La confisca degli averi di persone russe segna la fine della diplomazia svizzera e della nostra neutralità?
24.3196 · Interpellanza · 2024-03-13
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Le Camere federali hanno adottato a maggioranza una serie di mozioni finalizzate alla confisca di valori patrimoniali depositati in Svizzera appartenenti a persone di origine russa.Dopo l’approvazione di questi testi da parte del Consiglio degli Stati, il Ministero degli affari esteri russo ha convocato l’ambasciatrice svizzera in Russia, Krystyna Marty Lang. Il Governo russo ha fortemente criticato la decisione del Parlamento svizzero di confiscare i beni di persone russe depositati in Svizzera, considerandola alla stregua di un «furto di Stato».La Russia ha espresso una netta condanna nei confronti di questa decisione delle autorità svizzere in quanto, dal suo punto di vista, viola clamorosamente i principi fondamentali e le norme del diritto internazionale in materia di immunità dello Stato.A seguito di tale decisione, che si aggiunge all’adozione delle sanzioni occidentali, la Russia non considera più la Svizzera come un Paese neutrale, inserendola così nel suo elenco di «Paesi ostili». Di conseguenza, Mosca si rifiuta di partecipare alla grande conferenza per la pace in Ucraina che la Svizzera auspica di organizzare quest’anno.Secondo vari esperti – tra cui Georges Martin, ambasciatore svizzero in pensione – la convocazione dell’ambasciatrice svizzera da parte della Russia rappresenta anzitutto un rischio per la diplomazia svizzera.Con una decisione di questo tipo, vi è il forte rischio che il nostro Paese, che si professa neutrale, non possa più svolgere alcun tipo di ruolo nell’ambito di un negoziato o non riesca a portare le parti in conflitto al tavolo delle trattative. Il Consiglio federale ritiene che, dopo il voto delle Camere federali di cui sopra, sia ancora possibile organizzare un vertice sulla pace con la partecipazione di Russia e Ucraina?Il Consiglio federale ha valutato le ripercussioni di questo voto dell’Assemblea federale sulla capacità diplomatica del nostro Paese?Il Consiglio federale ritiene che questo voto minacci la credibilità della Svizzera in quanto Paese neutrale in grado di svolgere un ruolo nella risoluzione di conflitti?Il Consiglio federale ha stimato le ripercussioni economiche derivanti dalle nuove sanzioni russe nei confronti della Svizzera?Il Consiglio federale ha considerato l’impatto di questo voto sulla piazza finanziaria svizzera?
Stellungnahme des Bundesrates
Domande 1, 2, 3 Questo voto non ha provocato alcun cambiamento nella posizione del Consiglio federale, che è determinato a svolgere un ruolo costruttivo e a contribuire a una pace giusta e duratura in Ucraina. Per questo motivo, su richiesta dell’Ucraina, la Svizzera ha accettato di ospitare la prima conferenza di alto livello sulla pace nel Paese. Il Consiglio federale riconosce che questo obiettivo potrà essere raggiunto solo con la partecipazione di entrambe le parti in conflitto. La reazione della Russia e la convocazione dell’ambasciatrice svizzera il 12 marzo 2024 rientrano nel quadro delle usuali relazioni diplomatiche: dall’inizio della guerra, le autorità russe hanno regolarmente invitato i nostri rappresentanti diplomatici per informarli su come valutano la posizione della Svizzera. Domande 4, 5Il Consiglio federale decide caso per caso, e dopo un’accurata ponderazione degli interessi, se adottare le sanzioni, ed è ciò che ha fatto per le sanzioni connesse alla guerra in Ucraina. A tal fine si basa su vari criteri giuridici, di politica estera e di politica economica esterna. Le ripercussioni delle misure di ritorsione economiche russe, per loro natura, non possono essere stimate con precisione, ma rientrano in questa ponderazione degli interessi. Le ricadute sulla piazza finanziaria svizzera a seguito dello scoppio della guerra sono state limitate. Il Consiglio federale ritiene pertanto che non ci si debbano aspettare grandi cambiamenti in futuro.