24.4524 · Postulato · 2024-12-19
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto che illustri la necessità di intervento e le misure necessarie per garantire l’approvvigionamento della popolazione anche con nuovi antibiotici. A tal fine, il rapporto dovrà includere in particolare:
- una valutazione dell’attuale approvvigionamento della popolazione con gli antibiotici necessari, nonché le misure appropriate per garantire l’approvvigionamento in futuro;
- la garanzia di un approvvigionamento sicuro di antibiotici destinati al trattamento di animali da reddito nella medicina veterinaria;
- incentivi per PMI, start-up e grandi imprese affinché in futuro continuino a sviluppare e a poter immettere sul mercato nuovi antibiotici, in modo da ristabilire la fiducia dell’industria;
- una valutazione e un confronto con le misure adottate da Regno Unito, Svezia e Giappone (sistema di incentivi ecc.);
- possibili modelli di finanziamento.
Begründung
Gli antibiotici sono indispensabili per il trattamento delle infezioni batteriche, nonché per la riduzione dei rischi legati a interventi chirurgici e chemioterapie. Il crescente sviluppo di resistenze ne compromette tuttavia l’efficacia. Oggi l’OMS dichiara che ogni anno, nel mondo, milioni di persone muoiono a causa di germi multiresistenti. A tale proposito, Swissmedic afferma: «Questa pandemia non fa notizia. Miete vittime silenziosamente, il più delle volte dietro le porte chiuse degli ospedali». La Confederazione ha adottato la Strategia svizzera contro le resistenze agli antibiotici (StAR) e il relativo piano d’azione One Health 2024–2027. La medicina umana si concentra sul rilevamento precoce di resistenze, sull’interruzione delle catene di trasmissione, sulle misure volte a ridurre l’uso di antibiotici e così via. Questi aspetti sono importanti, ma decisamente insufficienti. Purtroppo questi sforzi risultano utili solo in parte. La mancanza di antibiotici nuovi e innovativi peggiora ulteriormente la situazione. Nel mondo sono ormai poche le aziende farmaceutiche ancora impegnate nello sviluppo di antibiotici. In Svizzera, alcune imprese attive nella ricerca si sono ritirate dal mercato, a causa del carattere restrittivo delle normative in materia di impiego di nuovi antibiotici e delle conseguenti ridotte prospettive di commercializzazione. A simili condizioni è infatti arduo generare profitti. La situazione dell’approvvigionamento sta quindi diventando precaria. Le PMI, le start up e le grandi imprese necessitano di incentivi per investire nuovamente nello sviluppo di antibiotici. In materia di sistemi di incentivi efficaci il Regno Unito, la Svezia e il Giappone sono molto più evoluti rispetto al nostro Paese. Anche i modelli di finanziamento sono oggetto di discussione. In un mondo globalizzato, i germi resistenti possono essere trasmessi dagli animali agli esseri umani e diffondersi rapidamente. Per prevenire le resistenze, l’impiego di antibiotici negli animali da reddito è stato significativamente ridotto e si utilizzano, per quanto possibile, principi attivi più vecchi e quindi meno critici per la medicina umana. Purtroppo, un numero sempre maggiore di questi «vecchi» antibiotici, che sarebbero i più indicati, non è più disponibile sul mercato. In un’epoca di protezionismo e alla luce delle esperienze legate alla difficoltà di approvvigionamento di medicamenti, tutti, nel nostro Paese, dovrebbero ormai aver riconosciuto l’urgente necessità di agire.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale accorda grande importanza a un approvvigionamento sicuro e ordinato di antibiotici. Come emerge dall’analisi «Disponibilità di nuove sostanze antibatteriche in Svizzera: a che punto siamo in confronto all’estero?» (www.star.admin.ch > Notizie e attualità > Articoli Newsletter StAR), pubblicata di recente dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), attualmente vengono sviluppati troppo pochi antibiotici a livello mondiale, e i pochi che vengono immessi sul mercato internazionale spesso non sono disponibili in Svizzera o lo sono soltanto con grande ritardo. Per questo motivo, il Consiglio federale ha avviato lavori in questo settore: la disponibilità di antibiotici nuovi e già in uso in Svizzera è un aspetto importante della Strategia nazionale contro le resistenze agli antibiotici (StAR) e costituisce un tema prioritario anche nel piano d’azione One Health StAR, pubblicato il 28 giugno 2024. Nell’ambito della revisione parziale in corso della legge sulle epidemie (LEp; RS 818.101), gli incentivi per le aziende menzionati dall’autore del postulato («incentivi pull»), già introdotti ad esempio nel Regno Unito, verranno proposti anche in Svizzera. L’attuale avamprogetto di revisione della LEp (AP-LEp) posto in consultazione prevede al riguardo la creazione di «incentivi pull» per lo sviluppo e la messa a disposizione di antibiotici. In questo contesto, in seno all’UFSP è stata effettuata un’analisi dei diversi modelli di finanziamento tenendo conto anche di esperienze internazionali. Inoltre, l’AP-LEp prevede che la Confederazione possa concedere contributi a programmi di organizzazioni internazionali nell’ambito della lotta contro pericoli sanitari di portata internazionale; una parte di questi fondi sarebbe destinata allo sviluppo di antibiotici. Come nel caso di molti altri medicamenti, le difficoltà di approvvigionamento interessano sempre di più anche gli antibiotici già in uso. A tale proposito, nell’agosto del 2024 il Consiglio federale ha preso atto del rapporto finale del gruppo di lavoro interdisciplinare «Proposte di attuazione delle misure contenute nel rapporto dell’UFSP sulle difficoltà di approvvigionamento di medicamenti: rapporto finale del gruppo di lavoro interdisciplinare» (www.ufsp.admin.ch > Medicina & ricerca > Medicamenti e dispositivi medici > Assicurare l’approvvigionamento di medicamenti). Nel rapporto sono state presentate 14 proposte di attuazione in diverse aree di intervento. Sulla base di queste proposte, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell’interno, il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca e il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport di portare avanti i lavori in corso e di preparare basi decisionali. In questo contesto, il Consiglio federale sta elaborando anche un controprogetto diretto all’iniziativa popolare «Sì alla sicurezza dell’approvvigionamento medico». Le proposte di attuazione mirano ad accrescere la resilienza del sistema di fronte ai problemi di approvvigionamento. La richiesta avanzata dal postulato è dunque già adempiuta.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.