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La sicurezza dei prodotti deve essere garantita anche quando vengono importati per uso domestico privato

24.4240 · Mozione · 2024-09-27

Dipartimento dell'interno

Assegnato alla commissione competente

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legge sulla sicurezza dei prodotti, la legge sulle derrate alimentari e altre leggi e ordinanze settoriali (in particolare l’ordinanza sui giocattoli) in modo da estendere il campo di applicazione delle pertinenti disposizioni agli oggetti d’uso destinati all’uso domestico privato, se sono importati tramite piattaforme di commercio online estere che s’indirizzano ai consumatori in Svizzera. È necessario dare alle autorità di controllo la possibilità di attuare le misure amministrative necessarie, tra cui il blocco dei link alle piattaforme di commercio online estere, avvertimenti da parte delle stesse autorità e divieti di vendita.

Begründung

Quando vende oggetti d’uso, un’azienda svizzera è tenuta a rispettare severi requisiti di sicurezza. Le piattaforme di commercio online estere, invece, sono soggette alla legislazione svizzera soltanto in misura limitata. La legislazione sulle derrate alimentari non si applica per esempio all’importazione in Svizzera di beni di consumo destinati all’uso domestico privato e la legge sulla sicurezza dei prodotti sarebbe in teoria applicabile alle piattaforme di commercio online estere, ma al momento non viene attuata. Occorre garantire che anche le piattaforme che offrono prodotti o agiscono come intermediari rientrino nel pertinente campo di applicazione quando s’indirizzano a consumatori in Svizzera, vale a dire nei casi in cui, ad esempio, permettono di scegliere la lingua, il mezzo di pagamento (ad es. Twint), la valuta e altri elementi specifici del mercato svizzero. Nella sua risposta alla mia interpellanza 24.3039, il Consiglio federale dichiara che sta valutando come migliorare le basi legali per il controllo del commercio online che presenta un punto di collegamento in Svizzera. Tuttavia, alla luce della realtà attuale del mercato, il criterio della sede nel nostro Paese oppure di un sito web con indirizzo «.ch» menzionato nella suddetta risposta è ben lungi dall’essere sufficiente.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo il principio della territorialità, l’applicabilità della legge sulle derrate alimentari (RS 817.0) presuppone un punto di collegamento in Svizzera, che può essere una sede legale nel nostro Paese o un sito con estensione di dominio .ch. La responsabilità della sicurezza dei prodotti è di chi li immette sul mercato o degli operatori economici. Quest’ultima categoria include, oltre ai fabbricanti, anche gli importatori e i rivenditori. Si stima che ogni giorno arrivino all’aeroporto di Zurigo dalle 100 000 alle 500 000 spedizioni dall’Asia, gran parte delle quali importate privatamente dai consumatori e quindi attualmente non soggette al diritto in materia di derrate alimentari o sicurezza dei prodotti.Se le importazioni private rientrassero nel campo di applicazione del diritto svizzero, sorgerebbero i seguenti problemi:
- complessità dei controlli: per dimostrare la non conformità di un prodotto sono necessarie competenze specialistiche e spesso analisi di laboratorio. I costi da sostenere ammonterebbero a diverse centinaia di franchi per prodotto/campione. Con le risorse disponibili non sarebbe possibile effettuare controlli paragonabili a quelli sui prodotti immessi sul mercato in Svizzera; - i controlli a campione non sortirebbero praticamente nessun effetto e finirebbero per illudere i consumatori con un falso senso di sicurezza, facendo loro pensare che i prodotti vengano controllati alla frontiera e siano quindi sicuri, mentre in realtà per molti prodotti non è così;- inoltre, per i prodotti acquistati online da privati non esiste un importatore responsabile che possa essere multato perché dovrebbe migliorare il proprio controllo autonomo e garantire così che vengano importati soltanto prodotti sicuri. Impedire gli acquisti online in base al luogo in cui ha sede un negozio online (blocco geografico o geoblocking) è giuridicamente problematico secondo il principio della proporzionalità, poiché molti dei prodotti offerti in vendita soddisfano i requisiti legali della Svizzera e ne verrebbe ingiustamente impedita l’importazione. Inoltre, il blocco geografico avrebbe soltanto un effetto limitato, in quanto un negozio online tornerebbe accessibile con un nuovo indirizzo Internet e anche il blocco dei siti web potrebbe essere aggirato con mezzi tecnici.Anche in questo caso i consumatori sono chiamati ad agire con responsabilità: quando acquistano in un negozio in Svizzera o su piattaforme online svizzere possono partire dal presupposto che i prodotti siano stati controllati dalle autorità di esecuzione svizzere. L’acquisto su piattaforme nell’UE offre una sicurezza analoga, in quanto i requisiti legali e i controlli sono paragonabili a quelli del nostro Paese. L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria informa regolarmente i consumatori sui rischi legati agli acquisti su piattaforme e negozi online esteri e continuerà a farlo.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.