25.3211 · Interpellanza · 2025-03-20
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
La celiachia è una malattia infiammatoria cronica e autoimmune che perdura per tutta la vita. Senza una dieta rigorosamente priva di glutine, causa danni all’intestino tenue. La malattia colpisce persone di tutte le età allo stesso modo. I disturbi con cui le persone affette devono convivere sono vari, talvolta molto limitanti e possono causare altre malattie.
Le persone colpite devono optare per alternative senza glutine e controllare sempre se i prodotti sono effettivamente indicati per loro. La loro vita sociale e quotidiana ne è fortemente toccata, poiché tra la popolazione e nel settore della gastronomia c’è ancora poca conoscenza in merito alla celiachia. Molti ristoranti e molte mense scolastiche non offrono prodotti senza glutine.
In Europa si stima che circa l’uno per cento della popolazione sia affetto da celiachia, sebbene molti casi non siano diagnosticati. Gli studi dimostrano che a tre quarti delle persone colpite la celiachia non è ancora stata diagnosticata. In media, occorrono dai cinque agli otto anni per ottenere una diagnosi. Il rilevamento precoce della malattia può evitare diagnosi errate e limitare le malattie secondarie. In Italia e nei Paesi Bassi, l’analisi dei valori della celiachia rientra negli esami di routine.
Alla luce di quanto precede, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
Che cosa pensa delle misure adottate in Germania, Paesi Bassi e Italia?
A quanto stima la Confederazione il potenziale di risparmio di costi nel sistema sanitario derivante da visite di screening sistematiche?
La Confederazione ritiene che i dati disponibili in questo settore siano sufficiente per valutare le ripercussioni della celiachia sulla popolazione svizzera e sui costi sanitari?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Nel quadro della politica estera in materia di salute adottata dal Consiglio federale, la Svizzera si impegna a livello globale ed europeo e dialoga con i Paesi limitrofi su vari temi di politica sanitaria, incluso l’ambito della prevenzione. A causa delle differenze fra i sistemi di sicurezza sociale, gli approcci adottati in altri Paesi sono applicabili in misura limitata alla Svizzera. Secondo il Consiglio federale, nella valutazione se le strategie di rilevamento precoce attuate all’estero possano essere applicate in Svizzera, è necessario procedere a un attento esame delle evidenze scientifiche e delle conseguenze sul sistema sanitario svizzero. 2. In mancanza di dati, il Consiglio federale non è in grado di giudicare se visite di screening sistematiche della celiachia contribuirebbero a ridurre o aumentare i costi della salute. In conformità alla legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10), l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) assume già oggi i costi delle prestazioni legate alla diagnosi di celiachia in presenza di sintomi clinici o determinati fattori di rischio, ad esempio una malattia autoimmune preesistente, qualora gli esami siano prescritti da un medico. In caso di sospetto di celiachia, la diagnostica comprende diversi esami del sangue volti alla determinazione di autoanticorpi. Nella maggior parte dei casi la diagnosi richiede più fasi e spesso anche una gastroscopia con biopsia intestinale. Attualmente nel nostro Paese non è previsto un programma di screening sistematico delle persone asintomatiche. Di norma, è compito delle cerchie di specialisti sviluppare programmi di screening e presentare richieste di assunzione dei costi da parte dell’AOMS. Un’eventuale richiesta deve in particolare specificare come è organizzato lo screening, quali prestazioni comprende e come sono fornite nel processo di screening. Il richiedente deve presentare anche dati sull’efficacia dell’esame e provare, con metodi appropriati, che soddisfi il criterio di economicità. È inoltre necessario illustrare come si può raggiungere un tasso di partecipazione adeguato ed evitare di erogare cure inappropriate. Nel caso della celiachia alcuni test, raccomandati soprattutto in passato, forniscono spesso risultati falsi positivi generando così costi inutili. Inoltre, ad esempio valori leggermente elevati nell’infanzia non sono sempre un indicatore affidabile di una futura celiachia. Sulla base di una richiesta corrispondente, la Commissione federale delle prestazioni generali e delle questioni fondamentali verifica se un programma di screening soddisfa i criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità secondo la LAMal. Spetta in seguito al Dipartimento federale dell’interno decidere in merito all’obbligo di assunzione di tali prestazioni da parte dell’AOMS. 3. Al momento non vi sono dati precisi sul numero di persone affette da celiachia in Svizzera. Secondo studi internazionali la prevalenza è dell’1 per cento circa («Global Prevalence of Celiac Disease: Systematic Review and Meta-analysis» [www.pubmed.ncbi.nlm.gov > Search > doi: 10.1016/j.cgh.2017.06.037.]). Nel nostro Paese manca una classificazione uniforme per la codifica delle diagnosi ambulatoriali, per cui non è possibile determinare lo stato di salute della popolazione fondandosi su dati di routine. Le basi di una classificazione uniforme per la codifica delle cure ambulatoriali sono in fase di elaborazione. Questa potrebbe consentire un tale rilevamento in futuro. Trattandosi di un compito a lungo termine, in questo momento non è possibile indicare una data precisa per l’attuazione.