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25.3020 · Mozione · 2025-01-31

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Trasmesso al Consiglio federale

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre alle Camere federali una normativa volta a garantire maggiore trasparenza riguardo alle componenti delle commissioni che i commercianti sono tenuti a pagare agli acquirer per i pagamenti elettronici. Prima della stipula del contratto e durante tutta la sua durata, gli acquirer dovranno obbligatoriamente mettere a disposizione dei commercianti informazioni chiare e facilmente comprensibili sulle diverse componenti delle commissioni effettivamente prelevate. Occorrerà dettagliare le commissioni versate dai commercianti riportando almeno l’importo trattenuto dall’acquirer, quello trasferito all’emittente della carta e quello destinato al gestore del sistema di pagamento.

Una minoranza (Burkart, Moser, Mühlemann, Schmid Martin, Wicki) propone di respingere la mozione.

Begründung

I mezzi di pagamento elettronici sono ormai parte integrante della nostra quotidianità. Secondo lo «Swiss Payment Monitor» della ZHAW e dell’Università di San Gallo, ogni giorno circa il 70 per cento dei pagamenti è effettuato senza contanti.

Per le piccole imprese come panetterie, falegnamerie, esercizi di ristorazione o hotel, è tuttavia ancora quasi impossibile capire quale sia la struttura della commissione prelevata dal fornitore di servizi di pagamento (cosiddetto acquirer) e a quanto ammonti ciascuna delle sue componenti. L’aggregazione dei vari elementi tariffali va a scapito della trasparenza dei prezzi e anche la comparabilità e la libertà di scelta dell’offerta ne risentono.

Il mercato non è in grado di svolgere la sua funzione correttiva. Nella risposta all’interpellanza 24.3043 il Consiglio federale ha spiegato che il mercato è dominato da un acquirer e che i commercianti non sfruttano la possibilità di passare a fornitori di servizi più a buon mercato. Uno dei motivi è proprio la mancanza di trasparenza dei prezzi.

Un recente studio dell’Università di San Gallo dimostra in modo inequivocabile che soprattutto i piccoli commercianti, non conoscendo a sufficienza il sistema, non fanno praticamente uso dei margini di trattativa a loro disposizione. Di conseguenza, si riscontrano spesso delle disparità nelle commissioni addebitate; nel caso di due PMI comparabili una può così ritrovarsi a pagare all’acquirer commissioni pari al doppio rispetto all’altra per lo stesso mezzo di pagamento.

La presente mozione incarica il Consiglio federale di presentare una proposta di normativa volta a rendere trasparenti le commissioni per i pagamenti elettronici addebitate ai commercianti secondo un modello quadripartito (commerciante, acquirer, emittente della carta, titolare della carta). In tal modo si intende creare uno strumento efficace che dovrà permettere in futuro anche alle PMI di selezionare l’offerta per loro più vantaggiosa nella piena conoscenza della situazione di mercato. L’obiettivo è quello di migliorare il funzionamento della concorrenza e stimolare l’auspicata dinamicità dei prezzi.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

La richiesta di una normativa volta a garantire maggiore trasparenza obbligherebbe gli acquirer a rivelare la loro struttura dei costi. Secondo il Consiglio federale, un simile intervento a favore di una parte del mercato senza una verifica preliminare non è opportuno.Nella maggior parte dei mercati, è comune che un cliente conosca solo il prezzo finale di un servizio, ma non la sua esatta composizione (prezzo di acquisto, margine, ecc.). Questo vale anche per il mercato dell’acquiring. Per la maggior parte dei commercianti, potrebbe in effetti non essere del tutto chiaro quale componente delle commissioni pagate vada a quale soggetto (emittente della carta, acquirer, sistema di carte di pagamento), anche a causa della complessità delle strutture tariffarie. Tuttavia, ciò non significa che nel settore degli acquirer non vi sia concorrenza, soprattutto se si pensa che quasi tutti i mercati tendono a basare le loro trattative sui prezzi finali aggregati. Una nuova normativa comporta sempre dei costi, giustificabili solo in caso di effettivo malfunzionamento del mercato, che potrebbe in questo modo essere risanato. Se da un lato potrebbe sembrare che nell’acquiring la concorrenza sia limitata, è bene ricordare che si tratta di un mercato particolarmente concentrato, nel quale in Svizzera ormai da tempo domina un solo acquirer. Tuttavia, come affermato nelle risposte alle interpellanze 24.3292 Amoos e 24.3043 Regazzi, il Consiglio federale ritiene che il quadro legale in vigore sia sufficiente per contrastare eventuali tariffe eccessive. Sia la COMCO che il Sorvegliante dei prezzi sono già intervenuti più volte in passato in merito ai mercati dell’acquiring.Se il Parlamento desiderasse comunque introdurre una normativa in questo settore, dovrebbe prima verificare quali sono gli strumenti più adatti per rafforzare la concorrenza. L’introduzione isolata di norme in materia di trasparenza per gli acquirer non sortirebbe probabilmente l’effetto desiderato. In particolare, si dovrebbe valutare se le regole stabilite dalla COMCO e dal Sorvegliante dei prezzi nonché altri provvedimenti (p. es. commissioni interbancarie transfrontaliere) debbano essere inseriti in una regolamentazione più esaustiva. Se la Camera prioritaria dovesse accogliere la presente mozione, il Consiglio federale si riserva la possibilità di chiedere alla seconda Camera di modificare la mozione in un mandato di verifica.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.