Il potenziale del processo di cattura e sequestro di CO2 (CSS) è minore di quanto pronosticato. Non è un asso nella manica per la politica climatica della Svizzera
25.1041 · Interrogazione · 2025-09-24
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
La rivista specializzata Nature ha pubblicato una nuova ricerca dell’Istituto internazionale per l’analisi dei sistemi applicati (IIASA), dove si mette in guardia che il potenziale per lo stoccaggio geologico sicuro del CO₂ a livello mondiale è stato chiaramente sopravvalutato. Molti dei siti di stoccaggio indicati come idonei si trovano in zone ad alto rischio o risultano difficilmente utilizzabili a causa di questioni politiche o per motivi geografici. Invece delle 14 000 gigatonnellate ipotizzate finora, la quantità effettivamente stoccabile si aggirerebbe intorno alle 1460 gigatonnellate.
Per la Svizzera, che dispone di scarse possibilità di stoccaggio geologico e deve perciò rivolgersi ad altri Stati, si presentano alcune domande fondamentali in merito alla strategia climatica nazionale:
1. Alla luce di queste nuove informazioni, cambia il ruolo che il Consiglio federale attribuisce al processo CSS nell’ambito della politica climatica svizzera? Il Consiglio federale come valuta la dipendenza dal processo CSS nella strategia svizzera del saldo netto pari a zero?
2. Quali rischi finanziari prevede il Consiglio federale per la Svizzera qualora i siti di stoccaggio diventino costosi e limitati nel numero?
3. I risultati suggeriscono in modo chiaro che bisognerebbe dare priorità alla riduzione diretta delle emissioni piuttosto che a tecnologie di stoccaggio poco affidabili. Quali misure aggiuntive intende adottare il Consiglio federale per garantire che l’obiettivo del saldo netto pari a zero sia raggiunto in via prioritaria tramite la riduzione diretta delle emissioni?
Stellungnahme des Bundesrates
1) Nella sua Strategia climatica a lungo termine (www.ufam.admin.ch > Temi > Tema Clima > Politica climatica della Svizzera > Obiettivi e strategie della politica climatica > Strategia climatica a lungo termine) il Consiglio federale illustra in che modo si intende raggiungere l’obiettivo del saldo netto delle emissioni di gas serra pari a zero in Svizzera. La strategia tiene conto del fatto che i siti idonei per lo stoccaggio di CO2 sono limitati. Per questo motivo, l’obiettivo del saldo netto pari a zero deve essere raggiunto in primo luogo riducendo le emissioni, in particolare attraverso la sostituzione dei vettori energetici fossili. Soltanto le emissioni difficili da evitare, come quelle prodotte dall’industria del cemento, dalla valorizzazione dei rifiuti, dall’agricoltura e dall’aviazione, dovranno essere evitate oppure compensate tramite la rimozione e il sequestro di CO2. Questa distinzione è stata ripresa a livello normativo nella legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica (LOCli; RS 814.310). Lo studio dell’Istituto internazionale per l’analisi dei sistemi applicati (IIASA) menzionato rappresenta una conferma per la strategia del Consiglio federale, tesa a consentire alle imprese svizzere di accedere ai siti di stoccaggio in tempo utile e a garantire la sicurezza degli investimenti. Nell’estate del 2025 il Consiglio federale ha quindi sottoscritto due accordi che permettono l’esportazione e lo stoccaggio permanente del CO2 svizzero in Norvegia e Danimarca. 2) Le precedenti stime dei costi della Confederazione fanno riferimento a un arco di tempo che va fino al 2060 e partono generalmente dal presupposto che a medio-lungo termine i costi diminuiranno a causa di effetti di scala nell’infrastruttura di trasporto e di stoccaggio nonché di un mercato consolidato. Un incremento dei costi dovuto a una carenza di siti di stoccaggio non è atteso che ben oltre il 2100. Stimare l’evoluzione dei costi in un periodo così lungo sarebbe poco significativo, in particolare perché vengono sviluppate di continuo possibilità di stoccaggio alternative (p. es. la mineralizzazione in rocce basaltiche, come avviene in Islanda, oppure in calcestruzzo riciclato). 3) Il principio secondo cui viene data la priorità alla riduzione delle emissioni è sancito nella Strategia climatica a lungo termine e nella LOCli. Le misure attuali per la riduzione delle emissioni derivano essenzialmente dalla legge sul CO2 (RS 641.71). Nella seduta del 12 settembre 2025, il Consiglio federale ha discusso due tematiche attinenti all’orientamento della politica climatica dopo il 2030. Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) è stato incaricato di elaborare, entro la fine di giugno 2026, un progetto da porre in consultazione in merito a una revisione della legge sul CO₂ a partire dal 2030 e a una nuova legge quadro sul potenziamento della rimozione e del sequestro di CO2.