24.3439 · Interpellanza · 2024-04-17
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato, analogamente a quanto chiesto nell’interrogazione 14.1019 e nell’interpellanza 19.4008, a pubblicare un elenco aggiornato, per settore e anno, di tutti i pagamenti effettuati dalla Svizzera all’Unione europea o ai singoli Stati membri negli ultimi dieci anni. L’elenco deve includere non soltanto i pagamenti diretti, ma anche i contributi versati a istituzioni dell’UE, a programmi dell’UE (p. es. Erasmus, accordo MEDIA, sussidi alla ricerca ecc.), a infrastrutture (p. es. progetti ferroviari negli Stati membri), ad associazioni e fondazioni estere, così come i contributi al fondo di coesione e quelli derivanti da accordi fiscali o dall’imposizione di lavoratori frontalieri e i contributi da parte di unità divenute autonome come il Fondo d’investimento svizzero per i mercati emergenti (SIFEM). L’elenco deve indicare anche i costi legati all’attuazione di accordi con l’UE (p. es. Schengen) o ai negoziati diplomatici e politici e ai viaggi negli Stati membri dell’UE.
Stellungnahme des Bundesrates
La presente risposta è suddivisa in quattro tabelle.1. Pagamenti della Svizzera in conformità agli accordi bilaterali: si tratta delle somme effettivamente versate all’UE o ai suoi Stati membri dal 2019.2. Contributi autonomi della Svizzera agli Stati membri dell’UE dal 2019: si tratta di contributi alle infrastrutture dei Paesi confinanti e dei due contributi della Svizzera a favore di alcuni Stati membri dell’UE.3. Spese relative all’attuazione degli accordi dal 2019.4. Contributi versati nel quadro degli accordi fiscali dal 2019.Oltre ai contributi ai programmi quadro dell’Unione europea, la Svizzera non concede nessun altro contributo ad associazioni o fondazioni dell’UE.
Pagamenti in conformità agli accordi bilateraliAccordi bilaterali I (1999)AccordoImporti OsservazioniPartecipazione della Svizzera all’ottavo programma quadro di ricerca europeo (PQR) per il periodo 2014–20202019–2023: 1,16 mia. CHF Associazione della Svizzera a Orizzonte 2020, ITER ed EURATOM (contributo UE). La Svizzera ha beneficiato di una completa associazione per il periodo 2017–2020. Per il programma successivo (dal 2021), la Svizzera è attualmente considerata un Paese terzo non associato e quindi non versa all’UE alcun contributo obbligatorio.Ostacoli tecnici al commercio (Mutual Recognition Agreement, MRA) 2019–2023: 1,53 mio. CHFContributo finanziario per i servizi forniti dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) conformemente al capitolo 18 (Biocidi) dell’MRATrasporto aereo 2019–2023:7,43 mio. CHFContributo all’Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA)Trasporti terrestri2019–2023: 0,33 mio. CHF 2019–202350 000 CHF
(10 000 CHF all’anno)Contributo all’osservatorio comune di rilevamento del traffico Svizzera-UE («osservatorio del traffico»)
Utilizzo dello sportello unico (OSS) dell’Agenzia ferroviaria europeaAccordi bilaterali II (2004)Schengen/Dublino 2019–2023: 292,3 mio. CHF(ritorno finanziario 2019–2023: 28,75 mio. CHF)Contributo generale a Schengen/Dublino e contributi alla comitologia, all’agenzia eu-LISA (soprattutto per lo sviluppo e il perfezionamento dei sistemi SIS, VIS, Eurodac, DubliNet, EES, ETIAS e dell’interoperabilità in generale) e di Frontex come pure contributi al Fondo sicurezza interna per quanto riguarda le frontiere esterne (ISF, 2014–2020) e poi la gestione delle frontiere e la politica dei visti (BMVI, 2021–2027) Nel 2024 il ritorno finanziario del BMVI sarà inoltre versato retroattivamente per il 2023 (dopo l’entrata in vigore del regolamento BMVI e dell’accordo aggiuntivo).Ambiente 2019–2023:7,5 mio. CHFContributo all’Agenzia europea dell’ambiente (AEA)Statistica 2019–202329 mio. CHF Contributo a EurostatAccordi conclusi dopo il 2004Partecipazione della Svizzera ai programmi europei per la navigazione satellitare Galileo/EGNOS2019–2023:267,51 mio. CHFContributo a Galileo/EGNOSPartecipazione della Svizzera all’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA), nota fino al 2021 con il nome di Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO)2019–2023:28,38 mio. CHFContributi all’EUAA (ex EASO)Facilitazione e sicurezza doganali 2021–2023: 2,25 mio. CHF Partecipazione della Svizzera al sistema di controllo delle importazioni 2 (Import Control System 2, ICS2) dell’UEDal 2014 la Svizzera non partecipa più ai programmi dell’UE «Europa Creativa» ed «Erasmus+». Al fine di ridurre al minimo le ripercussioni della mancata partecipazione si è deciso di adottare misure compensative a livello nazionale. Per questo motivo nei settori in questione non sono stati versati contributi all’UE. Contributi autonomi della Svizzera ad alcuni Stati membri dell’UESettoreImportiOsservazioniContributo della Svizzera per ridurre le disparità economiche e sociali nell’UE allargata a favore dei dieci Stati che hanno aderito all’UE il 1° maggio 2004 nonché della Bulgaria, della Romania e della Croazia2019–2023: 108,5 mio. CHF Il contributo complessivo della Svizzera all’UE allargata ammonta a 1,302 mia. CHF. I progetti finanziati in Bulgaria e in Romania si sono conclusi nel 2019, mentre quelli in Croazia continueranno fino alla fine del 2024. Ritorno finanziario: fino alla fine del 2023 il contributo svizzero all’UE allargata ha permesso di finanziare mandati conferiti a società, consulenti, organizzazioni e associazioni svizzere per un importo complessivo di circa 120 mio. CHF.Secondo contributo svizzero ad alcuni Stati membri dell’UE volto a ridurre le disparità economiche e sociali nell’UE allargata e a sostenere misure nel campo della migrazione Tema coesione, 2023:589 535 CHF Tema migrazione, 2022–2023: 17,78 mio. CHF L’attuazione del secondo contributo svizzero è agli inizi. Tema coesione: i primi pagamenti sono avvenuti nel 2023. Tema migrazione: i pagamenti sono avvenuti nell’ambito del fondo di reazione rapida del credito quadro migrazione. Si tratta di pagamenti effettuati a organizzazioni internazionali e ONG – tra cui anche organizzazioni svizzere attive all’estero – per l’attuazione di progetti negli Stati dell’UE. Non ci sono ancora stati versamenti per quanto riguarda i programmi di cooperazione bilaterali; i primi pagamenti avverranno nel 2024. Ritorno finanziario (totale secondo contributo svizzero): fino alla fine del 2023, il fondo relativo alla competenza e al partenariato svizzeri ha effettuato pagamenti pari a circa 0,56 mio. CHF.Contributo all’infrastruttura dei trasporti in Francia e Germania nell’ambito del progetto per il raccordo della Svizzera orientale e occidentale alla rete ferroviaria europea ad alta velocità2019–2023: in totale 5,9 mio. CHF Da una trentina d’anni la Svizzera partecipa su base volontaria al cofinanziamento delle infrastrutture per i trasporti all’estero.Adeguamento della sagoma di spazio libero sulla tratta di Luino in Italia2019–2022: 39,43 mio. CHF Adeguamento della sagoma di spazio libero sulla tratta del Sempione in Italia2022–2024: 4,2 mio CHFRete ferroviaria regionale transfrontaliera Léman Express: allineamento del binario ad Annemasse per il materiale rotabile svizzero2019–2022: 3,17 mio. CHFContributo alla linea tranviaria Annemasse-MoillesulazFino al 2021:22,84 mio. CHFProlungamento della linea tranviaria verso Saint-Louis2019–2023:25,5 mio CHF Prolungamento della linea tranviaria verso Weil am Rhein2019–2023:46,7 mio. CHF Introduzione della cadenza quartoraria sulla linea della rete ferroviaria regionale transfrontaliera della «Garten- und Wiesentalbahn» tra Basilea e Lörrach2019–2023:per i servizi di pianificazione è attualmente previsto un budget di 0,889 mio. EUR. Collegamento ferroviario con l’EuroAirport2019–2023:partecipazione della Svizzera a vari studi (progetto preliminare dettagliato) pari a 1,5 mio. EUR Costi legati all’attuazione degli accordi Svizzera-UEL’attuazione degli accordi comporta quattro tipi di costi: spese per il personale, spese procedurali, spese per l’equipaggiamento e spese per i servizi. I primi due tipi di spese non figurano separatamente nella contabilità degli uffici e non dipendono soltanto dall’esistenza degli accordi. Per tale motivo, nella seguente tabella sono presentate le spese per l’equipaggiamento e per i servizi che risultano dagli accordi bilaterali e che non sono già coperte dai contributi all’UE menzionati in precedenza. Le spese riguardano esclusivamente i seguenti accordi:Accordo ImportiOsservazioni Schengen/Dublino2019–2023:125,78 mio. CHFSpese per l’equipaggiamento e per i serviziPrüm2020–2023:2,18 mio. CHFSpese per l’equipaggiamento e per i servizi. Spese che rientrano nel quadro del credito d’impegno per l’attuazione del programma Prüm Plus (decreto federale del 27 settembre 2021 per il periodo 2022–2023) ma non in quello del credito d’impegno per le prestazioni TIC precedenti (2020–2021)Ambiente 2019–2023:1,75 mio. CHFSpese per l’equipaggiamento e per i servizi. Contributi ai progetti AEA-Eionet, armonizzazione delle banche datiIn termini di budget globali occorre citare la Divisione Europa (DE) della Segreteria di Stato DFAE e la Missione della Svizzera presso l’Unione europea (Missione). La DE si occupa delle relazioni con l’UE e i suoi Stati membri e con gli Stati membri dell’AELS, il Regno Unito, Andorra, Monaco, San Marino e la Santa Sede, mentre la Missione si occupa esclusivamente delle relazioni con l’UE. Per il 2023, la spesa (budget globale) della DE è stata pari a 7,8 milioni di franchi e quella della Missione pari a 6,2 milioni di franchi. Ambito della fiscalitàNell’ambito della fiscalità (in particolare dell’Accordo sulle pensioni e sull’imposizione dei lavoratori frontalieri), i contributi versati nel quadro degli accordi non possono essere considerati come spese o pagamenti a carico della Svizzera. Si tratta infatti di importi che poggiano su disposizioni che regolano l’attribuzione di un diritto di imposizione, le modalità di riscossione o il prelievo delle imposte per conto degli Stati membri dell’UE. Il precedente accordo sulla tassazione dei redditi da risparmio con l’UE e gli accordi sulla ritenuta alla fonte con Austria e Regno Unito sono stati sostituiti o abrogati con lo scambio automatico di informazioni a fini fiscali (SAI). Dal 2019 non sono stati effettuati pagamenti nell’ambito di questi accordi. Imposta alla fonte per i frontalieriAttraverso la sua politica in materia di doppia imposizione, la Svizzera persegue l’obiettivo di evitare in maniera efficace la doppia imposizione e di promuovere così gli scambi economici. Questi accordi pongono l’accento sull’efficacia: il gettito fiscale risultante dall’attribuzione di un diritto di imposizione deve essere proporzionale alle spese relative alla riscossione a carico delle amministrazioni e delle aziende. Le disposizioni relative ai frontalieri consentono, tra le altre cose, di ripartire le risorse a favore delle infrastrutture nelle zone di confine. Tali disposizioni sono descritte nel rapporto del Consiglio federale redatto in adempimento del postulato Robbiani 11.3607 del 16 giugno 2011. I pagamenti compensativi previsti nell’Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri e alla compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine e nell’accordo concluso tra il Consiglio federale, operante per conto di Ginevra, e la Francia sulla compensazione finanziaria relativa ai frontalieri che lavorano a Ginevra ammontavano a: AccordoImportiOsservazioniFrontalieri CH-IT 1974Pagamento nel 2023 per il 2022:107,4 mio. CHFAccordo sostituito, a decorrere dal 2024, dall’Accordo del 23 dicembre 2020 tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri.GE-FranciaPagamento del 2° semestre 2022 e del 1° semestre 2023:352,2 mio. CHF ViaggiLe spese di viaggi effettuati negli Stati membri dell’UE non equivalgono a pagamenti o contributi della Svizzera a favore dell’UE. Le spese complessive per le persone che tra il 2019 e il 2023 si sono recate in uno Stato membro dell’UE su incarico o a spese della Confederazione ammontano a 18,74 milioni di franchi. Tuttavia questa cifra non può essere attribuita completamente alle spese legate agli accordi con l’UE o alle trattative con gli Stati membri in generale. Determinati viaggi sono infatti effettuati per scopi prettamente logistici (p. es. manutenzione degli equipaggiamenti nelle ambasciate). Un importo pari a 2,82 milioni di franchi è imputabile a viaggi in Belgio che con ogni probabilità riguardavano principalmente la politica europea della Svizzera (una parte di queste spese di viaggio è già inclusa nel budget della Divisione Europa, DE). Dopo la pandemia di COVID-19, i contatti si sono svolti sempre più spesso online, analogamente a molte delle discussioni tecniche nell’ambito dei sondaggi sull’approccio «a pacchetto» 2022–2023.StimaIn generale va sottolineato che le cifre indicate nella presente risposta devono essere iscritte nel contesto delle relazioni bilaterali con l’UE e i suoi Stati membri. Per esempio, le spese o i pagamenti legati agli accordi con l’UE vanno esaminati dalla prospettiva dei vantaggi che comportano per la Svizzera. Gli accordi bilaterali hanno offerto in generale alle imprese svizzere condizioni più favorevoli per il commercio con il nostro più importante partner economico (stando a cifre provvisorie, nel 2023 la Svizzera ha effettuato con l’UE quasi il 50 % delle sue esportazioni e il 70 % delle sue importazioni di beni e merci) e un aumento della concorrenza che ha stimolato la crescita economica e dato slancio all’occupazione. Vari studi giungono per esempio alla conclusione che l’abbandono degli accordi bilaterali avrebbe notevoli conseguenze negative sull’economia svizzera (gfs.bern, Le temps est venu pour les Bilatérales III, 2023; Favre, Föllmi, Zweimüller, Migration und sozialversicherungen. Eine Betrachtung der ersten Säule und der Familienzulagen, 2023; BAK Basel Economics, Volkswirtschaftliche Auswirkungen einer Kündigung der Bilateralen I auf die Ostschweiz, 2020; Ecoplan, Volkswirtschaftliche Auswirkungen eines Wegfalls der Schengen-Assoziierung der Schweiz, 2017 ; BAK Basel Economics, Die mittel- und langfristigen Auswirkungen eines Wegfalls der Bilateralen I auf die Schweizerische Volkswirtschaft, 2015; Ecoplan, Impatto economico di un abbandono dei Bilaterali I, 2015). In uno studio condotto nel 2017 sulle conseguenze economiche dell’uscita della Svizzera dall’accordo Schengen, l’istituto Ecoplan ha stimato che le perdite potenziali nel settore del turismo (assenza di visti Schengen) potrebbero raggiungere i 530 milioni di franchi entro il 2030, che i costi annuali supplementari nel settore dell’asilo potrebbero lievitare a 1332 milioni di franchi, che il PIL potrebbe diminuire del 3,7 per cento all’anno e che il costo aggiuntivo del tempo perso negli ingorghi (a causa della reintroduzione dei controlli sistematici alle frontiere) potrebbe raggiungere i 3 miliardi di franchi all’anno. Inoltre, come sottolinea il Consiglio federale nel suo rapporto «Conseguenze economiche e finanziarie dell’associazione della Svizzera a Schengen» del 21 febbraio 2018, i vantaggi dell’associazione non si limitano all’aspetto finanziario. La sicurezza interna è infatti un altro settore in cui la Svizzera trarrebbe vantaggi: grazie alla sua appartenenza all’area europea di sicurezza, approfitta dei vantaggi derivanti dall’interconnessione tra gli Stati Schengen e dallo scambio automatico di dati. Infine, da quando ha aderito a Dublino, la Svizzera ha potuto trasferire in altri Stati Dublino quasi 40 000 persone entrate illegalmente nel suo territorio.