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25.3018 · Mozione · 2025-01-31

Cancelleria federale

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento entro dicembre 2026 una strategia che illustri le possibilità di ridurre di almeno un quarto il numero delle commissioni extraparlamentari per la prossima legislatura. Tale strategia dovrà includere una proposta concreta in merito alle commissioni da sciogliere nonché un elenco delle commissioni che saranno imperativamente necessarie anche in futuro, con le relative motivazioni.

Begründung

A seguito delle sempre più frequenti richieste in tal senso il Consiglio federale ha leggermente ridotto il numero delle commissioni extraparlamentari, che negli scorsi otto anni sono passate da 119 a 107. Negli ultimi anni, due interventi parlamentari che chiedevano una marcata riduzione di tale numero sono stati accolti dal Consiglio nazionale ma respinti di misura dal Consiglio degli Stati.

Le commissioni extraparlamentari possono essere impiegate nel caso in cui ciò consenta all’Amministrazione federale di acquisire conoscenze specialistiche che sarebbero altrimenti disponibili soltanto attraverso un ampliamento dell’apparato amministrativo oppure l’assegnazione di mandati esterni di consulenza. Osservando la situazione effettiva, constatiamo quanto segue:

  • una volta istituite, le commissioni extraparlamentari vengono sciolte solo eccezionalmente;

  • l’istituzione di commissioni extraparlamentari non ha portato a una diminuzione del numero di studi esterni e mandati assegnati a esperti;

  • valutando l’attività di determinate commissioni extraparlamentari ci si chiede quale sia il motivo per cui le conoscenze apportate dalla commissione non debbano essere presenti nell’Amministrazione federale;

  • la comunicazione delle commissioni extraparlamentari continua a essere disciplinata in modo insoddisfacente. Il fatto che tali organi non forniscano consulenza all’Amministrazione federale o al Consiglio federale ma si rivolgano autonomamente all’opinione pubblica o facciano lobbismo presso i parlamentari solleva dei dubbi.

La ricerca spasmodica di compiti e temi per giustificare la loro esistenza non corrisponde allo scopo per cui le commissioni extraparlamentari sono state ideate. Una commissione extraparlamentare non rappresenta il contesto né adatto né necessario per svolgere un incontro annuale informale. Anche l’eccessivo numero di membri di alcune commissioni è discutibile.

Non da ultimo le commissioni extraparlamentari sono anche un elemento di spesa e i programmi di risparmio della Confederazione rendono ancora più importante una verifica realmente critica di questo ambito.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

La ragion d’essere di tutte le commissioni extraparlamentari è verificata periodicamente, ogni quattro anni, in occasione del loro rinnovo integrale (art. 57d della legge sull’organizzazione del Governo e dell’Amministrazione; RS 172.010). In tale occasione, ma anche in modo puntuale nel corso della legislatura, le commissioni non più necessarie sono sciolte. Nel suo parere concernente la mozione Burgherr 22.4482 Ridurre le commissioni consultive extraparlamentari, il Consiglio federale ha elencato le commissioni che erano appena state sciolte o che dovevano essere sciolte a breve, cosa che è poi effettivamente avvenuta in tutti i casi citati. Attualmente esistono 104 commissioni extraparlamentari. Nel suo rapporto «Commissioni consultive extraparlamentari» del 15 novembre 2022 (FF 2022 3006), la Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-S) giunge alla conclusione che le commissioni consultive extraparlamentari ai sensi dall’articolo 8a capoverso 2 dell’ordinanza sull’organizzazione del Governo e dell’Amministrazione (RS 172.010.1) sono in generale istituite in modo opportuno e conforme al quadro legale e che le prestazioni di tali commissioni poggiano su basi materiali solide e ampiamente riconosciute e sono fornite ai vari destinatari secondo modalità adeguate e tempestivamente. Il rapporto precisa anche che sono poche le prestazioni che potrebbero essere fornite in modo più opportuno ed efficiente da terzi. La CdG-S condivide pure l’opinione del Controllo parlamentare dell’amministrazione (FF 2022 3006, n. 2.7.2), secondo cui in linea di principio le prestazioni fornite sulla base di mandati esterni comportano costi maggiori. La CdG-S ha comunque invitato il Consiglio federale a verificare la ragion d’essere delle commissioni con­sultive che non si riuniscono mai o si riuniscono solo raramente oppure che non fornis­cono praticamente alcuna prestazione all’Amministrazione federale. Per quanto con­cerne le commissioni consultive previste da una legge speciale, la CdG-S ha chiesto di analizzare se i compiti di tali commissioni possano essere svolti in modo più adeguato dall’Amminis­trazione federale centrale, se queste commissioni possano essere fuse con altre com­missioni e se la relativa base giuridica debba essere adeguata. Per quanto concerne le commissioni consultive non previste da una legge speciale, la CdG-S ha invitato il Consiglio federale a valutare la possibilità di abolirle. Le raccomandazioni espresse dalla CdG-S miravano ad analizzare caso per caso la ragion d’essere delle commissioni e non a ridurre in modo globale il loro numero. La CdG-S ha già annunciato che procederà alla seconda fase del controllo successivo nel 2026, in occasione del riesame completo di tutte le commissioni in vista del rinnovo per il periodo successivo. Il Consiglio federale ha deciso che le raccomandazioni della CdG-S fungeranno da base per il prossimo riesame delle commissioni extraparlamentari. La Cancelleria federale sta attualmente organizzando in quest’ottica il riesame e procederà in modo tale che l’elenco delle commissioni da sciogliere possa essere approvato dal Consiglio federale già alla fine del 2025. Il Consiglio federale ritiene che le raccomandazioni della CdG-S costituiscano già una proposta concreta di criteri da prendere in considerazione per verificare la ragion d’essere delle commissioni consultive e che stabilire una strategia parallela non porterebbe alcun valore aggiunto. Il Consiglio federale intende procedere a un riesame dettagliato delle commissioni allo scopo di ridurne il numero. Tuttavia, una riduzione in misura fissa del numero delle commissioni non permetterebbe di tenere sufficientemente conto delle specificità di ogni situazione. In particolare, la mozione non fa alcuna distinzione tra commissioni decisionali e commissioni consultive, laddove circa un quarto delle commissioni extraparlamentari sono commissioni con potere decisionale e hanno dunque un impatto diretto sulle persone fisiche e giuridiche.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.