24.3859 · Interpellanza · 2024-09-12
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
La penuria di lavoratori in Svizzera è pesante: oltre 100 000 posti sono attualmente vacanti. Senza provvedimenti efficaci ci si attende un ulteriore peggioramento della situazione. I lavoratori qualificati provenienti dall’Europa che possono lavorare in Svizzera grazie alla libera circolazione delle persone forniscono oggi un importante sostegno. Ma anche in Europa la popolazione invecchia e il personale qualificato diventa raro. Ci si chiede quindi in che modo si potrebbe agevolare l’arrivo di lavoratori da altre parti del mondo.
Attualmente ogni anno giungono in Svizzera poche migliaia di persone (2023: 3616 permessi B, senza il Regno Unito) in virtù dei contingenti per cittadini di Stati terzi non UE/AELS. Per ottenere un permesso devono essere soddisfatte determinate condizioni: devono ad esempio essere ancora disponibili contingenti, la persona deve essere idonea e altamente specializzata. Nella maggior parte dei casi occorre dimostrare che non è stato possibile trovare in Svizzera una persona idonea. Questa condizione è in linea di principio giusta per sfruttare il potenziale di personale indigeno e tutelare i lavoratori.
Attualmente sono previste determinate agevolazioni procedurali per il trasferimento in Svizzera di dirigenti provenienti da Stati terzi che lavorano per una società attiva a livello internazionale. Le imprese svizzere si avvalgono spesso di questo sistema di trasferimento dei quadri e reclutano collaboratori non «nuovi» provenienti da Stati terzi.
Al momento questa possibilità è limitata ai dirigenti. Ci si interroga sull’opportunità di estenderla a collaboratori di talento, ad esempio nel settore della ricerca, o a specialisti nei settori della tecnica e della fabbricazione, creando un vantaggio competitivo per le imprese svizzere.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti: è consapevole di questa opportunità ed è disposto, tenendo conto della promozione del potenziale di lavoratori indigeni qualificati, a provvedere alle modifiche necessarie per estendere le possibilità di trasferimento? In caso affermativo, a suo avviso quale modalità (prassi delle autorità, modifica d’ordinanza) permetterebbe di conseguire i miglioramenti necessari? In caso negativo, quali altre possibilità vede per ovviare alla penuria di personale qualificato?
Stellungnahme des Bundesrates
In virtù dell’articolo 46 dell’ordinanza sull’ammissione, il soggiorno e l’attività lucrativa (OASA; RS 142.201), le imprese e gli istituti di ricerca che operano su scala internazionale possono trasferire in maniera agevolata in Svizzera sia dirigenti sia specialisti qualificati e indispensabili provenienti da Paesi terzi. Il trasferimento temporaneo o a tempo indeterminato di questi lavoratori è possibile senza dover rispettare la priorità dei lavoratori indigeni.Per agevolare l’accesso a lavoratori provenienti da Paesi terzi, soprattutto in settori con una comprovata penuria di specialisti, il 4 marzo 2022 il Consiglio federale ha deciso una serie di misure nel quadro dell’adozione del rapporto in adempimento del postulato Nantermod 19.3651 «Per una gestione migratoria in linea con le esigenze della Svizzera». Queste misure sono state attuate dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) direttamente mediante istruzioni, in collaborazione con il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) e i Cantoni. La versione modificata delle istruzioni della Segreteria di Stato della migrazione sulla legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20; www.sem.admin.ch > Pubblicazioni & servizi > Istruzioni e circolari > I. Settore degli stranieri) è entrata in vigore il 1° febbraio 2023. Da allora è possibile dar prova di maggiore flessibilità, per le professioni con una forte penuria di specialisti, nell’applicazione del principio della priorità dei lavoratori indigeni previsto nella legge. Inoltre, anche persone senza formazione accademica che esercitano attività specializzate in settori con una penuria di personale qualificato possono ottenere un permesso di dimora se ciò è nell’interesse dell’economia. Queste agevolazioni amministrative valgono anche per i trasferimenti all’interno delle imprese, che sono facilitati per persone che non ricadono sotto l’articolo 46 OASA. Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario adottare misure supplementari in materia.Il reclutamento di lavoratori e specialisti stranieri costituisce un complemento importante e necessario al potenziale offerto dalla manodopera residente. La Confederazione si adopera già in varie direzioni per sfruttare al meglio questo potenziale. La panoramica sulla promozione del potenziale di manodopera residente in Svizzera adottata dal Consiglio federale il 15 marzo 2024 mostra che la partecipazione al mercato del lavoro può essere ancora migliorata per determinati gruppi target, in particolare per le donne e i lavoratori più anziani. Il Consiglio federale ha pertanto conferito pertinenti mandati al DEFR e al DFGP. L’obiettivo è fissare priorità specifiche per sfruttare meglio il potenziale delle donne e dei lavoratori più anziani, nonché elaborare provvedimenti volti a sostenere le persone qualificate che entrano in Svizzera nel quadro di un ricongiungimento familiare a far riconoscere le loro qualifiche professionali e a integrarsi nel mercato del lavoro.