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24.043 · Oggetto del Consiglio federale · 2024-05-08

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 8 maggio 2024 concernente la modifica della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 08.05.2024

Il Consiglio federale migliora l’apporto di personale in seno alla protezione civile

Il Consiglio federale intende migliorare l’apporto di personale in seno alla protezione civile. Nella sua seduta dell’8 maggio 2024 ha pertanto adottato, all’attenzione del Parlamento, il messaggio concernente la revisione parziale della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC). Le misure prevedono un’estensione dell’obbligo di prestare servizio di protezione civile a determinate persone soggette all’obbligo di prestare servizio militare e ex militari. Inoltre le persone tenute a prestare servizio civile potranno essere obbligate ad assolvere una parte del loro obbligo di prestare servizio civile nella protezione civile di Cantoni che presentano un’insufficienza di effettivi. Queste decisioni si fondano sulla prima parte del rapporto concernente l’apporto di personale in seno all’esercito e alla protezione civile.

Il servizio di protezione civile deve far fronte a insufficienze di effettivi. Circa dieci anni fa è stato fissato l’obiettivo nazionale di 72 000 militi della protezione civile. Tuttavia nel 2024 l’effettivo reale si attestava a 60 000 persone tenute a prestare servizio di protezione civile (delle quali 2 600 suddivise in un pool di personale). Con circa 4 000 reclutamenti ogni anno, si presuppone che nel 2030 l’effettivo reale dei militi della protezione civile sarà sceso a circa 50 000 militi. Senza alcuna misura per migliorare l’apporto di personale in seno alla protezione civile, questa erosione comporterà una riduzione delle capacità di prestazione del servizio civile.
Il 30 giugno 2021 il Consiglio federale ha quindi incaricato il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) e il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) di elaborare congiuntamente misure per migliorare l’apporto di personale in seno alla protezione civile. Il messaggio permetterà di attuare le evidenze risultanti dalla prima parte del rapporto concernente l’apporto di personale in seno all’esercito e alla protezione civile.

Obbligo di prestare servizio di protezione civile per determinate persone soggette all’obbligo di prestare servizio militare e ex militari

Il messaggio concernente la revisione della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile prevede un’estensione dell’obbligo di prestare servizio di protezione civile: le persone soggette all’obbligo di prestare servizio militare che entro il 25° anno di età non hanno ancora assolto la scuola reclute e sono state prosciolte dall’esercito, saranno assoggettate all’obbligo di prestare servizio di protezione civile. Anche gli ex militari che hanno assolto per intero la scuola reclute e che successivamente vengono dichiarati inabili al servizio militare in futuro dovranno prestare servizio di protezione civile se avrebbero ancora dovuto assolvere almeno 80 giorni di servizio militare.

Sarà inoltre abolito il principio del domicilio. In questo modo i militi della protezione civile di Cantoni con un’eccedenza di effettivi potranno essere incorporati in Cantoni con un’insufficienza di effettivi. I militi della protezione civile dovranno inoltre iniziare l’istruzione di base entro due anni dal reclutamento. In questo modo si garantisce che i militi della protezione civile siano a disposizione delle organizzazioni di protezione civile nel più breve tempo possibile.

Organizzazioni di protezione civile quali istituti d’impiego del servizio civile

Le organizzazioni di protezione civile di Cantoni con un’insufficienza di effettivi dovranno essere riconosciute quali istituti d’impiego del servizio civile. Qualora si esaurissero tutti i mezzi della protezione civile per eliminare la carenza di effettivi, sarà possibile obbligare i civilisti ad assolvere prioritariamente, per al massimo 80 giorni, il loro servizio civile in un’organizzazione di protezione civile. I civilisti non saranno però assoggettati all’obbligo di prestare servizio di protezione. Continueranno a essere soggetti alla legislazione sul servizio civile. Assolveranno l’istruzione di base normale della protezione civile e potranno anche partecipare a istruzioni complementari o dei quadri. Inoltre assolveranno i corsi di ripetizione e potranno essere chiamati in servizio per gli impieghi in caso di evento.

Suddivisione in due disegni di legge

Dalla consultazione è emerso che le disposizioni relative all’obbligo dei civilisti di prestare servizio nella protezione civile potrebbero incontrare resistenze politiche. La revisione della legge sarà quindi suddivisa in due disegni di legge: uno riguardante le persone soggette al servizio civile e uno relativo alle altre novità. In questo modo, in caso di referendum, le parti non controverse della revisione non saranno ritardate o respinte.

Ulteriore modo di procedere nell’ambito delle sirene

Alla luce dei pareri formulati in occasione della procedura di consultazione, si rinuncia alla disposizione prevista inizialmente di trasferire ai Cantoni alcuni compiti in relazione con le sirene. Al suo posto si prevede di prorogare di ulteriori quattro anni il periodo transitorio che scade a fine anno. La Confederazione e i Cantoni intendono così prendersi il tempo necessario per verificare in modo approfondito il concetto e le competenze nell’ambito delle sirene. Prossimamente il DDPS sottoporrà al Consiglio federale una proposta al riguardo.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 18.09.2024

Garantire effettivi protezione civile con civilisti
Per garantire sufficiente personale alla protezione civile (PC) l'obbligo di prestare servizio sarà esteso in alcuni casi e i civilisti potranno essere obbligati ad assolvere una parte del servizio nella PC. Lo prevede la revisione parziale della legge federale in materia (LPPC) proposta dal Consiglio federale e sostenuta oggi anche dalla Camera dei cantoni, con 33 voti contro 9 (Verdi e PS).

Questo progetto è necessario per risolvere la cronica carenza di personale delle organizzazioni di protezione civile. Altrimenti, c'è il rischio che i servizi non vengano più forniti, ha indicato il "senatore" Josef Dittli (PLR/UR) a nome della commissione.

La sinistra ha tentato invano di convincere il plenum a non approvare l'impiego obbligatorio di alcuni civilisti nella PC. Qualsiasi impegno di questo tipo deve essere volontario. La protezione civile non deve essere rafforzata a spese del servizio civile, ha sottolineato Franziska Roth (PS/SO).

Ma al voto la maggioranza borghese non ne ha voluto sapere. A suo avviso, è "ragionevolmente possibile" esigere che le persone con conflitti di coscienza con il servizio militare prestino servizio nella protezione civile. La maggioranza di centro-destra ha inoltre respinto le critiche secondo cui il disegno priverebbe il servizio civile della sua sostanza.

I contenuti della riforma

I cantoni dovranno infatti in primo luogo esaurire tutti i mezzi a loro disposizione per colmare la mancanza di personale prima di poter ricorrere a persone che prestano servizio civile, è stato spiegato.

Una decina di anni fa era stato fissato l'obiettivo di garantire 72'000 militi della protezione civile. L'effettivo reale però è di 60'000 persone quest'anno e si prevede che nel 2030 sarà sceso a circa 50'000 militi se non si adottano misure, ha spiegato ancora Dittli.

In base alle nuove misure, un maggior numero di ex membri dell'esercito dovrebbe poter essere riassegnato alla protezione civile. Dovrà infatti prestare servizio nella PC chi non ha svolto la scuola reclute prima dei 25 anni ed è stato prosciolto dall'esercito e gli ex militari che, dopo la scuola reclute, sono stati dichiarati inabili e avrebbero ancora dovuto svolgere almeno 80 giorni di servizio militare.

Revisione in due distinti disegni

Il "senatore" urano ha spiegato come dalla consultazione sia emerso che le disposizioni riguardanti i civilisti potrebbero incontrare opposizioni. La revisione della legge è stata quindi suddivisa in due distinti disegni: uno riguardante le persone soggette al servizio civile e uno relativo alle altre novità.

In questo modo, in caso di referendum, le parti non controverse della revisione non saranno ritardate o respinte.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 11.03.2025

Garantire effettivi protezione civile con civilisti
I civilisti potrebbero venir chiamati a svolgere parte del loro servizio nella protezione civile (PC), servizio notoriamente a corto di personale. È quanto prevede un progetto adottato oggi dal Consiglio nazionale per 127 voti a 64. Il dossier ritorna agli Stati.

Secondo la maggioranza dei gruppi parlamentari, ad eccezione di Verdi e PS che hanno denunciato un attacco al servizio civile, questo progetto è necessario per risolvere la cronica carenza di personale delle organizzazioni di protezione civile. Altrimenti, c'è il rischio che i servizi non vengano più forniti.

Il campo rosso-verde, invece, ha criticato l'impiego obbligatorio di alcuni civilisti nella PC. Qualsiasi impegno di questo tipo deve essere volontario. ma per la maggioranza borghese, è invece ragionevole esigere che le persone con conflitti di coscienza con il servizio militare prestino servizio nella PC.

La consigliera federale Viola Amherd ha difeso il progetto con la necessità di arginare la lenta erosione degli effettivi in seno alla PC denunciando il pericolo che, in caso di catastrofe o emergenze, manchino sufficienti braccia. Invece delle 72 mila persone come obiettivo del governo, all'inizio del 2025 il numero di effettivi ammontava a 57 mila, cifra che potrebbe scendere a 50 mila unità entro il 2030, ha messo in guardia la responsabile del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS).

Stando alla riforma, i cantoni dovranno in primo luogo esaurire tutti i mezzi a loro disposizione per colmare la mancanza di personale prima di poter ricorrere a persone che prestano servizio civile. In caso di mancanza cronica di persone, i civilisti potrebbero venir chiamati a svolgere 80 giorni al massimo nella PC.

In base alle nuove misure, un maggior numero di ex membri dell'esercito dovrebbe poter essere riassegnato alla protezione civile. Dovrà infatti prestare servizio nella PC chi non ha svolto la scuola reclute prima dei 25 anni ed è stato prosciolto dall'esercito e gli ex militari che, dopo la scuola reclute, sono stati dichiarati inabili e avrebbero ancora dovuto svolgere almeno 80 giorni di servizio militare.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 17.03.2025

Civilisti nella PC per un massimo di 80 giorni
A meno di un referendum, in un prossimo futuro anche i civilisti potranno essere chiamati a svolgere parte del loro servizio nella protezione civile (PC), istituzione notoriamente a corto di personale, per un massimo di 80 giorni. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

Nel corso dei dibattiti nei due rami del parlamento, Verdi e PS hanno denunciato un attacco al servizio civile; a loro avviso, qualsiasi impegno di questo tipo deve essere volontario.

Per il campo "borghese", sostenuto dalla "ministra" Viola Amherd, questo progetto è invece necessario per risolvere la cronica carenza di personale delle organizzazioni di protezione civile. In caso contrario, c'è il rischio che i servizi non vengano più forniti. Per i sostenitori del progetto è ragionevole esigere che le persone con conflitti di coscienza col servizio militare prestino servizio nella PC.

La consigliera federale Amherd ha difeso il progetto governativo con la necessità di arginare la lenta erosione degli effettivi in seno alla PC, denunciando il pericolo che, in caso di catastrofe o emergenze, manchino sufficienti braccia. Invece delle 72 mila persone come obiettivo del governo, all'inizio del 2025 il numero di effettivi ammontava a 57 mila, cifra che potrebbe scendere a 50 mila unità entro il 2030, ha messo in guardia la responsabile del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS).

In base alle nuove misure, un maggior numero di ex membri dell'esercito dovrebbe poter essere riassegnato alla protezione civile. Dovrà infatti prestare servizio nella PC chi non ha svolto la scuola reclute prima dei 25 anni ed è stato prosciolto dall'esercito e gli ex militari che, dopo la scuola reclute, sono stati dichiarati inabili e avrebbero ancora dovuto svolgere almeno 80 giorni di servizio militare. L'obbligo di prestare servizio passa dagli attuali 38 a 40 anni e riguarda soprattutto le persone incorporate nella PC sopra i 25 anni.

Stando alla riforma, i cantoni dovranno in primo luogo esaurire tutti i mezzi a loro disposizione per colmare la mancanza di personale prima di poter ricorrere a persone che prestano servizio civile. In caso di mancanza cronica di persone, i civilisti - come accennato - potrebbero venir chiamati a svolgere 80 giorni al massimo nella PC.