24.3244 · Mozione · 2024-03-14
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare le seguenti richieste alla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE): abrogare l’obbligo di integrazione completa di tutti i bambini nelle classi ordinarie e valutare l’integrazione differenziata caso per caso e la reintroduzione delle classi speciali, che hanno dimostrato la loro validità, per il bene di tutti gli alunni.
Begründung
Dopo oltre dieci anni di integrazione di tutti i bambini nelle classi ordinarie occorre prendere atto del fatto che la didattica integrativa raramente raggiunge lo scopo previsto per gli alunni con bisogni speciali, anzi: l’integrazione nelle classi viene molto più spesso vista come un grosso onere. Il vero scopo dell’inclusione non è stato raggiunto.
Inseriti in gruppi più piccoli, molti bambini con difficoltà potrebbero essere meglio stimolati e seguiti individualmente da uno specialista. Per i bambini con disturbi delle abilità scolastiche (p. es. dislessia o discalculia) o con una disabilità fisica può essere utile l’integrazione abbinata a un sostegno specifico, dato che in classi troppo piccole sarebbero poco stimolati. Ma i bambini con disturbi del comportamento marcati dovrebbero essere scolarizzati separatamente, almeno per un certo periodo, dato che in classe disturbano l’insegnamento e la concentrazione di tutti i bambini.
La situazione attuale è molto frustrante per gli insegnanti che si dedicano anima e corpo al loro mestiere: il carico di lavoro complessivo consente loro di seguire solo un numero ridotto di bambini. A causa dell’impostazione particolare e di tutte le disposizioni che devono prendere, è molto difficoltoso per gli insegnanti portare avanti il loro compito principale, ovvero l’insegnamento: molti decidono quindi di lavorare a tempo parziale o di abbandonare la professione. E quanto detto è drammatico anche in considerazione dell’attuale carenza di insegnanti.
Pensare di risolvere il problema solo con maggiori risorse è un’illusione; oltretutto, il numero di docenti di scuola speciale è insufficiente. Abrogando l’obbligo di integrare tutti i bambini nelle classi ordinarie sarebbe possibile un’integrazione differenziata caso per caso e la reintroduzione delle classi speciali. Un adeguamento in tal senso del concordato sulla pedagogia speciale andrebbe a vantaggio di tutti i bambini e di tutti gli insegnanti e potrebbe contrastare l’abbassamento del livello d’istruzione svizzero.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
L’Accordo intercantonale del 25 ottobre 2007 sulla collaborazione nel settore della pedagogia speciale (Concordato sulla pedagogia speciale) è entrato in vigore il 1° gennaio 2011 (www.edk.ch > Temi > Pedagogia speciale > Documenti di base). Finora vi hanno aderito 16 Cantoni. Il concordato fa seguito alla nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni. Nel quadro del concordato i Cantoni aderenti attuano la loro strategia di pedagogia speciale.Sancendo il principio secondo cui le soluzioni integrative sono da preferire a quelle di separazione, l’articolo 2b del concordato riprende il tenore dell’articolo 20 capoverso 2 della legge sui disabili (LDis; RS 151.3) e dell’articolo 24 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (RS 0.109), a cui la Svizzera ha aderito nel 2014. Non si tratta però di un principio assoluto, dato che è applicabile «nel limite del possibile e per il bene dei fanciulli e degli adolescenti disabili» (LDis) o «nel rispetto del benessere e delle possibilità di sviluppo del bambino o del giovane e tenendo conto dell’ambiente e dell’organizzazione scolastica» (concordato). Il commento delle disposizioni del concordato precisa che occorre tenere conto del principio di proporzionalità come pure del contesto scolastico (classe, risorse umane, organizzazione oraria e pratica, problemi tecnici), per evitare situazioni difficilmente risolvibili – o addirittura non risolvibili – per le singole scuole.Nel quadro della loro libertà organizzativa molti Cantoni hanno istituito classi speciali nelle scuole ordinarie, nelle quali vengono riuniti in piccoli gruppi gli alunni con difficoltà di apprendimento o disturbi del comportamento. Inoltre, esistono scuole speciali (riconosciute dalle autorità cantonali) per i giovani che presentano difficoltà o disabilità specifiche e che, a seguito di un bilancio, hanno diritto a misure maggiori.In questo contesto il Consiglio federale non ritiene opportuno formulare richieste alla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) per un settore che è in primis di competenza dei Cantoni. Questi ultimi sono infatti i più indicati per adottare misure adeguate.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.