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25.3546 · Interpellanza · 2025-06-03

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Secondo i riassicuratori, nel 2024 le catastrofi naturali hanno causato danni economici per un totale stimato di 320 miliardi di dollari americani a livello mondiale, pari a un aumento del 19 per cento rispetto al 2023. Circa il 60 per cento di questi danni non era assicurato.

In considerazione dell’incremento dei rischi, i riassicuratori avevano già inasprito le proprie condizioni nel 2023, aumentando i premi e concentrandosi sulle cosiddette catastrofi «primarie» (terremoti, uragani ecc.) a scapito delle catastrofi «secondarie», più strettamente legate ai cambiamenti climatici causati dall’uomo e alla perdita di biodiversità. Questa strategia riflette l’anticipazione dei costi crescenti associati all’inazione delle autorità di fronte alle crisi ambientali.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. A quanto ammontavano i costi annuali delle catastrofi naturali in Svizzera negli ultimi dieci anni, qual è stato il loro andamento e chi li ha sostenuti?

  2. Il Consiglio federale includerà i costi futuri delle catastrofi naturali nella sua pianificazione finanziaria a lungo termine? Sta pianificando meccanismi di finanziamento (tasse di incentivazione ecc.) per contrastare i costi crescenti dei rischi ambientali? In caso affermativo, quali? In caso negativo, perché no?

  3. Il Consiglio federale considera i costi previsti per le catastrofi naturali dovute al riscaldamento climatico e alla perdita di biodiversità (cfr. IPCC e IPBES) quali «costi dell’inazione»? In caso di risposta negativa, perché no (compreso il metodo) e a quanto stima ammontino entro il 2050?

  4. Qual è il rapporto tra i costi socio-economici dell’azione e quelli dell’inazione?

  5. Quali costi e rischi socio-economici vengono scaricati sulle generazioni future in quest’ambito e in che misura tale trasferimento è compatibile con la Costituzione e il diritto vigente?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Su mandato dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) gestisce dal 1972 il database dei danni da maltempo della Svizzera. In questa banca dati sono registrati sistematicamente i danni finanziari causati da inondazioni, colate detritiche, scivolamenti e cadute di sassi. I dati disponibili sono aggiornati al 2023 poiché la registrazione dei danni causati dalle ondate di maltempo nell’estate del 2024 richiede molto tempo e non è pertanto ancora stata completata. Negli ultimi dieci anni, eccezion fatta per il 2021 e probabilmente il 2024, i pericoli naturali menzionati hanno provocato relativamente pochi danni. I danni causati annualmente sono caratterizzati da una forte dispersione sul territorio e ammontano in media a circa 300 milioni di franchi all’anno. Nella maggior parte dei casi, i danni sono coperti dalle assicurazioni fabbricati cantonali o, in otto Cantoni, da assicurazioni private ed enti pubblici. I danni da eventi naturali non coperti sono risarciti, ad esempio, da fondi per danni causati dalla natura gestiti dalle assicurazioni fabbricati, dalla fondazione fondssuisse e da donazioni. 2. In Svizzera la frequenza e l’intensità di eventi estremi e quindi il rischio di pericoli naturali sono in aumento. Tuttavia, fino al 2023 nel database dei danni da maltempo non si constata nessun aumento dei danni finanziari causati da inondazioni, colate detritiche, scivolamenti e cadute di sassi. Ciò è probabilmente riconducibile in particolare alle misure di protezione adottate dopo le forti intemperie (del 1978, 1987, 1999, 2000 e 2005). Queste misure hanno dimostrato la loro efficacia negli eventi degli anni successivi (basti pensare al miglioramento del sistema di allerta e allarme, all’evacuazione precauzionale e alle misure tecniche). Le misure preventive comprendono sempre misure di pianificazione del territorio, biologiche, tecniche e organizzative. In tal modo è di regola possibile ridurre i costi delle misure. I grandi progetti di prevenzione cantonali e i progetti successivi a eventi naturali come quelli del 2024 o della frana di Blatten determinano un crescente fabbisogno finanziario. 3. e 4. Il Consiglio federale rimanda alle sue risposte alle domande 1 e 2 dell’interrogazione 25.1009 Clivaz «Costi legati all’inazione ambientale». Nel quadro del programma di ricerca NCCS-Impacts (National Center for Climate Services) è attualmente in corso un’indagine esaustiva degli effetti dei cambiamenti climatici in Svizzera che tiene conto delle conoscenze scientifiche, delle basi di dati e degli approcci metodologici più recenti. Un progetto parziale di questo programma è dedicato ai probabili costi settoriali e macroeconomici dei cambiamenti climatici. L’obiettivo è migliorare e affinare gli attuali modelli di costi. I risultati saranno presentati nell’inverno 2025/2026. 5. L’andamento esatto dei costi fino al 2050 è molto incerto e lo sarà ancora di più nella seconda metà di questo secolo poiché le previsioni per periodi temporali così lunghi sono difficili. Grazie alle misure già adottate dalla Confederazione, o che lo saranno in futuro, questi costi saranno probabilmente ridotti al minimo. Ciò corrisponde anche al principio di sostenibilità sancito dal diritto costituzionale e da quello ambientale e ai principi di precauzione e di causalità.