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25.3500 · Mozione · 2025-05-07

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato, in coordinamento con i Paesi limitrofi, in particolare Germania e Francia, di rafforzare la protezione delle frontiere e di ordinare la sospensione immediata dell'asilo a tutte le frontiere.

Begründung

Da oggi, alle frontiere tedesche sarà impedito a TUTTI i migranti di entrare illegalmente, anche se chiedono asilo. Lo ha deciso nel suo primo giorno di lavoro Alexander Dobrindt, ministro CSU dell’interno, che in questo modo inasprisce i controlli alle frontiere.Dobrindt ha emanato una direttiva con cui ordina alla Polizia federale di potenziare i controlli alle frontiere e aumentare i respingimenti in caso di entrata illegale. Gli attuali 11 000 agenti, già pronti alle frontiere, sono affiancati da altre 2000–3000 unità.
Sempre lo stesso giorno, Dobrindt ha pure revocato una direttiva, impartita a voce nel 2015 alla Polizia federale dall’ex ministro dell’interno Thomas de Maizière, che autorizzava i cittadini di Paesi terzi senza documenti legittimanti il soggiorno a entrare se chiedevano asilo.L’iniziativa Merz-Dobrindt-Schritt raccoglie il sostegno della Francia: in occasione della visita inaugurale del cancelliere Merz, il presidente Macron ha dichiarato che la protezione delle frontiere costituisce un obiettivo molto importante per entrambi.
Questo positivo sviluppo in Germania e Francia, che dimostra la rapidità con cui un governo orientato alle soluzioni è in grado di agire, andrebbe adottato senza indugio dalla Svizzera. È chiaro che frontiere insicure e un numero illimitato di domande d’asilo non sono una legge naturale, ma il risultato di una politica sbagliata e dell’inerzia dei consiglieri federali.
Se la Svizzera agisce ora in maniera rapida e corretta, questa è una grossa opportunità. Se il nostro Paese, e in particolare il consigliere federale Jans, continua invece a distinguersi negativamente in tutta Europa per ignoranza, bei discorsi e inerzia e per le sue frontiere insicure, ciò diventerà un problema per la sicurezza della Popolazione svizzera. Infatti gran parte dei migranti illegali respinti dalla Germania finirà in Svizzera. La situazione in materia di alloggi nei Cantoni e nei Comuni è già oggi al limite, gli oneri finanziari ammontano a miliardi, la criminalità è in aumento e un’ulteriore integrazione è semplicemente impossibile. Il Popolo non sostiene più questa politica. È necessario agire.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ha preso conoscenza degli annunci fatti dal nuovo governo tedesco. Ad oggi l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) non ha constatato casi in cui la polizia federale tedesca avrebbe respinto alla frontiera svizzera persone che hanno presentato senza successo una domanda d’asilo in Germania. Non è nemmeno aumentato il numero di nuovi arrivi nei centri federali d’asilo situati in prossimità della frontiera tedesca. L’UDSC non constata inoltre alcuna perturbazione né modifica del traffico transfrontaliero di persone e merci. La polizia federale tedesca esegue controlli alla frontiera svizzera dall’ottobre 2023 e rinvia le persone conformemente al diritto in vigore. Nel 2024 l'UDSC ha intercettato nettamente meno migranti irregolari rispetto al 2023. Inoltre, nel corso dei primi quattro mesi di quest’anno le cifre sono continuamente diminuite rispetto agli ultimi quattro mesi del 2024. Anche a maggio 2025 il numero di migranti irregolari intercettati non ha esulato dall’ordinario.

Il Consiglio federale sottolinea che respingere persone che presentano una domanda d’asilo alla frontiera è contrario non solo al diritto internazionale e al principio di non respingimento, facente parte del diritto cogente, ma anche al diritto europeo applicabile, che vincola anche la Svizzera. Nell’interesse della nostra economia e del turismo bisogna inoltre evitare di limitare il traffico transfrontaliero. Come indicato nelle sue risposte a vari interventi parlamentari, in particolare l’interpellanza 24.4206 Quadri «La Germania sorveglia sistematicamente le frontiere. La Svizzera sta a guardare?» e la mozione 23.4448 Chiesa «Protezione delle frontiere nazionali svizzere», il Consiglio federale constata pure che la Svizzera non si trova in una situazione tale da giustificare il ripristino di controlli alle frontiere interne conformemente al codice frontiere Schengen. L’Esecutivo ha proposto l’adozione delle mozioni 25.3021 e 25.3026 «Intensificare i controlli ai confini della Svizzera», presentatedalle Commissioni delle istituzioni politiche. Il Parlamento le ha trasmesse al Consiglio federale nella sessione primaverile 2025. Il Dipartimento federale delle finanze, competente in materia, sta definendo le possibilità per attuarle. Gli eventuali controlli risultanti dall’attuazione di queste mozioni saranno effettuati conformemente agli obblighi internazionali della Svizzera quale Stato associato a Schengen.

I controlli alle frontiere non costituiscono di per sé uno strumento adeguato di gestione dei flussi migratori. Il Consiglio federale ritiene necessario un approccio europeo comune e coordinato: la migrazione irregolare e la criminalità transfrontaliera non possono essere combattute con misure unilaterali alle frontiere. In questo contesto, l’attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo fornisce gli strumenti necessari.

Dato che a differenza degli Stati membri dell’UE e degli altri Stati Schengen non fa parte dell’Unione doganale, la Svizzera può eseguire controlli doganali a tutte le frontiere e sul proprio territorio. Nell’ambito del suo mandato, l’UDSC controlla il traffico transfrontaliero di merci e persone in funzione dei rischi e della situazione. Può eseguire anche un controllo d’identità se dal controllo doganale risulta un motivo particolare, come pure in caso di sospetto di polizia.



Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.