24.3670 · Postulato · 2024-06-13
Dipartimento di giustizia e polizia
Trasmesso al Consiglio federale
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che tracci un bilancio intermedio dell’utilizzo del braccialetto elettronico (art. 28c CC), rispondendo in particolare alle domande seguenti e proponendo eventuali misure di miglioramento.
In applicazione del principio di disposizione (art. 58 cpv. 1 CPC), spetta alla vittima richiedere l’attuazione di una sorveglianza. Vietando di disporla d’ufficio, questo principio costituisce un freno all’applicazione di tale misura?
Mentre l’avamprogetto prevedeva una sorveglianza attiva in tempo reale con una valutazione da parte di una centrale 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 dei dati di localizzazione della persona sorvegliata, la versione finale comprende soltanto una sorveglianza passiva. Questo dispositivo non permette dunque un intervento immediato delle forze dell’ordine. Anche questo ne frena l’attuazione? Una sorveglianza attiva renderebbe il sistema più sicuro e più credibile, e dunque più utilizzato?
La prassi ha evidenziato che determinate autorità sono restìe ad attuare questi principi. Ciò spiegherebbe l’esiguo tasso di utilizzo del dispositivo? Come è possibile rimediarvi?
Begründung
Il 14 dicembre 2018 il Consiglio nazionale ha adottato praticamente all’unanimità la legge federale intesa a migliorare la protezione delle vittime di violenza. Conformemente a questa nuova legge, entrata in vigore in vigore il 1° gennaio 2022, il giudice che vieta a un autore di violenze, minacce o insidie di accedere a un perimetro, trattenersi in determinati luoghi o mettersi in contatto con determinate persone (art. 28b CC) può ordinare l’impiego di un braccialetto elettronico fissato sull’autore della lesione (art. 28c CC). Rammentiamo che il braccialetto elettronico costituisce uno strumento importante della roadmap federale contro la violenza domestica. Le cifre provenienti dai Cantoni mostrano tuttavia che questo strumento è poco utilizzato. Alcuni Cantoni non l’hanno addirittura ancora mai impiegato. Questa scarso utilizzo non riflette tuttavia le realtà statistiche della violenza domestica. Nel 2023 la polizia ha infatti registrato 19 918 reati nel settore della violenza domestica (2022: 19 978), 11 479 persone lese, di cui il 70,1 per cento di sesso femminile, e 25 omicidi. È pertanto opportuno esaminare quali misure possono essere adottate per migliorare il dispositivo.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
La nuova regola dell’articolo 28c del Codice civile (CC; RS 210) è entrata in vigore il 1° luglio 2022 nel quadro della legge federale del 14 dicembre 2018 intesa a migliorare la protezione delle vittime di violenza (RU 2019 2273). Secondo questa disposizione, su richiesta il giudice civile può ordinare la sorveglianza elettronica di un divieto di avere contatti o di accedere ad aree determinate. Come spiegato dal Consiglio federale nel quadro dei dibattiti parlamentari su questo oggetto (oggetto del Consiglio federale 17.062), in linea di massima si ritiene corretto e importante valutare questa disposizione. Tuttavia, una valutazione di questo tipo può essere mirata e approfondita soltanto se la norma è stata applicata sufficientemente a lungo. Per il medesimo motivo il Parlamento aveva all’epoca rinunciato a introdurre nella legge una corrispondente disposizione. Nel suo rapporto del 27 settembre 2019 in adempimento del postulato Arslan 19.4369 (www.admin.ch > Documentazione > Comunicati stampa > Comunicati stampa del Consiglio federale > Comunicati stampa del 03.12.2021 > Strumenti elettronici: il Consiglio federale vuole aumentare la protezione per le vittime di violenza domestica > Rapport du Conseil fédéral), il Consiglio federale ha già esaminato le possibilità di ricorrere alla sorveglianza elettronica attiva per migliorare la protezione delle vittime di violenza domestica. È giunto alla conclusione che una sorveglianza di questo tipo, combinata con un pulsante di allarme a disposizione della vittima, può rafforzare la protezione delle vittime. All’epoca il Consiglio federale ha tuttavia ritenuto opportuno un approccio graduale, approvando l’avvio di progetti pilota a livello cantonale nel quadro dell’attuazione della roadmap sulla violenza domestica adottata il 30 aprile 2021 da Confederazione e Cantoni. Nel 2026 sarà stilato un bilancio finale sulla roadmap, valutando in particolare i risultati e i riscontri provenienti dai Cantoni sull’impiego della sorveglianza elettronica per migliorare la protezione delle vittime. Occorre aggiungere che i Cantoni si adoperano già per gestire un sistema di sorveglianza elettronica comune nel quadro dell’associazione Electronic Monitoring (EM), che hanno fondato congiuntamente. Alla luce dei lavori in corso, il Consiglio federale non ritiene al momento prematuri ulteriori mandati d’esame, in particolare l’auspicato bilancio intermedio.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.