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25.3516 · Interpellanza · 2025-05-07

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il trasferimento del traffico merci transalpino dalla strada alla rotaia è da decenni l’obiettivo centrale della politica svizzera dei trasporti, sancito dall'articolo 84 della Costituzione federale (Cost.) e concretizzato nella legge sul trasferimento del traffico. L’obiettivo stabilito da quest’ultima, ovvero di non superare i 650 000 transiti transalpini, è stato mancato per anni e nel 2022 i transiti sono stati 927 000. Nel 2023, il Parlamento ha deciso di mantenere l’esercizio della strada viaggiante (Rola) fino al 2028. Ora ne è invece stata annunciata la cessazione già a fine 2025, senza misure sostitutive e contro la volontà politica.

Nel rapporto sul trasferimento del traffico 2023, il Consiglio federale aveva affermato che «la continuazione dell’esercizio della Rola […] fino alla fine del 2028 sarà assicurata con i mezzi approvati.» (pag. 82), nonché che sarebbe stato possibile abbandonarlo solo a fine 2028, senza rischiare un ritrasferimento del traffico alla strada. Oggi però tali condizioni non sono soddisfatte.

Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande.

  1. Come giudica il Consiglio federale il fatto che nonostante fossero garantiti mezzi federali non sia stato possibile mantenere la Rola fino al 2028, contrariamente alle previsioni del rapporto sul trasferimento del traffico 2023?

  2. L’UFT come ha potuto approvare la cessazione anticipata della Rola, contraria al mandato di trasferimento e alla decisione parlamentare?

  3. Quanto del credito approvato nel 2023 è stato utilizzato finora e quanto è ancora disponibile?

  4. Il Consiglio federale intende continuare a utilizzare in maniera mirata, ovvero per misure di trasferimento del traffico, i 20 milioni di franchi all’anno che saranno liberati in seguito alla cessazione anticipata della Rola?

  5. Quali misure concrete sono previste per evitare un ritrasferimento alla strada di decine di migliaia di autocarri?

  6. Quali effetti di trasferimento del traffico ci si può aspettare dalla riduzione del prezzo di traccia, dallo sfruttamento mirato della TTPCP e dalla correzione delle distorsioni della concorrenza?

  7. Quali insegnamenti trae il Consiglio federale dalla fine della Rola Basilea – Lugano in vista della chiusura programmata del collegamento Friburgo in Brisgovia – Novara?

Begründung

Nel 2024, gli autocarri che hanno attraversato le Alpi hanno raggiunto un numero record, registrato l’ultima volta nel 2016: è chiaro dunque che l’obiettivo di trasferimento del traffico non è stato raggiunto. In questa situazione, l’interruzione anticipata della Rola è controproducente. Dal rapporto sul trasferimento del traffico 2023 emerge che, in assenza di misure sostitutive, si corre il rischio di un ritrasferimento alla strada e, di conseguenza, una messa in discussione non solo della protezione delle Alpi, ma anche della credibilità della politica di trasferimento del traffico.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Nel 2024 il traffico merci su rotaia transalpino è stato caratterizzato da disponibilità e affidabilità carenti dell’infrastruttura ferroviaria in Germania. Situazione, questa, che nel primo trimestre 2025 è ulteriormente peggiorata. Lavori di costruzione all’infrastruttura ferroviaria tedesca di giorni se non di settimane, a volte indetti a breve termine e senza sufficienti possibilità di deviazione rendono impossibile fornire offerte affidabili nel traffico merci su rotaia. Sono tanti i treni soppressi e, di conseguenza, vi è un forte calo dei ricavi. Al momento della pubblicazione del rapporto sul trasferimento del traffico 2023 era impossibile prevedere limitazioni e conseguenze economiche di tale portata per la RAlpin e nei prossimi anni non c’è da aspettarsi alcun miglioramento significativo. Per metà 2026 sull’asse del Sempione e a Novara sono annunciate altre chiusure di settimane, che per i prossimi anni non lasciano supporre un’offerta affidabile sul collegamento della Rola tra Friburgo in Brisgovia e Novara.
2. È stato il Consiglio di amministrazione della RAlpin AG a decidere di cessare l’esercizio della Rola in concomitanza con il cambio d’orario 2025/26, al fine di adempiere il proprio obbligo di adottare misure contro la possibile insolvenza, la perdita di capitale e l’indebitamento eccessivo. La RAlpin ha valutato, in stretta collaborazione con l’UFT, diversi scenari per consentire una cessazione ordinata. Considerata la quantità attesa di soppressioni di treni e la costante inaffidabilità dell’offerta è prevedibile una riduzione dei volumi di traffico. Continuarne l’esercizio fino al 2028 con i mezzi a disposizione non sarebbe stato possibile in previsione di volumi in calo e costi invariati. La continuazione del suo esercizio anche solo fino all’inizio dei lavori di costruzione descritti al numero 1), ovvero a metà 2026, causerebbe un ulteriore aumento di circa il 50 per cento dell’indennità della Confederazione per autocarro. 3. Nel 2024 la Confederazione ha sostenuto la Rola con 19,4 milioni di franchi che, per 72 189 autocarri trasferiti (quasi 200 al giorno), costituisce un’indennità di 269 franchi per invio. Per il 2025 è previsto un sostegno di 20 milioni di franchi: da aprile 2025 l’UFT ha aumentato le indennità per invio a ben 40 franchi. In tal modo, tutti i fondi a disposizione possono essere usati per la Rola. Tale misura è al contempo volta a evitare un fallimento prematuro della RAlpin e una cessazione incontrollata dell’esercizio della Rola.
Il 1o giugno 2023 l’Assemblea federale ha approvato un limite di spesa di 106 milioni di franchi, destinato al promovimento della Rola negli anni 2024-2028 e alla partecipazione della Confederazione ai costi della liquidazione nell’anno di cessazione del suo esercizio. A fine 2025, dei 106 milioni di franchi approvati saranno disponibili ancora circa 66 milioni. In virtù della legge sul trasferimento del traffico merci (art. 8 cpv. 4 LTrasf; RS 740.1), da questi sarà messo a disposizione un importo a sette cifre quale partecipazione della Confederazione ai costi della liquidazione della RAlpin 4. Il Consiglio federale prevede di impiegare una parte dei mezzi che saranno liberati negli anni fino al 2028 a favore del traffico combinato non accompagnato (TCNA). Come la Rola, il TCNA transalpino deve fare i conti con un’insufficiente qualità e molte soppressioni di treni. I mezzi dovranno servire a immettere sul mercato offerte alternative, con le quali mantenere su rotaia i trasporti finora effettuati tramite la Rola ed impedirne il trasferimento alla strada, tenendo conto del fatto che, secondo l’articolo 8 capoverso 2 LTrasf, nel TCNA l’importo dell’indennità media per invio trasportato deve ridursi di anno in anno. 5. L’esercizio della Rola doveva essere mantenuto fino al 2028, di conseguenza la sua cessazione anticipata ha colto di sorpresa la clientela. La riorganizzazione della logistica richiederà il suo tempo, per cui almeno nei primi anni si dovrà considerare il rischio di un ritrasferimento del traffico alla strada. Il Consiglio federale è consapevole che una tale evoluzione potrebbe andare contro la politica decennale che mira al trasferimento del traffico dalla strada alla rotaia, motivo per cui l’UFT sta valutando, assieme agli attori del settore, misure in grado di velocizzare o semplificare il passaggio dei trasporti verso il TCNA o altre soluzioni di logistica multimodali. L’obiettivo è limitare al minimo il ritrasferimento dei trasporti alla strada in termini di tempo e di volumi. Il Consiglio federale riferirà in merito nel rapporto sul trasferimento del traffico 2025, previsto a novembre 2025. 6. Il Consiglio federale ritiene alquanto esigui gli effetti di trasferimento delle misure citate. Finché la disponibilità delle infrastrutture sulle tratte di accesso alla Svizzera resterà carente non c’è da aspettarsi che tali misure diano un qualche impulso a trasferimenti. 7. La Confederazione aveva ordinato e indennizzato alla RAlpin il collegamento Rola Basilea – Lugano fino alla fine del 2018. In quel caso si trattava di un prodotto di nicchia, un collegamento al giorno e per direzione sull’asse del San Gottardo che non può essere comparato con l’offerta ben più ampia tra Friburgo in Brisgovia e Novara di fino a otto partenze al giorno e per direzione; all’epoca tale collegamento è stato abbandonato per il limitato effetto di trasferimento del traffico e la scarsa efficienza dei sussidi. L’evoluzione del traffico su strada nel 2019 non ha praticamente mostrato effetti. La Rola Friburgo in Brisgovia – Novara è utilizzata quasi esclusivamente da clienti della zona UE poiché, tra le altre cose, sostituisce lo sdoganamento del traffico. Il suo effetto di trasferimento è molto più elevato, motivo per cui a giugno 2023 il Parlamento si era espresso a favore anche di una continuazione fino al termine inizialmente previsto, a fine 2028.