25.3053 · Mozione · 2025-03-05
Dipartimento di giustizia e polizia
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare le modifiche legislative necessarie affinché le persone residenti in Svizzera impiegate in Cantoni di frontiera non subiscano la concorrenza deleteria dei candidati frontalieri con esigenze salariali inferiori.In particolare, il Consiglio federale dovrà presentare le misure da adottare affinché la qualità della formazione, la conoscenza e il rispetto degli usi e costumi cantonali nonché l’integrazione nel tessuto locale svizzero costituiscano requisiti imprescindibili, cosicché i datori di lavoro siano obbligati a preferire i candidati residenti in Svizzera che adempiono questi criteri.
Begründung
Nel dicembre 2024 l’ufficio della statistica ginevrino ha constatato che nel terzo trimestre si conferma il forte aumento degli impieghi osservato dall’inizio dell’anno: + 0,9 % rispetto al trimestre precedente. Secondo l’indicatore avanzato dell’impiego, la crescita dovrebbe tuttavia interrompersi nel corso dei prossimi mesi. Parallelamente, il numero di frontalieri stranieri attivi nel Cantone di Ginevra è in aumento nel terzo trimestre: + 1,6 % rispetto al trimestre precedente. I frontalieri prendono dunque una fetta sempre più grande del mercato del lavoro!Altre cifre recenti, concernenti il solo Cantone di Ginevra, dimostrano ulteriormente la necessità di agire. Con 24 835 nuovi frontalieri, nel 2024 Ginevra ha superato per il terzo anno consecutivo la soglia dei 20 000 iscritti. I due terzi dei titolari di un permesso G abitano in Alta Savoia, mentre il 19 % risiede nel dipartimento di Ain. I restanti frontalieri giungono da dipartimenti francesi più lontani (il 14 %, di cui in particolare 132 parigini) o da altri Paesi (l’1 %). Dai più recenti dati emerge un’evoluzione della mobilità transfrontaliera, in particolare una crescita dei frontalieri che giungono da regioni più lontane. Ci si allontana dunque dal progetto di un semplice bacino regionale oltrefrontiera. L’anno scorso gli uffici di collocamento ginevrini hanno reclutato 5404 frontalieri. Precisamente, a fine 2024 erano attivi quasi 113 000 frontalieri.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole dell’attrattiva di determinate regioni di frontiera dal punto di vista dell’impiego, segnatamente per i salari più elevati. Constata parimenti che, in particolare nel Cantone di Ginevra, i frontalieri costituiscono una parte importante dei lavoratori. Da un lato, questa situazione risulta dalla posizione geografica specifica di Ginevra, centro urbano di una regione economica transfrontaliera fortemente integrata. Anche le difficoltà di accesso al mercato immobiliare ginevrino svolgono probabilmente un ruolo. Il ricorso a manodopera straniera deriva principalmente da un grande fabbisogno delle imprese che non può essere soddisfatto interamente dalla manodopera residente in Svizzera, in particolare a causa dell’evoluzione demografica. Il 17° rapporto dell’Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’UE, pubblicato nel 2021, ha esaminato l’evoluzione del mercato del lavoro nei Cantoni transfrontalieri. Per il periodo 2011-2018 i risultati evidenziano una crescita dell’impiego in questi Cantoni leggermente superiore alla media svizzera. Nei Cantoni di frontiera della regione lemanica e del Ticino, la crescita è nettamente superiore alla media svizzera. Diversi studi empirici esaminano ugualmente l’influsso dei frontalieri sui salari e sull’impiego. Anche se i risultati non sono chiari, emerge tuttavia che nell’insieme gli effetti positivi e negativi misurati sono limitati. Sebbene il salario mediano dei frontalieri sia inferiore alla media svizzera (-8,1 % nel 2022), questo scarto può essere in parte spiegato da fattori determinanti come la formazione, la professione o l’età (cfr. il suddetto rapporto, di cui è disponibile una sintesi in italiano). Numerose misure d’accompagnamento già tutelano i lavoratori in Svizzera dai rischi di dumping salariale e abuso delle condizioni lavorative, in particolare i contratti collettivi di lavoro e i salari minimi in settori specifici. Il Consiglio federale adotta inoltre misure volte a far fronte alle sfide connesse all’immigrazione. Ha ad esempio deciso di potenziare la competitività dei lavoratori più anziani e di permettere alle persone in cerca di un impiego difficilmente collocabili di reinserirsi nel mercato del lavoro. Tutte queste misure, nonché l’obbligo di annunciare i posti vacanti, mirano a promuovere il più possibile l’integrazione della manodopera già presente in Svizzera. Sono infine previste nuove misure in seguito alla decisione del Consiglio federale di respingere l’iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa sulla sostenibilità)». L’Esecutivo vuole, tra le altre cose, migliorare l’accesso al mercato del lavoro delle persone giunte in Svizzera nel quadro di un ricongiungimento famigliare e sostenere in maniera ancor più mirata coloro che stanno cercando un impiego. In questo contesto, il Consiglio federale collabora strettamente con i Cantoni, a livello sia politico che tecnico, al fine di garantire che le esigenze specifiche delle regioni di frontiera siano considerate. Il fatto di accordare una preferenza ai lavoratori residenti in Svizzera o di adottare altre misure come quelle proposte nella presente mozione, in particolare l’obbligo per i datori di lavoro svizzeri di prendere in considerazione la conoscenza e il rispetto degli usi e costumi cantonali nonché l’integrazione nel tessuto locale svizzero, sono incompatibili con l’Accordo sulla libera circolazione delle persone.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.