23.472 · Iniziativa parlamentare · 2023-10-26
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Ausgangslage
Comunicato stampa della commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale del 12.04.2024
La Commissione ha adottato all'unanimità un progetto di legge all’indirizzo del proprio Consiglio volto a garantire che i beneficiari di contributi di solidarietà cantonali o comunali non subiscano svantaggi finanziari (23.472). Sotto il profilo del diritto in materia fiscale, di esecuzione nonché di assicurazioni e aiuto sociali tali contributi sono equiparati ai contributi di solidarietà della Confederazione (progetto di legge (f/t) e relativo rapporto (f/t)). Il Consiglio nazionale tratterà il progetto verosimilmente nella sessione estiva.
Comunicato stampa del Consiglio federale del 22.05.2024
Nel parere del 22 maggio 2024 il Consiglio federale si è detto favorevole alla proposta della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N) di modificare la legge federale sulle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 (LMCCE) per equiparare i contributi di solidarietà cantonali e comunali versati alle vittime di tali misure e collocamenti a quello versato dalla Confederazione.
Fino al 1981 in Svizzera decine di migliaia di bambini e adulti sono stati oggetto di misure coercitive o di collocamenti extrafamiliari. La maggior parte di essi ha sofferto molto. Quale base per una rielaborazione completa di quanto accaduto così come per il riconoscimento e la riparazione dell'ingiustizia inflitta alle vittime è stata emanata la LMCCE.
Come gesto di riparazione da parte dello Stato, la LMCCE prevede un contributo di solidarietà federale di 25 000 franchi per ogni vittima, a cui si applicano privilegi sotto il profilo fiscale, dell'esecuzione forzata, delle assicurazioni sociali e dell'aiuto sociale.
Nessuno svantaggio finanziario per le vittime
La Città di Zurigo è il primo Comune svizzero ad aver introdotto un proprio contributo di solidarietà. La CAG-N propone quindi di equiparare i contributi di solidarietà cantonali e comunali a quello federale.
Secondo la proposta avanzata, in futuro tutti i contributi di solidarietà fino a 25 000 franchi non saranno più soggetti all'imposta sul reddito, non saranno più pignorabili e non saranno più presi in considerazione nel calcolo delle prestazioni delle assicurazioni sociali e dell'aiuto sociale. Nel suo parere del 22 maggio 2024, il Consiglio federale appoggia la proposta della CAG-N di modificare in tal senso la LMCCE.
L'Esecutivo attribuisce grande priorità al tema delle misure coercitive a scopo assistenziale e dei collocamenti extrafamiliari. Si è infatti sempre adoperato per una completa rielaborazione di quanto accaduto e per il riconoscimento della sofferenza inflitta, sostenendo negli ultimi anni diverse modifiche della LMCCE in relazione al contributo di solidarietà, tra cui la soppressione del termine di presentazione delle domande.
Wortlaut
La legge federale sulle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 (LMCCE) va modificata come segue:
Art. 4 cpv. 7 (nuovo)
7 L’articolo 4 capoverso 6 si applica per analogia ai contributi di solidarietà cantonali o comunali.
Begründung
Le misure coercitive a scopo assistenziale sono un capitolo buio della storia del nostro Paese, che la Svizzera ufficiale ha a lungo ignorato. Nel 2013 ci sono state le prime scuse del Consiglio federale. Nel 2014 è stata depositata la cosiddetta Iniziativa per la riparazione, poi ritirata dai promotori in favore del controprogetto adottato dalle Camere federali. La legge federale sulle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 (LMCCE) ha creato le basi legali per il versamento di prestazioni finanziarie alle vittime. Il cosiddetto contributo di solidarietà vuole essere un segno del riconoscimento dell’ingiustizia inflitta e un’espressione di solidarietà sociale nei confronti delle vittime.
La città di Zurigo ha deciso di sostenere le vittime di misure coercitive a scopo assistenziale con un contributo di solidarietà comunale che va ad aggiungersi a quello nazionale.
L’articolo 4 LMCCE stabilisce che il contributo di solidarietà federale è parificato fiscalmente e in termini di diritto in materia di esecuzione e fallimento ai versamenti a titolo di riparazione. Stabilisce inoltre che nel diritto in materia di aiuto sociale il contributo di solidarietà non comporta una riduzione né delle prestazioni complementari né di quelle transitorie. Questo principio non si applica però ai contributi comunali o cantonali, il che comporta la soppressione o la riduzione di queste prestazioni. Modificando la LMCCE si potrebbe evitare questa situazione e creare una base legale chiara per eventuali altri contributi comunali o cantonali.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 11.06.2024
Trattare allo stesso modo i contributi di solidarietà
I beneficiari di contributi di solidarietà cantonali o comunali, stanziati quale riparazione per misure coercitive o collocamenti coatti, non devono subire svantaggi finanziari e devono essere equiparati a quelli versati dalla Confederazione. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi, all'unanimità, una revisione legislativa in tal senso elaborata della sua commissione degli affari giuridici.
Fino al 1981 in Svizzera decine di migliaia di bambini e adulti sono stati oggetto di pratiche di questo tipo, che hanno causato grandi sofferenze, ha ricordato Simone Gianini (PLR/TI) a nome della commissione. Per il riconoscimento e la riparazione dell'ingiustizia è stata emanata una legge che prevede un contributo di solidarietà federale di 25'000 franchi per ogni vittima, a cui si applicano privilegi sotto il profilo fiscale, dell'esecuzione forzata, delle assicurazioni sociali e dell'aiuto sociale.
Zurigo è il primo Comune svizzero ad aver introdotto un proprio contributo a sostegno delle vittime, che va ad aggiungersi a quello nazionale. Il disegno di legge prevede di equiparare i sussidi di solidarietà cantonali e comunali a quello federale. È importante che anche cantoni e comuni abbiano la possibilità di assumersi la responsabilità versando un contributo, ma solo se questo gode dei medesimi privilegi di quello della Confederazione, ha aggiunto Gianini.
Tutti i gruppi parlamentari erano favorevoli e diversi oratori hanno sottolineato come le misure coercitive siano un capitolo cupo della storia Svizzera. Senza le modifiche proposte, questi contributi finiscono per essere uno svantaggio per i destinatari, che si vedono ridotte alcune prestazioni, ha rilevato Sibel Arslan (Verdi/BE). Per Philipp Matthias Bregy (Centro/VS) è importante che le vittime ricevano questi soldi per loro stessi e non per pareggiare debiti o altro.
"Queste riparazioni non sono solo un gesto simbolico, ma possono anche fornire un aiuto finanziario benvenuto a persone che hanno vissuto in condizioni molto difficili", ha da parte sua fatto notare Nadine Gobet (PLR/FR).
Lo Stato non deve offrire solidarietà con una mano e toglierla con l'altra, ha sottolineato il ministro di giustizia Beat Jans, sostenendo la proposta. Speriamo che questa modifica non resti una sorta di "Lex Zurigo" ha poi aggiunto, augurandosi che altri cantoni e comuni seguano l'esempio.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 24.09.2024
CSt: trattare allo stesso modo contributi di solidarietà
I beneficiari di contributi di solidarietà cantonali o comunali, stanziati quale riparazione per misure coercitive o collocamenti coatti, non devono subire svantaggi finanziari e devono essere equiparati a quelli versati dalla Confederazione. Dopo il Consiglio nazionale, oggi quello degli Stati ha approvato all'unanimità una revisione legislativa in tal senso. Il dossier è pronto per le votazioni finali.
Fino al 1981 in Svizzera decine di migliaia di bambini e adulti sono stati oggetto di pratiche di questo tipo, che hanno causato grandi sofferenze. Per il riconoscimento e la riparazione dell'ingiustizia è stata emanata una legge che prevede un contributo di solidarietà federale di 25 mila franchi per ogni vittima, a cui si applicano privilegi sotto il profilo fiscale, dell'esecuzione forzata, delle assicurazioni sociali e dell'aiuto sociale.
Zurigo è stato il primo Comune ad aver introdotto un proprio contributo a sostegno delle vittime, che va ad aggiungersi a quello nazionale. Il disegno di legge prevede di equiparare i sussidi di solidarietà cantonali e comunali a quello federale affinché possano godere dei medesimi privilegi di quello della Confederazione.
Senza le modifiche proposte, questi contributi finirebbero per essere uno svantaggio per i destinatari, che si vedrebbero ridotte alcune prestazioni.