Lexipedia

24.3213 · Interpellanza · 2024-03-14

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

In una realtà in cui le microplastiche sono onnipresenti e s’infiltrano nei cibi e nelle bevande che consumiamo e persino nell’aria che respiriamo, è imperativo che la Confederazione adotti delle misure per ridurre al minimo l’esposizione di feti e neonati a queste sostanze potenzialmente dannose. La recente scoperta della presenza di microplastiche nella placenta e l’allarmante quantità di quelle ingerite quotidianamente dai neonati, in particolare attraverso i biberon di plastica, sollevano grandi preoccupazioni sulla protezione dei bambini dalla vita intrauterina sino ai primi anni di vita. In considerazione di quanto precede, il Consiglio federale ha condotto studi analoghi a livello nazionale? In caso affermativo, con quali risultati? In caso negativo, intende avviarne? Alla luce di questa situazione preoccupante, che cosa intende fare per garantire ai bambini le migliori condizioni possibili, da quelle nel grembo materno a quelle nei primi anni di vita, per poter crescere in modo sano? Diverse associazioni raccomandano l’uso di biberon di vetro e l’introduzione di avvertenze esplicite sui pericoli derivanti dalle microplastiche associate all’impiego di biberon in polipropilene, compresi quelli privi di bisfenolo A. Il Consiglio federale prevede di adottare misure normative e/o informative a questo riguardo?

Stellungnahme des Bundesrates

Finora in Svizzera non sono stati condotti studi sistematici sull’esposizione della popolazione alle microplastiche. Il Consiglio federale sta quindi valutando se, nel quadro di un futuro studio svizzero sulla salute, sarà possibile accertare la loro presenza nel sangue, il che dipende dalla disponibilità di metodi di analisi adeguati. Il Consiglio federale ha già illustrato la sua strategia in materia di microplastiche nelle risposte alle interpellanze Gugger 22.4574 «Pericolo per la salute dovuto a materie plastiche e rifiuti di plastica» e Wyss 22.3427 «Microplastiche nel sangue. Un pericolo per la salute?». Occorre in particolare sottolineare che, in base allo stato attuale delle conoscenze, le microplastiche hanno origini diverse: oltre alle microplastiche primarie, aggiunte in modo mirato ai prodotti per scopi specifici, vi sono infatti le cosiddette microplastiche secondarie, prevalenti sotto il profilo quantitativo, che si formano a seguito della decomposizione dei prodotti di plastica. Per contenere in maniera efficace l’esposizione alle microplastiche, è necessaria un’azione ad ampio spettro. La Svizzera si impegna in tal senso nel quadro dei negoziati finalizzati all’elaborazione di una convenzione internazionale vincolante per porre fine all’inquinamento dovuto alle materie plastiche («Convenzione sulla plastica»). Conformemente al mandato del Consiglio federale, si adopera a favore di un accordo ambizioso per prevenire l’impatto ambientale della plastica (incluse le microplastiche) lungo il suo intero ciclo di vita e proteggere la salute delle persone di tutte le età. Nella sua decisione del 23 febbraio 2022 sulla modifica dell’ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim; RS 814.81), il Consiglio federale ha emanato un divieto, entrato in vigore il 1° aprile 2022, di messa in circolazione e di utilizzazione delle plastiche oxo-degradabili che hanno la caratteristica voluta di disgregarsi rapidamente se esposte a calore/raggi UV e ossigeno. Il 25 settembre 2023 è entrata in vigore nell’UE una regolamentazione volta a limitare l’uso di microplastiche primarie in diversi prodotti, come materiale da intaso per campi sportivi in erba sintetica, cosmetici, detergenti e prodotti per la pulizia, fertilizzanti e prodotti fitosanitari (regolamento [UE] 2023/2055). Previa consultazione con le cerchie interessate, il Consiglio federale deciderà probabilmente nel 2025 in merito a un adeguamento in tal senso dell’ORRPChim. Gli oggetti che entrano in contatto con le derrate alimentari, come i biberon per lattanti, sono disciplinati nell’ordinanza sui materiali e gli oggetti (RS 817.023.21). Di norma non devono nuocere alle derrate alimentari e mettere a repentaglio la salute dei consumatori, il che include anche un’esposizione alle microplastiche. Per quanto riguarda le microplastiche negli oggetti d’uso, attualmente non vi è una regolamentazione specifica. L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria segue con attenzione gli sviluppi in questo campo e, se necessario, proporrà al Consiglio federale disposizioni in materia.