24.3347 · Interpellanza · 2024-03-15
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
In tutta Europa l’inizio del 2024 è stato segnato dalle azioni di protesta delle cerchie agricole. Anche in Svizzera il movimento sta guadagnando terreno in tutto il Paese.
Al centro delle preoccupazioni vi è la situazione economica dei produttori. Numerose indagini (FRC, LeTemps, Heidi.news, ecc.) hanno dimostrato che gli attori che dominano il mercato, come i grandi distributori Migros e Coop che controllano l’80 per cento del commercio al dettaglio, intascano margini esorbitanti e che i prezzi alla produzione non compensano i costi di produzione. Questi ultimi sono prevalentemente aumentati e i pagamenti diretti non sono sufficienti a compensare tale situazione.
Secondo il Rapporto agricolo 2023, «Il reddito da lavoro agricolo per unità di manodopera familiare (equivalente a tempo pieno) […] è diminuito del 6,3 % rispetto all’anno precedente, attestandosi a 56’100 franchi». Esso corrisponde pertanto a un reddito mensile di 4'675 franchi. Nel 2023 in Svizzera il reddito medio si è attestato a 5'503 franchi.
Conformemente all’articolo 5 capoverso 2 della legge sull’agricoltura, il Consiglio federale deve prendere provvedimenti se il reddito degli agricoltori è nettamente inferiore a quello del resto della popolazione. Le statistiche mostrano che questo è già realtà. Per le aziende di piccole dimensioni e con un livello di meccanizzazione al di sotto della media, il reddito medio è di gran lunga ancora più basso.
Il 1° marzo 2024 è stato pubblicato un rapporto sul reddito agricolo in adempimento del postulato 21.4585 nel quale il Consiglio federale affronta esplicitamente le misure politiche volte a migliorare il reddito agricolo.
La Confederazione fa una dichiarazione ambivalente. Da un lato indica che i mercati agricoli sono generalmente strutturati in maniera oligopolistica, ovvero a fronte di numerosi produttori vi sono pochi addetti alla trasformazione e grandi distributori; in Svizzera questo sistema è spinto all’estremo in quanto due grandi distributori si dividono quasi l’80 per cento del mercato. Dall’altro lato afferma che più il mercato è concentrato, più i margini nelle catene di creazione del valore aumentano, provocando una diminuzione del reddito degli agricoltori. Quali misure prende la Confederazione per rimediare a questa ambivalenza e non considerare più come ineluttabili le concentrazioni di mercato che causano una diminuzione del reddito degli agricoltori?
Stellungnahme des Bundesrates
Attualmente il reddito degli agricoltori viene sostenuto con diversi strumenti statali. Tra questi rientrano in primo luogo i pagamenti diretti, per un importo di circa 2,8 miliardi di franchi all’anno (2023), e la protezione doganale che, secondo l’OCSE, nella media degli anni 2020-2022 ha avuto un effetto di sostegno dei prezzi a favore dei prodotti indigeni di 2,6 miliardi di franchi. Secondo Agroscope (Analisi centralizzata dei dati contabili [AC-DC]), a causa del calo del numero di aziende l’importo medio dei pagamenti diretti per azienda agricola dal 2015 al 2022 ha registrato un incremento, passando da 69 537 a 78 854 franchi. Nel rapporto in adempimento del postulato 21.4585 Bulliard «Reddito delle famiglie contadine» del 1° marzo 2024, il Consiglio federale trae la conclusione che sebbene nel settore primario il reddito del lavoro per ora di lavoro permanga a un livello basso, negli ultimi anni la situazione reddituale delle aziende agricole ha registrato nel complesso uno sviluppo positivo. Tra il 2015 e il 2022 il reddito agricolo è infatti aumentato mediamente del 30 per cento circa, attestandosi a 79 662 franchi. Nel 2022, invece, per la prima volta dal 2015, ha subito nuovamente un calo.Il Consiglio federale è consapevole della concentrazione presente sul mercato delle derrate alimentari. In adempimento dei due postulati 21.3831 «Trasparenza dei prezzi per i prodotti agricoli nel commercio al dettaglio» e 22.4252 «Concorrenza sul mercato delle derrate alimentari» esamina pertanto come possono essere contrastate le pratiche commerciali sleali nel commercio al dettaglio di prodotti agricoli e come può essere migliorata la trasparenza dei prezzi per i consumatori in riferimento ai prezzi alla produzione e al consumo nonché ai margini. Tuttavia, la Confederazione non è la sola responsabile del funzionamento dei mercati. Essa svolge piuttosto un ruolo sussidiario stabilendo le condizioni quadro per gli attori del mercato. Questi possono contribuire di propria iniziativa in misura sostanziale al funzionamento della concorrenza lungo l’intera catena del valore e a un’adeguata distribuzione dei margini.