25.3498 · Interpellanza · 2025-05-07
Dipartimento degli affari esteri
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Dall’inizio del conflitto tra l’esercito sudanese e le Forze di supporto rapido (RSF), nell’aprile del 2023, in Sudan è in corso una delle peggiori crisi umanitarie dei nostri tempi. Nel 2024 circa 25 milioni di persone hanno avuto bisogno di un aiuto umanitario. La violenza sessualizzata è aumentata in modo significativo dall’inizio della crisi. Stando alle notizie disponibili, entrambe le parti in conflitto commettono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario.Oltre a fornire aiuto umanitario in Sudan, la Svizzera è impegnata anche sul piano multilaterale per la risoluzione del conflitto. Nell’agosto del 2024 ha ospitato i colloqui sul Sudan. Sia la Svizzera che gli Emirati Arabi Uniti (EAU) fanno parte del gruppo «Aligned for Advancing Lifesaving and Peace in Sudan», creato per promuovere sforzi diplomatici a favore del Sudan.Ora stanno emergendo gravi accuse secondo cui gli EAU sosterrebbero militarmente una delle parti in conflitto, le RSF (fornendo anche armi che verrebbero introdotte di contrabbando attraverso il Ciad). Inoltre, gli EAU sarebbero una delle principali destinazioni dell’oro contrabbandato dal Sudan, una parte del quale verrebbe successivamente esportata in Svizzera. Poiché gli EAU non sono considerati zona di conflitto, non si applica l’ordinanza sugli obblighi di diligenza e trasparenza in relazione a minerali e metalli originari di zone di conflitto e al lavoro minorile (ODiT; RS 221.433) e non vi è l’obbligo di riferire. Gli EAU sono il principale partner commerciale della Svizzera in Medio Oriente. Il volume annuo degli scambi si aggira intorno ai 15 miliardi di franchi. La Svizzera importa principalmente pietre preziose, metalli preziosi e articoli di gioielleria. Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: 1. Il Consiglio federale è già in possesso di informazioni sulle accuse relative al coinvolgimento degli EAU nella guerra in Sudan? Ha già effettuato verifiche al riguardo?2. Qualora le accuse fossero confermate, in che modo la Svizzera intende intervenire presso gli EAU in relazione al loro ruolo nel conflitto sudanese?3. Alla luce di tali circostanze, la Svizzera come concilia il proprio impegno a favore della risoluzione ONU 1325 «Donne, pace e sicurezza» con le sue relazioni commerciali con gli EAU? 4. Dopo i colloqui sul Sudan del 2024 è stato istituito un comitato tecnico incaricato di integrare nelle iniziative di pace le raccomandazioni espresse dalle donne sudanesi. Come procede il lavoro di questo comitato e come lo sostiene la Svizzera?
Stellungnahme des Bundesrates
1./2. I rapporti sul sostegno esterno alle parti belligeranti in Sudan sono noti. Il Consiglio federale non conduce indagini indipendenti sulle accuse e si basa principalmente sui rapporti del gruppo di esperti istituito dall’ONU. In seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la Svizzera ha ripetutamente esortato a rispettare le risoluzioni sull’astensione da qualsiasi interferenza esterna (in particolare le risoluzioni 2736 e 2725 del Consiglio di sicurezza dell’ONU) e l’embargo sulle armi nel quadro del regime di sanzioni 1591. Inoltre, la Svizzera utilizza i suoi contatti regolari con le parti belligeranti e gli attori regionali, compresi gli EAU, per affrontare la situazione in Sudan, giungere a una risoluzione del conflitto e comunicare le proprie posizioni. 3. L’agenda «donne, pace e sicurezza» fa parte delle priorità di politica estera della Svizzera e viene perseguita concretamente attraverso un piano d’azione nazionale sulla risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza dell’ONU. Di conseguenza, durante il suo mandato nel Consiglio di sicurezza dell’ONU 2023–2024 la Svizzera ha sostenuto l’attuazione dell’agenda e l’ha tematizzata nei colloqui politici con gli EAU. Anche nell’ambito del gruppo «Aligned for Advancing Life Saving and Peace in Sudan (ALPS)» sono stati discussi temi come la partecipazione delle donne a un futuro processo di pace. 4. Come risultato diretto dei colloqui sul Sudan, la coalizione ALPS ha istituito gruppi di lavoro tecnici per strutturare dal punto di vista del contenuto le sue attività sull’accesso umanitario e sulla protezione della popolazione civile. Al riguardo si basa anche sulle raccomandazioni formulate dalla società civile e, in particolare, da gruppi di donne sudanesi durante i colloqui. La Svizzera guida il gruppo di lavoro ALPS sulla protezione della popolazione civile. In questo contesto, i servizi competenti del DFAE sono in contatto con i gruppi delle donne sudanesi. Nel dicembre del 2024 la Svizzera ha invitato due delegati a uno scambio con il gruppo di lavoro ALPS e ha adottato direttamente alcune delle loro raccomandazioni come priorità di questo gruppo di lavoro.