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24.4519 · Mozione · 2024-12-19

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Assegnato alla commissione competente

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di mettere in atto una strategia per combattere la disinformazione. Nell’attuale contesto geopolitico le campagne di propaganda rappresentano un pericolo reale. La Rete integrata Svizzera per la sicurezza ha peraltro identificato la disinformazione come una grave minaccia per il nostro Paese.

Begründung

La disinformazione, come strumento d’influenza, è sempre esistita. Ma al giorno d’oggi le «fake news» e le teorie cospirative abbondano, soprattutto sui social network. Questi metodi temibili non conoscono più alcun limite. Cercano sia di indebolire gli Stati sia di minare la fiducia dei cittadini nei confronti delle nostre istituzioni e delle nostre democrazie. I valori ereditati dall’Illuminismo sono messi in discussione. Lo sviluppo delle tecnologie digitali legate all’intelligenza artificiale ha ulteriormente amplificato il fenomeno. Permette di condurre efficacemente campagne di disinformazione e di sovversione. Queste campagne hanno raggiunto un livello mai visto prima nella storia. Di conseguenza è sempre più difficile distinguere il vero dal falso. Inoltre la disinformazione aumenta il rischio di radicalizzazione, che a sua volta può generare la violenza. Le persone radicalizzate più propense a commettere attentati sono ispirate dalla propaganda. Le democrazie di tutto il mondo sono preoccupate per questa pericolosa deriva. La lotta alla disinformazione si sta organizzando. Che cosa sta facendo la Svizzera? La risposta del Consiglio federale alla mia interrogazione 24.7810 non è convincente in merito alla sulla sua volontà di agire. Sebbene il Consiglio federale ammetta che occorre prestare maggiore attenzione a questo problema, attualmente non esiste alcuna valutazione della portata della minaccia e nemmeno di una strategia per affrontarla. Non abbiamo gli strumenti necessari per combattere le campagne di destabilizzazione. Il coordinamento tra i diversi organi di sorveglianza è insufficiente. E mancano le misure di prevenzione per proteggerci. Non lasciamoci confondere: l’utilizzo di informazioni false è diventato un’arma da guerra. Come tale richiede una risposta rapida ed efficace. Per limitare questo nuovo rischio, abbiamo bisogno di una vera e propria strategia che non soltanto garantisca la libera formazione dell’opinione pubblica, ma che protegga anche i nostri processi democratici e le nostre istituzioni.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale prende sul serio la minaccia per la Svizzera derivante dalle attività di influenza nel settore delle informazioni e dalla disinformazione. Il 19 giugno 2024, con il rapporto sulle attività di influenza e sulla disinformazione in adempimento del postulato 22.3006 CPS-N, ha presentato una panoramica complessiva del contesto attuale. Il rapporto descrive la situazione di minaccia e gli obiettivi, i metodi e gli attori delle attività di influenza. Secondo il rapporto il rapido sviluppo dei mezzi tecnologici, in particolare dell’intelligenza artificiale, nonché i cambiamenti nell’utilizzo dei media, potenzialmente inaspriscono la questione. Inoltre il Consiglio federale espone anche le modalità con cui intende affrontare la minaccia. Con il rapporto in adempimento del postulato il Consiglio federale ha deciso una serie di misure che vengono attuate a partire da allora. Il monitoraggio e l’analisi della situazione devono essere intensificati e gli organi della Confederazione per la politica di sicurezza devono occuparsi della questione con maggior frequenza. Attualmente è in fase di sviluppo un programma di ricerca per una maggiore comprensione degli effetti della disinformazione in Svizzera nel contesto della formazione dell’opinione pubblica. Oltre a ciò il Consiglio federale intensifica il coordinamento e lo scambio per contrastare le attività di influenza nel settore delle informazioni sia all’interno dell’Amministrazione federale sia con i partner esterni e internazionali. Il 20 dicembre 2024 il Consiglio federale ha inoltre deciso che il tema della disinformazione sarà parte di una delle priorità della strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera per il 2025. L’obiettivo al riguardo è quello di migliorare la resilienza e la capacità di difesa contro le forme di conflitto ibride (in particolare contro i ciberattacchi, le attività di influenza rilevanti sul piano della politica di sicurezza e il sabotaggio). Per combattere la disinformazione devono essere definite misure appropriate, sulla base delle indicazioni contenute nel rapporto in adempimento del postulato. Con il rapporto in adempimento del postulato, i conseguenti lavori in corso come pure la definizione delle priorità nella strategia in materia di politica di sicurezza 2025 il Consiglio federale dispone di basi strategiche. L’elaborazione di una strategia supplementare sul tema della disinformazione comporterebbe dei doppioni e ritarderebbe l’attuazione delle misure già intraprese.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.