24.3955 · Mozione · 2024-09-23
Dipartimento delle Finanze
Trasmesso al Consiglio federale
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a mantenere come lingua di lavoro con le istituzioni e le organizzazioni internazionali le lingue ufficiali svizzere qualora queste siano lingue ufficiali anche in seno a queste istituzioni o organizzazioni.
Begründung
È solito per la Svizzera esprimersi in una delle sue tre lingue ufficiali ogni volta in cui se ne presenta l’occasione. Questo avviene soprattutto nel caso di prese di posizione presentate in forma scritta. Il Consiglio d’Europa e l’Unione europea (UE) contano più di 20 lingue ufficiali, tra cui il tedesco, il francese e l’italiano. La Corte internazionale di Giustizia (CIG) e il Gruppo d’azione finanziaria (GAFI) annoverano l’inglese e il francese come lingue ufficiali. Gli ultimi pareri e rapporti presentati dalla Svizzera a queste due istituzioni sono stati redatti in francese, nel rispetto dell’uso di una lingua nazionale.
Recentemente, la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) ha annunciato ai diversi uffici che dalla prossima valutazione sulla Svizzera da parte del GAFI la lingua usata sarà l’inglese. Questo è assai sorprendente, tanto più che, durante la consultazione preliminare, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e l’Ufficio federale di giustizia (UFG), i due maggiori attori implicati nella stesura del rapporto in vista della valutazione sulla Svizzera in materia di lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, si sono espresse contro questo cambiamento della lingua. A quanto pare, la Delegata federale al plurilinguismo non è stata coinvolta nella riflessione.
Il cambiamento della lingua non si giustifica in alcun modo. Il nostro Paese dispone di una ricchezza linguistica poco comune in Europa, con quattro lingue nazionali, di cui il francese, largamente parlato a livello internazionale. La rinuncia al francese, una delle nostre tre lingue ufficiali, non si giustifica in alcun modo.
Inoltre, la Svizzera è impegnata a favore della difesa della Francofonia sul piano internazionale in quanto membro dell’Organizzazione internazionale della Francofonia (OIF) a livello governativo e dell’Assemblea parlamentare della Francofonia (APF) a livello parlamentare. Abbandonare non appena possibile il francese nel quadro dei nostri contatti internazionali non è pertanto in linea con l’impegno a favore della Francofonia.
A ciò si aggiunge il fatto che, con la scelta dell’inglese per comunicare con il GAFI, la preparazione in vista della prossima valutazione prevista per il 2027 dovrà svolgersi in inglese. Questo implica la traduzione in inglese di numerosi documenti e decisioni giudiziarie inizialmente redatti in francese, che creerebbe un eccesso di burocrazia e dei costi di traduzione totalmente ingiustificati in un momento in cui si discute di misure di risparmio. Non dimentichiamo che la traduzione, oltre a comportare dei costi per la Confederazione, porta inevitabilmente, in un ambito giuridicamente sensibile, a imprecisioni dovute al fatto che i procuratori e i funzionari ad oggi coinvolti nella valutazione del GAFI non potranno più esprimersi nella loro lingua madre, il francese.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il plurilinguismo è uno degli aspetti fondamentali dell’identità della Svizzera. Le lingue nazionali e ufficiali del nostro Paese sono ancorate nella Costituzione (Cost.; RS 101). La legge del 5 ottobre 2007 sulle lingue (LLing; RS 441.1) stabilisce i principi per l’uso delle lingue ufficiali della Confederazione e le misure volte a promuovere il plurilinguismo nell’amministrazione pubblica. Ai sensi di questi principi, nei contatti internazionali generalmente l’Amministrazione federale usa, nel limite del possibile, una lingua nazionale. Questa regola è applicata in occasione di forum multilaterali che utilizzano una delle lingue nazionali della Svizzera quale lingua ufficiale (p. es. gli interventi della Svizzera in seno all’ONU o al Consiglio d’Europa), oppure di incontri bilaterali con Stati o partner contrattuali di lingua tedesca, francese o italiana. Il mandato della delegata federale al plurilinguismo si orienta perlopiù alla promozione all’interno del nostro Paese. Il plurilinguismo è uno strumento essenziale per tutelare gli interessi della Svizzera. Nella maggior parte delle organizzazioni multilaterali plurilingue sono messi a disposizione degli interpreti nelle assemblee plenarie, nelle riunioni formali e per facilitare il lavoro degli organi ai massimi livelli e, talvolta, è offerta la traduzione simultanea nel quadro di negoziati e colloqui su aspetti tecnici. Pertanto, la Svizzera può esprimersi in una lingua nazionale e viene ascoltata e capita da tutti i presenti. Tuttavia, ciò non è il caso per la maggior parte dei negoziati e dei colloqui su aspetti tecnici, delle riunioni preparatorie e dei contatti informali con altre delegazioni o segretariati di organizzazioni internazionali. In queste situazioni l’inglese è la lingua franca per tutti i partecipanti. L’impiego mirato e competente dell’inglese è un elemento chiave per rappresentare gli interessi della Svizzera, soprattutto in occasione delle valutazioni internazionali che hanno per oggetto il nostro Paese. Questo indipendentemente dalle lingue ufficiali della rispettiva organizzazione all’interno della quale si svolgono i lavori e dalla scelta della lingua utilizzata dalla Svizzera, conformemente alla summenzionata base giuridica, nelle sessioni plenarie, nelle dichiarazioni ufficiali e negli interventi su questioni di principio. Alla luce di quanto precede, è previsto di condurre la valutazione della Svizzera da parte del Groupe d’action financière (GAFI) in inglese. In occasione della valutazione del nostro Paese da parte del GAFI, il Dipartimento federale delle finanze si assicurerà in quanto responsabile che i partecipanti svizzeri che desiderano esprimersi nella propria lingua nazionale possano farlo. Ad esempio, nel quadro della visita in loco viene assicurata la disponibilità di traduzioni simultanee, se necessario. Nel quadro del GAFI la Svizzera promuove attivamente l’uso della lingua francese ogni volta che ciò risulta opportuno. Quale espressione concreta di questo impegno, nel mese di dicembre di quest’anno si svolgerà a Thun una formazione in lingua francese per futuri valutatori, finanziata e organizzata dalla Svizzera. La consapevolezza dei costi generati in occasione di queste valutazioni è molto elevata. Le spese più consistenti sostenute dal nostro Paese nell’ambito del GAFI riguardano il settore del personale, da un lato per i lavori svolti nel quadro della valutazione della Svizzera e, dall’altro, per la messa a disposizione di esperti richiesta dal GAFI ai fini della valutazione di Paesi terzi. Per la traduzione di documenti vengono attualmente testate soluzioni efficienti ed economiche basate sull’intelligenza artificiale. Al fine di ottenere un valore aggiunto al di là della valutazione per Paese, laddove possibile i testi tradotti devono essere pubblicati. Il Consiglio federale ritiene che la promozione della lingua francese sia una richiesta importante. Nel contempo l’Esecutivo è convinto che il nostro Paese debba poter essere in grado di rappresentare i propri interessi a livello internazionale in funzione dei diversi obiettivi e contesti. Il Consiglio federale è dell’avviso che la prassi rispetti le basi giuridiche vigenti e che l’uso delle lingue nazionali svizzere nel contesto internazionale venga applicato in modo adeguato. Visto quanto precede, il Consiglio federale ritiene che la richiesta della mozione sia adempiuta.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.