Quale sarà il contributo della Svizzera e delle carbon majors al Fondo delle Nazioni Unite per perdite e danni?
24.3411 · Interpellanza · 2024-04-16
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Secondo il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, tempeste, incendi, inondazioni, siccità e temperature estreme stanno diventando sempre più frequenti e distruttivi, e non fanno altro che peggiorare.
Secondo il World Economic Forum, il costo economico derivante da perdite e danni causati dal riscaldamento globale nell'ultimo decennio ammontano a 143 miliardi USD, vale a dire a 16,3 milioni USD all'ora. Secondo uno studio commissionato da Oxfam, entro il 2030 questa cifra potrebbe arrivare a 400 miliardi USD all'anno.
Nella sua risposta alla mozione 23.4239, il Consiglio federale ha affermato che la Svizzera si impegnerà per trovare approcci di finanziamento innovativi per le perdite e i danni. Considerato il volume finanziario necessario per la prevenzione e la gestione delle perdite e dei danni, la Svizzera accoglie con favore la partecipazione volontaria del settore privato alla capitalizzazione del nuovo Fondo delle Nazioni Unite per perdite e danni, implementato durante i primi giorni dei negoziati della COP28 a Dubai e acclamato come un passo storico. Infatti, la necessità di trovare una soluzione rapida per compensare le perdite e i danni non è mai stata così urgente.
Poiché il Consiglio federale accoglie con favore la partecipazione volontaria del settore privato alla capitalizzazione del succitato fondo, come intende informare le imprese svizzere della possibilità di contribuirvi?
Il Consiglio federale le guiderà nella definizione dei contributi?
Il Consiglio federale intende condurre uno studio sulle emissioni storiche di CO2 dei grandi emettitori svizzeri per guidare questi ultimi nella definizione dei loro contributi?
Quale sarà il contributo della Svizzera a tale Fondo? Quale metodo utilizzerà il Consiglio federale per definirlo? Il Consiglio federale terrà conto delle emissioni storiche della Svizzera e della sua capacità finanziaria?
Quali approcci di finanziamento innovativi adotterà il Consiglio federale al fine di incrementare le risorse disponibili per far fronte alle perdite e ai danni?
Prevede una tassa sulle emissioni storiche delle imprese grandi emettitrici di CO2?
Prevede una tassa sulle emissioni attuali di tutte le imprese emettitrici di CO2?
Prevede altre fonti di entrate?
Stellungnahme des Bundesrates
1) Negli statuti del fondo adottato in occasione della COP28, le parti contraenti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e dell'Accordo di Parigi hanno previsto la possibilità di donazioni da parte di privati. Tuttavia, per poter ricevere effettivamente contributi privati, il consiglio di amministrazione del fondo deve prima adottare le linee guida necessarie e stabilire i processi. La Confederazione fornirà informazioni al riguardo a tempo debito. 2) e 3) Nell'ambito delle consultazioni multilaterali sul fondo, la Svizzera si è impegnata a favore di una contribuzione globale e basata sul principio di causalità. Tuttavia, la proposta non ha ricevuto il consenso internazionale. Finché non verranno fissati a livello internazionale criteri per la definizione dei contributi volontari da parte di privati, il Consiglio federale non intende fornire una guida alle imprese svizzere. 4) Il fondo per perdite e danni dispone di statuti di base. Tuttavia, non sono ancora stati definiti i punti chiave all'interno dell'ampia gamma di ambiti tematici, i Paesi che beneficeranno del fondo in via prioritaria e le modalità di attuazione. Una volta che saranno stabiliti questi punti e che il fondo disporrà di una strategia, il suo consiglio di amministrazione inviterà a effettuare una capitalizzazione iniziale.In linea generale, il Consiglio federale non impiega formule fisse per calcolare i contributi a singoli fondi. Il contributo adeguato della Svizzera all'attuale obiettivo internazionale di finanziamento del clima lo ha stabilito sulla base delle emissioni della Svizzera e delle sue prestazioni economiche rispetto ad altri Paesi donatori. Il Consiglio federale deciderà sulla base dei fondamenti strategici e sostanziali del fondo nonché dei mezzi finanziari a disposizione, se e, eventualmente, in che misura la Svizzera contribuirà al fondo. Mantenendo i budget invariati, un finanziamento del fondo nel quadro della collaborazione internazionale della Svizzera andrebbe a scapito di altri settori di compiti nello stesso quadro. La Svizzera sostiene Paesi in via di sviluppo nella lotta alle perdite e ai danni causati dal cambiamento climatico attraverso numerosi progetti rilevanti, per esempio con aiuti umanitari, con la prevenzione delle catastrofi e con l'adattamento al clima. La Svizzera si impegna a favore di un migliore coordinamento e della complementarità delle istituzioni multilaterali per il finanziamento del clima, incluso il nuovo fondo. 5), 6), 7) e 8) In collaborazione con il Dipartimento federale degli affari esteri e il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni sta elaborando una panoramica di possibili misure per sfruttare e mobilizzare le fonti esistenti e aggiuntive per il finanziamento internazionale del clima e della biodiversità. Sulla base di questa panoramica, il Consiglio federale adotterà un eventuale pacchetto di misure.