Il cittadino non sia costretto a finanziare il farmaco di chi non vuole utilizzare il preservativo
23.4407 · Interpellanza · 2023-12-20
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Lo scorso 1° dicembre il Consiglio federale ha annunciato che “a partire dal 1° luglio 2024 saranno assunte dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie anche le prestazioni della profilassi pre-esposizione all’HIV (HIV-PrEP) nelle persone con un rischio molto elevato nell’ambito del programma SwissPrEPared”.
Ciò significa che la cassa malati rimborserà un medicamento che viene assunto da persone che scelgono di non utilizzare il preservativo. Si tratta in particolare di omosessuali o transgender, come pure di uomini che fanno sesso non protetto con prostitute.
Il farmaco, che costa 65 franchi per la confezione mensile, era finora a carico del singolo. Dal prossimo luglio, invece, i costi saranno assunti dalla collettività. Si stima che gli utilizzatori siano circa 8'000: la spesa complessiva dovrebbe di conseguenza ammontare a circa 6 milioni di franchi all’anno.
Contro la decisione di mettere a carico della LAMal la “pillola anti-HIV” si è espressa anche Santésuisse.
Chiedo al CF:
Pur essendo la spesa complessiva ipotizzata modesta per rapporto ai costi sanitari complessivi, per quale motivo il cittadino dovrebbe finanziare, tramite premi di cassa malati già insostenibili, un farmaco utilizzato da chi non vuole servirsi del preservativo?
Non ritiene il CF che la sua decisione sia in evidente contrasto con la necessità di contenere l’aumento dei premi di assicurazione malattia?
Non ritiene il CF che la sua decisione sia in palese contraddizione con le campagne finora condotte per promuovere l’uso del profilattico?
Quanto sono costate in totale, nel corso degli anni, le campagne di cui al punto precedente
Stellungnahme des Bundesrates
1. e 2. Secondo l’articolo 26 della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10), l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) assume i costi di misure preventive in favore di assicurati particolarmente in pericolo. Le misure preventive devono essere prescritte e attuate da un medico e l’AOMS ne assume i costi soltanto se figurano nell’ordinanza sulle prestazioni (OPre; RS 832.112.31).
La profilassi pre-esposizione all’HIV (HIV-PrEP) è efficiente in termini di costi: dopo 5–10 anni si possono infatti prevedere risparmi per l’AOMS grazie ai trattamenti per infezione da HIV evitati. Il Consiglio federale ritiene che il contenimento dell’aumento dei premi dell’AOMS sia d’importanza centrale. Per questo motivo, il 29 novembre 2023 il Dipartimento federale dell’interno ha deciso che in futuro i costi dell’HIV-PrEP saranno, a determinate condizioni, a carico dell’AOMS (art. 12b lett. i OPre). L’obbligo di assunzione delle prestazioni è vincolato alla condizione di eseguire una valutazione e la sua durata è limitata per il momento fino al 31 dicembre 2026. 3. Come spiegato dal Consiglio federale nella sua risposta alla domanda Rechsteiner Thomas 23.7799 «Sex auf Kosten der Krankenkasse, wie weit treiben wir es noch?», l’HIV-PrEP è una componente essenziale del programma nazionale «Stop all’HIV, ai virus dell’epatite B e dell’epatite C e alle infezioni sessualmente trasmesse» (NAPS), adottato il 29 novembre 2023 e che si prefigge di debellare l’HIV entro il 2030. L’obbligo di assunzione delle prestazioni da parte dell’AOMS per l’HIV-PrEP rientra in un quadro strettamente limitato e si applica soltanto alle persone esposte a un rischio di contagio molto elevato. L’HIV-PrEP può essere prescritta unicamente nel quadro del programma SwissPrEPared, dopo un’approfondita consulenza sulle misure di protezione adeguate. L’accesso mirato all’HIV-PrEP tramite l’AOMS colma una lacuna nella prevenzione dell’HIV e offre una misura di protezione supplementare alle persone esposte al rischio di contagio più elevato. 4. Dal 1987 l’Ufficio federale della sanità pubblica informa sulle infezioni sessualmente trasmissibili e sulle possibilità per proteggersi. Fino al 2019 il budget per queste campagne di prevenzione ammontava in media a circa 2 milioni di franchi l’anno. Durante la pandemia di coronavirus la campagna LOVE LIFE è stata sospesa. Nel 2024 verrà riproposta con un budget di 1,2 milioni di franchi e nel 2025 sarà ulteriormente sviluppata, con maggiore attenzione alle persone che presentano un elevato rischio di infezione.