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24.3826 · Interpellanza · 2024-09-09

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il nostro esercito non ha risorse sufficienti. Tuttavia ne ha abbastanza per finanziare un sondaggio sulla «non binarietà nell’Esercito svizzero» https://www.vtg.admin.ch/it/sondaggio-breve-non-binarieta-nellesercito-svizzero. 1. Qual è il budget del servizio specializzato Donne nell’Esercito e Diversità (DnED)?2. Cosa si intende per «diversità» e qual è la parte del budget del DnED dedicata a questo aspetto delle sue attività?3. Quanto costerà il sondaggio «Non binarietà nell’Esercito svizzero» (comprese, ovviamente, la redazione e la diffusione del rapporto d’inchiesta)?4. Tra gli eserciti effettivamente coinvolti in conflitti, ce ne sono molti che dispongono di servizi specializzati nella «diversità»?5. In un periodo in cui il Consiglio federale e il Parlamento devono affrontare la sfida di modernizzare il nostro esercito in tempo utile per far fronte ai crescenti rischi per la sicurezza del Paese, non è forse giunto il momento di rivedere lo stanziamento di alcune risorse assegnategli, che del resto sono insufficienti?6. Non è il caso di eliminare l’ambito della «diversità» del DnED?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il servizio specializzato Donne nell’Esercito e Diversità (DnED) fa parte del Comando Istruzione. Il budget annuale per il servizio specializzato ammonta a poco meno di un milione di franchi, che finanzia i costi d’esercizio e cinque posti a tempo pieno.

2. Il DnED si impegna per la diversità e l’inclusione nell’Esercito svizzero e nell’Aggruppamento Difesa. La diversità viene promossa e utilizzata in modo mirato dove può avere un impatto. La diversità comprende sesso, età, lingua (ufficiale), origine interculturale, etnica, geografica e sociale, religione e ideologia, corpo e psiche o identità sessuale e orientamento sessuale nonché i temi trasversali conciliabilità, sussistenza, equipaggiamento e infrastruttura. Il servizio specializzato fornisce consulenza a tutti i militari di milizia e collaboratori dell’Aggruppamento Difesa.

Il budget del servizio specializzato non è suddiviso in «Diversità» e «Donne nell’Esercito», in quanto tutti i settori del servizio specializzato sono strettamente collegati e non possono

essere divisi. Di conseguenza non è possibile indicare un importo utilizzato esclusivamente per la diversità.

3. Il breve sondaggio «Non binarietà nell’Esercito svizzero» non è uno studio su larga scala. L’obiettivo era quello di scoprire le esperienze in questo settore. Il DnED pubblica i risultati del breve sondaggio solo sulla sua pagina web. Questo lavoro viene svolto con le risorse di personale esistenti del DnED e non vi sono costi supplementari.

4. Il Consiglio federale non ha alcuna panoramica di tutti gli eserciti che hanno una divisione per la diversità. Alcuni esempi sono gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Germania, il Canada e l’Australia. Questi Paesi dispongono di servizi di consulenza e/o responsabili nell’ambito della diversità. La Svizzera non è quindi un caso isolato.

5. / 6. No. La diversità della popolazione svizzera e la diversità dei militari sono una realtà. L’esercito vuole comprendere e attuare pienamente l’obbligo di assistenza alla truppa, tra l’altro con le prestazioni del servizio specializzato Donne nell’Esercito e Diversità. In un periodo di crescente minaccia dovuta agli sviluppi geopolitici, è essenziale creare un’unità interiore che ci permette di adempiere tutti i nostri compiti basandoci sulla fiducia reciproca, sul rispetto e sull’affidabilità. Ciò rafforza tutti i militari, la truppa e quindi la protezione della popolazione. Per questo motivo nella sua visione per l’Esercito svizzero nel 2030 (https://vision-armee.ch/) l’Aggruppamento Difesa ha, tra l’altro, già dichiarato di essere un esercito per tutti e di sfruttare le capacità di tutti in modo mirato. Inoltre la creazione del servizio di segnalazione e consulenza, l’elaborazione di una strategia sulla diversità nonché gli studi su questi temi sono misure previste dal piano d’azione della Strategia Parità 2030 della Confederazione.