25.3407 · Mozione · 2025-03-21
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Pianificato nel Consiglio nazionale
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di:
1. proporre un quadro legislativo che consenta di vietare la privatizzazione, la vendita o il trasferimento a entità estere di industrie strategiche e di infrastrutture critiche statali garantendo così la proprietà e il controllo svizzeri, anche in caso di acquisizione indiretta da parte di investitori stranieri;
2. garantire il sostegno dello Stato a tali industrie, qualora necessario, mettendo in primo piano la salvaguardia del know-how e dell’esperienza nazionale;
3. definire criteri chiari per decidere quali industrie e infrastrutture necessitano di protezione, in base al loro ruolo in materia di sicurezza nazionale, protezione civile e sovranità tecnologica;
4. introdurre meccanismi di controllo degli investimenti per impedire acquisizioni di controllo straniere che potrebbero compromettere gli interessi svizzeri;
5. garantire che ogni ristrutturazione o intervento dello Stato in tali settori dia la priorità alla sicurezza del posto di lavoro e alla resilienza nazionale per evitare di perdere competenze fondamentali a favore di mercati esteri;
6. introdurre, fino all’entrata in vigore delle modifiche legislative, misure di protezione temporanee per le aziende ritenute a rischio elevato di acquisizione straniera.
Begründung
Per garantire la sovranità, la sicurezza e la stabilità economica della Svizzera è necessaria una maggiore vigilanza nel controllo delle sue industrie strategiche e infrastrutture critiche. La vendita o il trasferimento di questi elementi vitali a entità estere genera una perdita preoccupante di know-how, minaccia in modo diretto i posti di lavoro nazionali e indebolisce l’indipendenza strategica del Paese. L’attuale quadro giuridico non è sufficientemente solido per impedire in modo efficace le acquisizioni straniere, facendo così perdere industrie strategiche alla Svizzera. Preservare queste industrie chiave è quindi essenziale per assicurare la nostra neutralità armata, mantenere la sovranità tecnologica e ridurre la dipendenza strategica da attori stranieri.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condivide l’opinione dell’autore della mozione sull’importanza della stabilità economica e della protezione delle infrastrutture critiche.Le infrastrutture critiche della Svizzera sono prevalentemente in mano statale. Riguardo la capacità d’impiego dell’esercito, lo Stato controlla le prestazioni e le competenze chiave tramite RUAG MRO. È difficile immaginare una maggiore protezione dei rapporti di proprietà delle infrastrutture critiche. Infatti, per queste infrastrutture, un’eventuale vendita dovrebbe sottostare a una decisione politica.Inoltre, sono in atto dei lavori per rafforzare ulteriormente l’intero quadro giuridico. Il Parlamento infatti sta deliberando su un disegno di legge federale sulla verifica degli investimenti (cfr oggetto 23.086), che permetterebbe alla Confederazione di intervenire contro acquisizioni che comprometterebbero l’ordine o la sicurezza pubblici della Svizzera. Nel settore dell’energia, l’iniziativa parlamentare Badran (16.498 «Assoggettare le infrastrutture strategiche dell'economia energetica alla lex Koller»), attualmente pendente in Parlamento, persegue obiettivi simili.Il Consiglio federale sta attualmente esaminando come garantire il mantenimento e il rafforzamento della base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza (STIB), nel quadro dell’elaborazione della strategia concernente la politica d’armamento. L’accento è posto sulle misure volte ad accrescere la competitività della STIB, in particolare attraverso la creazione di condizioni quadro favorevoli, l’ottimizzazione della collaborazione e un miglior utilizzo degli strumenti STIB esistenti.In merito alla salvaguardia del know-how e dei posti di lavoro, il Consiglio federale ritiene che la richiesta avanzata nella mozione sia controproducente. Limitare le possibilità di investimento e di ristrutturazione delle aziende comporterebbe una perdita di know-how e di posti di lavoro. Dal rapporto del Consiglio federale del 13 febbraio 2019 «Investimenti transfrontalieri e controlli degli investimenti» in adempimento dei postulati 18.3376 Bischof e 18.3233 Stöckli emerge che il modo migliore di garantire i posti di lavoro e il vantaggio tecnologico si ha con un’impostazione delle condizioni quadro favorevoli all’innovazione e alla concorrenza e con una politica della formazione e della ricerca che tiene conto delle esigenze dell’economia.Essere aperti a investimenti esteri è altrettanto fondamentale per garantire la trasmissione di know-how in Svizzera. Nel 2023 gli investimenti diretti esteri in Svizzera ammontavano a 930,3 miliardi di franchi. Questi ultimi non solo sono una fonte di nuove competenze per la Svizzera, ma creano anche posti di lavoro. Nel 2023 infatti i gruppi multinazionali esteri occupavano 573 373 persone in Svizzera, ossia il 10,5 per cento dei lavoratori.Infine, il Consiglio federale è contrario, per ragioni di efficienza ed equità, a misure statali di sostegno a favore di industrie o settori specifici. Simili misure di politica industriale creano dipendenze a lungo termine, ostacolano il cambiamento strutturale, comportano rischi elevati di una cattiva allocazione delle risorse a scapito dei contribuenti e causano disparità di trattamento rispetto ad altre aziende o settori dell’economia svizzera.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.