Rischi legati alla prosecuzione del contratto d'acquisto dei jet da combattimento F-35 da parte della Svizzera
25.3373 · Postulato · 2025-03-21
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a redigere un rapporto nel quale spieghi i rischi di una prosecuzione del contratto che lega la Svizzera e gli Stati Uniti per l’acquisto degli F-35. Allo stesso modo illustrerà i rischi legati alla rottura del contratto.
La Svizzera ha firmato un contratto con il Governo degli Stati Uniti per l’acquisto di jet da combattimento F-35. Esiste il rischio di un aumento significativo dei prezzi se il governo americano dovesse modificare il contratto o non rispettarlo. L’F-35 comporta anche rischi per la sicurezza, rendendo il nostro Paese estremamente dipendente dagli Stati Uniti per la sua sicurezza. Questo solleva questioni sulla nostra sovranità e sulla nostra indipendenza. Numerosi Paesi stanno al momento pensando di fare marcia indietro e di non acquistare l’F-35. La Svizzera non dovrebbe fare altrettanto?
Nel suo rapporto il Consiglio federale chiarirà in particolare i seguenti punti:
le questioni giuridiche: individuazione delle clausole contrattuali relative alla risoluzione e degli eventuali rischi e penali;
le conseguenze finanziarie: valutazione dei costi diretti e indiretti, compresi eventuali rimborsi e compensazioni da versare. Si terrà conto anche delle spese già sostenute per adattare gli altri sistemi dell’esercito all’arrivo dell’F-35;
le implicazioni per la difesa nazionale: impatti sulla capacità di difesa del Paese in modo sovrano e indipendente.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il 30 giugno 2021 il Consiglio federale ha preso la decisione in merito al modello dei nuovi aerei da combattimento da acquistare optando per gli F-35A. Questa decisione si basava su un processo di valutazione ampio e sistematico, durato dal 2018 al 2021. In questa valutazione l’F-35A ha dato prova di gran lunga della massima efficacia rispetto agli altri velivoli valutati, non soltanto per il suo grande vantaggio tecnologico in termini di protezione dello spazio aereo e della popolazione. L’F-35A è risultato anche il modello più economico. I motivi alla base della scelta del modello sono ancora validi. Prima e dopo la decisione della Svizzera, 13 Paesi europei hanno nel frattempo deciso di acquistare gli F-35A. Questo modello di velivolo sarà pertanto l’aereo da combattimento maggiormente utilizzato in Europa verso la fine degli anni 2020. Se il progetto d’acquisto venisse interrotto in questo momento, si creerebbe una lacuna di capacità a causa della mancanza di una soluzione sostitutiva. Una disdetta del contratto comporterebbe un notevole indebolimento della capacità di difesa della Svizzera, che non sarebbe più in grado di proteggere efficacemente il proprio spazio aereo a partire dagli anni 2030. In considerazione dell’attuale deterioramento della situazione nell’ambito della politica di sicurezza ciò potrebbe avere conseguenze fatali. Gli aerei da combattimento sono fondamentali per la difesa della Svizzera. Senza superiorità aerea le truppe di terra e le infrastrutture critiche sono estremamente vulnerabili. Gli Stati Uniti sono uno dei partner più importanti della Svizzera al di fuori dell’Europa. La Svizzera utilizza sistemi statunitensi già da circa 50 anni e anche gli aerei da combattimento del tipo F/A-18 attualmente impiegati sono di produzione statunitense. Di conseguenza gli aspetti legali e finanziari della consolidata cooperazione con gli Stati Uniti sono ben noti, per cui il Consiglio federale ritiene superfluo elaborare un rapporto in adempimento del postulato. Per l’acquisto di beni d’armamento la Svizzera dipende dai produttori esteri e sarà così anche in futuro. Anche nel caso di aerei da combattimento europei oltre a una dipendenza da un Paese europeo esisterebbe anche una dipendenza dagli Stati Uniti. La tecnologia che permette l’interoperabilità di tutti gli aerei da combattimento europei è di origine statunitense. Ciononostante è comunque necessario ridurre il più possibile i fattori di dipendenza dall’estero nel settore degli armamenti attraverso acquisti sul mercato interno o diversificando i fornitori stranieri. Lo scorso mese di novembre il Consiglio federale ha incaricato il DDPS di integrare anche quest’aspetto nell’elaborazione della nuova strategia del Consiglio federale in materia di politica degli armamenti. Si prevede che la strategia sarà pronta entro la meta del 2025. Inoltre le informazioni sui costi raccolte durante la valutazione per legge non saranno pubblicate; la loro segretezza corrisponde a legittimi segreti d’affari o a esigenze commerciali. Di conseguenza non è possibile redigere un rapporto in adempimento del postulato sulla base di queste informazioni.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.