24.4615 · Interpellanza · 2024-12-20
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Allo studio «Discriminazione e violenza sessualizzata nell’Esercito svizzero in base al sesso e/o all’orientamento sessuale» è allegato un piano di misure. Le misure delineate sono talmente vaghe che la loro efficacia è difficilmente misurabile. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
Quali tappe specifiche vengono definite per la valutazione intermedia delle misure e chi ne verifica il rispetto? Sulla base di quali indicatori? Come vengono misurati questi ultimi?
Come viene garantito che il codice proposto venga applicato a livello di sezione e compagnia?
Come viene garantito che le vittime possano accedere rapidamente alle misure di protezione?
Come viene garantito che la collaborazione tra l’esercito e la Giustizia militare non venga solo formalizzata ma anche gestita in modo efficace e che la Giustizia militare condanni i colpevoli in modo appropriato e paragonabile ai tribunali civili?
Come viene attuato nella pratica il manuale previsto relativo all’approccio in caso di discriminazione e violenza sessualizzata?
Quali risorse vengono messe a disposizione per il gruppo di lavoro «protezione delle vittime»? Come viene valutato il suo lavoro?
Secondo il rapporto, i risultati dello studio sugli uomini non sono rappresentativi, motivo per cui la misura in cui gli uomini sono colpiti dovrà essere esaminata in studi successivi. Il Consiglio federale è disposto a commissionare un tale studio? In caso affermativo, quando?
Si indica che le segnalazioni di episodi di violenza sessualizzata spesso non vengono prese sul serio e non comportano alcuna conseguenza, in alcuni casi le esigenze di protezione vengono rifiutate in modo aggressivo e le persone colpite vengono spinte a non presentare alcuna segnalazione. Quali misure vengono adottate per fare in modo che le segnalazioni vengano gestite con la professionalità necessaria? Quali sono le conseguenze del mancato intervento in caso di segnalazioni?
Gli autori riassumono che la discriminazione e la violenza sessualizzata sono interconnesse con la cultura organizzativa dell’Esercito svizzero. Quali misure sono previste per contrastare questa interconnessione? Quali meccanismi di controllo sono previsti per verificare il successo delle misure?
In che misura durante il reclutamento le candidate e i candidati vengono controllati per quanto riguarda il loro atteggiamento verso la mascolinità e le loro idee sulle donne? È necessario intervenire?
L’esercito riceve consulenza e sostegno da parte di servizi specializzati esterni per quanto riguarda la definizione, l’attuazione e la verifica delle misure? In caso affermativo, da quali?
Antrag des Bundesrates
Accogliere
Stellungnahme des Bundesrates
/7. Le misure elaborate a partire dallo studio sono state integrate nel piano di misure sulla Strategia sulla diversità dell’esercito (https://www.vtg.admin.ch/it/diversita-strategia). L’efficacia delle misure verrà misurata nel 2027 con il secondo studio sulla «Discriminazione e violenza sessualizzata», che rappresenterà ancora meglio la situazione degli uomini.Dopo un progetto pilota conclusosi con successo, a partire dal 2025 il codice verrà esteso ad altre scuole reclute. Il progetto prevede che i quadri elaborino un codice e che nelle prime settimane lo condividano, ne discutano e, se necessario, lo adattino o lo completino con le reclute. Ciò consente di garantire che tutti i livelli gerarchici siano coinvolti e condividano il codice.Le vittime che hanno presentato una segnalazione ricevono già oggi protezione da parte del Comando e/o della Giustizia militare, che include misure immediate come la separazione spaziale, la messa a disposizione di rifugi, l’accesso all’aiuto alle vittime, dispense e cambiamenti d’incorporazione. Queste misure mirano a ridurre ulteriormente gli eventuali ostacoli a presentare una segnalazione.La collaborazione tra l’esercito e la Giustizia militare avviene a vari livelli. Il dialogo permette di approfondire regolarmente il tema «violenza sessualizzata nell’esercito» e di discutere misure preventive. Questa collaborazione si è rivelata efficace e sarà intensificata con il presente piano di misure. Per quanto riguarda il trattamento dei casi di violenza sessualizzata da parte della Giustizia militare e la comparabilità con i tribunali civili, il Consiglio federale rimanda al suo parere in risposta al postulato 24.4119. Il manuale fungerà da base per l’istruzione militare, nella formazione alla condotta e sotto forma di corso digitale per l’autoapprendimento. Inoltre il manuale è uno strumento orientativo per le vittime, i testimoni, i quadri e i servizi d’assistenza in caso di discriminazione e violenza sessualizzata. Contiene diritti e doveri, responsabilità, esempi, scenari e procedure (disciplinari, a livello di diritto penale militare).Il gruppo di lavoro «protezione delle vittime» è attualmente in fase di pianificazione. L’obiettivo è quello di creare un canale di scambio interdisciplinare con rappresentanti degli ambiti diritto/giustizia, lavoro sociale, psicologia, assistenza spirituale o medicina, in cui la protezione delle vittime può essere considerata, discussa e migliorata nel suo complesso. La pubblicazione dello studio ha stimolato la discussione sul tema all’interno dell’esercito. La sensibilizzazione, l’istruzione, le schede informative e il manuale favoriscono il processo continuo di comprensione delle varie forme di violenza sessualizzata nonché dei diritti e dei doveri. Un eventuale mancato intervento da parte dei quadri viola l’obbligo di assistenza e la responsabilità di condotta e ciò comporta conseguenze disciplinari o giuridiche.Il cambiamento culturale nell’Esercito svizzero in quanto esercito di milizia richiederà più tempo, così come il cambiamento nell’intera società nell’ambito della violenza sessualizzata. L’efficacia delle misure viene esaminata nell’ambito dello studio successivo.Durante il reclutamento avviene una verifica approfondita dell’idoneità di una persona al servizio militare. Oltre alla valutazione dell’idoneità al servizio militare, l’esercito ha anche la possibilità di non reclutare persone per altri motivi (vedi art. 21 della legge militare, RS 510.10). L’esercito dispone di un proprio servizio specializzato (DnED) con specialisti, che è in dialogo con organi tematicamente correlati e cura una rete di contatti nel proprio ambito specialistico.