24.4672 · Mozione · 2024-12-20
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di porre un freno alla proliferazione eccessiva dei gatti randagi in Svizzera mediante una modifica dell’articolo 25 capoverso 4 OPAn. Una soluzione sarebbe di integrare la formulazione vigente «il detentore di animali deve adottare i provvedimenti del caso per evitare che gli animali si riproducano in modo incontrollato» con la seguente aggiunta: «I gatti in semilibertà devono essere castrati da un veterinario, i gatti nelle aziende agricole al più tardi dopo la prima figliata».
Begründung
I gatti figurano tra gli animali domestici più diffusi: in base alle stime, nel nostro Paese se ne contano circa 1,5 milioni. Centinaia di migliaia di felini sono però senza padrone e sopravvivono a stento nei pressi di fattorie, aree industriali, orti urbani o vivai. Nessuno si sente responsabile di questi animali, che quotidianamente devono fare i conti con la fame e le malattie o possibili incidenti. Siccome si tratta di una realtà nascosta, si fa poco per ovviare al problema. La crescita della popolazione di gatti non viene controllata e, in assenza di misure, il loro numero è destinato ad aumentare rapidamente. Varie ragioni spiegano il fenomeno: da un lato, gli animali senza padrone si riproducono tra loro e, dall’altro, i gatti in semilibertà non castrati dai loro detentori contribuiscono in misura determinante all’incremento incontrollato degli esemplari randagi. La castrazione di questi felini consentirebbe di controllarne il numero a lungo termine senza dover ricorrere a soppressioni, spesso effettuate illegalmente da privati. Benché vi sia già un obbligo legale di controllare la proliferazione incontrollata, le disposizioni vigenti non sono abbastanza incisive: a differenza di altri animali domestici e da reddito, i gatti hanno infatti la possibilità di muoversi liberamente e accoppiarsi in maniera incontrollata con i propri simili. Per i detentori di gatti in semilibertà, la norma attuale che impone l’adozione di provvedimenti per evitare la riproduzione incontrollata va pertanto concretizzata mediante l’aggiunta proposta. Per i gatti nelle aziende agricole è invece previsto un obbligo di castrazione dopo la prima figliata, dato che i contadini spesso tengono dei gatti per combattere i parassiti e quindi hanno interesse a mantenere costante il loro effettivo.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Conformemente al diritto vigente, i detentori di animali devono adottare i provvedimenti del caso per evitare che gli animali si riproducano in modo incontrollato (art. 25 cpv. 4 dell’ordinanza sulla protezione degli animali; RS 455.1]). La sterilizzazione o la castrazione sono metodi affidabili a loro disposizione. In determinati casi, le autorità esecutive cantonali hanno la possibilità di ordinare la castrazione degli animali quando i detentori non sono in grado di tenerne sotto controllo la riproduzione. Il Consiglio federale respinge l’obbligo di castrazione per i gatti domestici in semilibertà, in particolare per i seguenti motivi: Secondo uno studio condotto nel 2024 dal Veterinary Public Health Institute dell’Università di Berna (Estimation of the Uncontrolled Cat Population within the Framework of Neutering Campaigns in Switzerland; www.usav.admin.ch > Animali > Protezione degli animali > Detenzione di animali da compagnia e animali selvatici > Gatti), la capacità di accoglienza degli habitat (fonti di cibo e protezione, ad es. dal freddo in un edificio industriale abbandonato) dei gatti inselvatichiti ha un’influenza molto più grande sullo sviluppo della popolazione rispetto alla castrazione. Un obbligo di castrazione dei gatti domestici che hanno la possibilità di uscire all’aperto potrebbe anche indurre i proprietari a non permettere più ai loro animali di uscire. Ciò non favorirebbe l’espressione del comportamento tipico della specie e il benessere degli animali. Se, oltre ai gatti di aziende agricole – al massimo una cucciolata, secondo quanto richiesto dalla mozione – si permettesse soltanto ancora ai gatti che non hanno la possibilità di uscire all’aperto di riprodursi, ciò non favorirebbe la diversità genetica e la salute. Con il tempo, la domanda di gatti potrebbe superare l’offerta e questo porterebbe a un aumento di importazioni di cuccioli, con il pericolo di incoraggiare così il commercio illegale di animali di provenienza problematica. Inoltre, non sono i gatti che vivono in casa e hanno la possibilità di uscire all’aperto a contribuire in modo significativo alla popolazione di gatti inselvatichiti. Sarebbe quindi una misura sproporzionata non permettere più a questi animali di avere cucciolate. In ultima analisi, la verifica dell’obbligo di castrazione comporterebbe un onere amministrativo eccessivo per le autorità esecutive cantonali. Inoltre, l’esenzione per le aziende agricole richiesta dalla mozione sarebbe difficilmente applicabile, in quanto è praticamente impossibile dimostrare che il gatto ha avuto più di una cucciolata. Per tutti questi motivi, il Consiglio federale ritiene che l’obbligo di castrare tutti i gatti domestici che hanno la possibilità di uscire all’aperto sia sproporzionato. Propone per contro di accogliere la mozione Schneider Meret 24.4671 «Obbligo nazionale di registrare i gatti domestici». L’identificazione e la registrazione obbligatorie creerebbero una base importante per il benessere degli animali e allo stesso tempo renderebbero i detentori di animali più responsabili. L’obbligo di identificazione e registrazione consente di ridurre la popolazione incontrollata senza l’obbligo di castrazione, dato che funge da base per la castrazione di gatti non identificati/non registrati da parte dei Cantoni e dei Comuni. Inoltre, ogni gatto verrebbe sottoposto a un controllo sanitario da parte di un veterinario al momento dell’identificazione e i detentori potrebbero essere sensibilizzati ai problemi di salute (ad es. vaccinazioni, sverminazione e castrazione). Il Consiglio federale ritiene che questo possa già migliorare la situazione. L’identificazione e la registrazione obbligatorie creerebbero anche una base di dati per studiare più dettagliatamente l’impatto dei gatti sulla biodiversità.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.