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Crediti di investimento nell'agricoltura. «Investire» nella redditività e nel miglioramento del reddito anziché nell'indebitamento

24.3773 · Interpellanza · 2024-06-14

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Rapporto del Consiglio federale sul reddito delle famiglie contadine (https://www.newsd.admin.ch/newsd/message/attachments/86423.pdf), pubblicato il 1° marzo 2024, evidenzia che il reddito del lavoro nell'agricoltura in molte aziende è bassissimo (in media 16.30 fr./ora). Inoltre, a livello europeo le aziende agricole svizzere sono quelle più indebitate (per ha di SAU). Da tempo la Confederazione sostiene i miglioramenti strutturali nell’agricoltura mediante crediti di investimento. Questi vengono erogati dai Cantoni e sono gestiti in modo diverso dalle singole casse di credito agricolo cantonali. Spesso è sufficiente che i crediti per gli edifici agricoli siano «sopportabili», quindi rimborsabili, ignorando che a tal fine è necessario attingere al reddito esterno della contadina e che la redditività dell’azienda non migliora assolutamente con il credito, anzi: la situazione reddituale (salario orario di ogni dipendente nell’azienda) peggiora addirittura. È palese che a livello federale non esistono chiare prescrizioni che in relazione alle misure di sostegno prevedano criteri esplicitamente tesi a migliorare l’economicità.

Alla luce di quanto suesposto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.
- Il Consiglio federale è consapevole che con i crediti di investimento si «investe» nell’antieconomicità, nell’improduttività e nell’impoverimento delle aziende agricole?

- Il Consiglio federale è a conoscenza della tesi di bachelor presentata alla SSAFA «Betriebsvoranschläge und deren Tragbarkeits- und Wirtschaftlichkeitsberechnung» dell'11 agosto 2023 https://www.bfh.ch/dam/jcr:e4d66fde-8bc7-40de-9bfb-3bac98ee206f/Betschon_Gregor_BScThesis_230922.pdf?

- Quali conclusioni trae e quali adeguamenti intende attuare?

Stellungnahme des Bundesrates

Gli investimenti in attivi fissi immobilizzati a lungo termine, oltre che per finanziare uno sviluppo delle aziende sostenibile, sono necessari per mantenere una tecnica di produzione moderna, per migliorare il benessere degli animali o per ridurre il carico di lavoro. È quindi evidente che un investimento non viene effettuato soltanto sulla base di considerazioni economiche, ma che è ragionevole anche per motivi riguardanti l’organizzazione del lavoro, il benessere degli animali o, non da ultimo, allo scopo di garantire il proseguimento a lungo termine dell’attività aziendale. Pertanto la Confederazione e i Cantoni sostengono tali investimenti a lungo termine nei miglioramenti strutturali in ambito agricolo erogando crediti di investimento (CI). Questi sono esenti da interessi e sgravano le famiglie contadine dal rischio correlato ai tassi d’interesse e dal loro pagamento. Se gli investimenti necessari venissero finanziati con prestiti bancari l’onere rappresentato dagli interessi sarebbe più elevato e la redditività degli investimenti effettuati risulterebbe (ancora) più bassa. Da una valutazione del CDF (2015) è emerso che il CI influenza le modalità d’investimento in meno di un caso su dieci. Anche le rate per il rimborso dei CI più elevate rispetto a quelle dei prestiti bancari consentono di contrastare un eccessivo indebitamento delle aziende. Infatti, i prestiti bancari alternativi hanno termini di rimborso decisamente più lunghi, o addirittura non ne hanno affatto, per cui il pericolo di un progressivo eccessivo indebitamento è decisamente più elevato rispetto a quanto avviene con l’attuale normativa sui CI. Nell'ambito dell'attuazione della Politica agricola a partire dal 2022 (AP22+), il Consiglio federale ha proposto di introdurre nell’ordinanza sui miglioramenti strutturali (OMSt; RS 913.1) una verifica della redditività per i provvedimenti individuali a partire dal 2025. Il Consiglio federale deciderà in merito al pacchetto di ordinanze 2024 presumibilmente a fine ottobre.L’Ufficio federale dell’agricoltura è a conoscenza della tesi di bachelor presentata alla SSAFA.Con il varo della Politica agricola a partire dal 2022 (PA22+) il legislatore aveva apportato adeguamenti alla legge sull’agricoltura (LAgr; RS 910.1) (FF 2023 1527) che erano già entrati in vigore prima della pubblicazione della tesi di bachelor presentata alla SSAFA. Tra gli adeguamenti che entreranno in vigore dal 2025 rientra l’introduzione, menzionata al punto 1, di una verifica della redditività nell’assegnazione dei CI. Alla luce del previsto adeguamento e delle considerazioni espresse al punto 1, il Consiglio federale ritiene che attualmente non vi sia alcuna ulteriore necessità d’intervento.

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