Lexipedia

23.4365 · Postulato · 2023-12-07

Dipartimento di giustizia e polizia

Assegnato alla commissione competente

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di esaminare in un rapporto i vantaggi e gli svantaggi di una tassa d’immigrazione e di strumenti regolatori affini, le loro possibili forme e come potrebbero essere integrati sul piano giuridico (Costituzione e diritto internazionale).

Begründung

L’immigrazione, in particolare quella nel mercato del lavoro, comporta sì numerosi vantaggi per la Svizzera ma rappresenta anche una sfida.

Un possibile strumento per conciliarla, anche a lungo termine, con gli interessi globali della Svizzera sarebbe una tassa d’immigrazione. I beneficiari diretti dell’immigrazione potrebbero essere chiamati ad assumersi, sotto la forma di un acquisto o una tassa di soggiorno, una parte dei costi da essa cagionati, il che permetterebbe di condividere i benefici con l’insieme della popolazione e creerebbe incentivi economici efficaci per un’immigrazione ottimale. Per maggiori dettagli si rinvia ai contributi scientifici in materia (p. es. Sinn 2015, Eichenberger/Stadelmann 2017).

Finora il Consiglio federale ha esaminato una simile tassa d’immigrazione soltanto in maniera superficiale, rinviando all’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) (si veda la sua risposta del 14 settembre 2020 alla domanda 20.5629 Büchel), mentre non ha mai vagliato una tassa d’immigrazione per i cittadini di Paesi terzi.

Vista la crescente importanza del tema della migrazione, è giunta l’ora di analizzare in maniera approfondita questo strumento. Il rapporto dovrà illustrare le sue possibili forme (compresi strumenti affini di economia di mercato quali le aste) nonché i suoi vantaggi e svantaggi. Andrà esaminata anche la sua integrazione nel quadro costituzionale (in particolare l’art. 121a Cost.) e nel quadro giuridico internazionale (in particolare l’ALC, inclusa la possibilità di prevedere clausole di salvaguardia). Occorrerà dedicare particolare attenzione all’immigrazione senza attività lucrativa nonché a quella da Paesi terzi, settore in cui la Svizzera può agire in maniera autonoma.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

L’introduzione di una tassa o di strumenti comparabili per gestire l’immigrazione in Svizzera è già stata discussa a più riprese, in particolare in gruppi d’esperti nel quadro dell’attuazione dell’articolo 121a della Costituzione federale. Per vari motivi le riflessioni non sono state tuttavia portate avanti. Per quanto riguarda i cittadini degli Stati membri dell’UE/AELS, questi strumenti sono incompatibili con l’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681) e la Convenzione istitutiva dell’AELS (RS 0.632.31). In particolare, comporterebbero una discriminazione diretta fondata sulla nazionalità, vietata da questi accordi. L’introduzione di una tassa d’immigrazione per i cittadini di Paesi terzi è stata pure esaminata dal Consiglio federale, in particolare nel rapporto del 4 marzo 2022 in adempimento del postulato 19.3651 Nantermod del 19 giugno 2019 «Per una gestione migratoria in linea con le esigenze della Svizzera». L’Esecutivo ha respinto tale soluzione poiché gli inconvenienti superano i vantaggi. Secondo il rapporto, pur essendo atto a controllare e all’occorrenza limitare l’immigrazione di cittadini di Paesi terzi in Svizzera, a causa degli obblighi internazionali della Svizzera che istituiscono diritti di soggiorno un simile strumento potrebbe essere applicato soltanto con difficoltà e in maniera limitata. Nella migliore delle ipotesi, tasse di questo tipo potrebbero essere prelevate soltanto per il reclutamento di specialisti provenienti da Paesi terzi, molto richiesti dalle imprese. Dato che la Svizzera approfitta di questa immigrazione, queste tasse non sono auspicabili sul piano economico. A parere del Consiglio federale, l’attuale sistema d’ammissione binario permette di gestire in maniera adeguata l’immigrazione e soddisfa le esigenze dell’economia. Garantisce la libera circolazione delle persone con l’UE/AELS e parallelamente limita, in particolare mediante i contingenti, l’ammissione di cittadini di Paesi terzi. Questo modello si è rivelato efficace e permette di soddisfare il fabbisogno di lavoratori qualificati e non qualificati.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.