le tanto criticate indennità di partenza riservate ai quadri dell'amministrazione federale e alle aziende parastatali vanno abolite. È quanto stabilito oggi dal Consiglio degli Stati per 21 voti a 13 e nove astenuti.
Il progetto di legge discusso oggi volto ad eliminare i cosiddetti "paracadute dorati" prende spunto da un'iniziativa parlamentare dall'ex "senatore" Thomas Minder (Indipendente-UDC/SH), quest'ultimo già "padre" dell'iniziativa popolare contro le remunerazioni eccessive nelle aziende.
I malumori suscitati a livello politico, ma anche nella popolazione, per le indennità versate ad alcuni alti funzionari sono all'origine di questa iniziativa parlamentare e del progetto elaborato dalla commissione preparatoria degli Stati, ha ricordato in aula a nome della commissione Daniel Fässler (Centro/AI).
Il progetto prevede il divieto a un'indennità - pari normalmente a un anno di salario - nell'ambito di una disdetta semplificata. Sono escluse dal divieto le disdette non dovute a una colpa dell'interessato, ad esempio quelle derivanti da una riorganizzazione.
Inoltre, ha spiegato Fässler, non sarà più consentito prevedere nel contratto o nello statuto indennità di partenza per i membri delle direzioni e dei consigli di amministrazione di aziende e istituti della Confederazione.
A nome del Consiglio federale, la "ministra" delle finanze, Karin Keller-Sutter, ha difeso la prassi attuale, secondo cui le indennità di partenza potrebbero essere appropriate a seconda della situazione, anche se vanno utilizzate con moderazione.
Secondo l'Ordinanza sul personale della Confederazione, oggi è possibile erogare indennità di fine rapporto, ad esempio ai direttori di ufficio in caso di licenziamento semplificato a seguito della cessazione di una collaborazione proficua o della mancanza di volontà di collaborazione da parte del capo dipartimento. In caso di dimissioni volontarie, invece, non è prevista alcuna indennità.
Simili indennità vanno considerate come contropartita per il rischio di un licenziamento semplificato, dovrebbero consentire un passaggio di consegne senza intoppi ai vertici delle unità amministrative e prevenire costose controversie legali, ha ricordato la consigliera federale. Se un quadro dell'amministrazione si mette in malattia, ha rammentato Keller-Sutter, vi è il rischio che l'ufficio che ricopre rimanga senza una guida per mesi, perché finché la persona interessata è assente non si può nominare un successore.
Un divieto, ha aggiunto la "ministra" PLR, potrebbe inoltre avere un impatto negativo sull'attrattiva delle posizioni dirigenziali di vertice presso la Confederazione.
Informazioni
Segreteria della Commissione delle istituzioni politiche (CIP)
spk.cip@parl.admin.ch