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25.3568 · Interpellanza · 2025-06-05

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

L’onere fiscale e tributario riveste un ruolo importante per valutare l’attrattiva della piazza economica e la competitività di un Paese. A tal fine, l’aliquota fiscale rappresenta l’indicatore determinante. Essa indica l’ammontare di tutti i tributi obbligatori quale percentuale del prodotto interno lordo (PIL). L’OCSE pubblica l’aliquota fiscale dei suoi Stati membri, compresa quella della Svizzera. Rispetto agli altri Paesi dell’OCSE, ufficialmente la Svizzera risulta avere un’aliquota fiscale piuttosto bassa. Alla luce di ciò, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti.

  1. Il Consiglio federale condivide l’opinione secondo cui l’aliquota fiscale pubblicata dall’OCSE riflette solo in parte l’effettivo onere fiscale in Svizzera, considerando che non tiene conto di contributi obbligatori ma regolati dal diritto privato, come quelli per la previdenza professionale, l’assicurazione malattia, gli assegni familiari o l’assicurazione infortuni?

  2. A quanto ammonta l’aliquota fiscale complessiva della Svizzera, compresi i contributi menzionati, e dove si colloca nel contesto internazionale?

  3. Come si sono sviluppate le aliquote fiscali della Svizzera (considerando sia i dati pubblicati dall’OCSE sia l’aliquota fiscale complessiva) dal 1990 rispetto ad altri Paesi europei e quali fattori hanno influenzato tale sviluppo?

  4. Come valuta il Consiglio federale l’impatto di un aumento costante e superiore alla media dell’aliquota fiscale rispetto all’estero sulla competitività, sull’attrattiva della piazza economica e sul benessere della Svizzera?

  5. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per evitare che l’aliquota fiscale continui ad aumentare?

Stellungnahme des Bundesrates

  1. Per calcolare la quota fiscale, l'Amministrazione federale delle finanze (AFF) si basa sulle direttive dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE). Il perimetro del settore statale, e quindi anche quello delle imposte e dei contributi presi in considerazione nel calcolo della quota fiscale, è definito secondo standard statistici internazionali uniformi per ciascun Paese. I prelievi effettuati da istituzioni non statali non vengono considerati, nemmeno quando sono obbligatori. Di conseguenza, in Svizzera, i versamenti alle assicurazioni malattia e alle casse pensioni non sono presi in considerazione, poiché tali istituzioni non appartengono al settore statale. Per definizione, la quota fiscale non riflette l’intero onere effettivo dei contributi obbligatori in Svizzera, poiché per sua stessa costruzione non ha tale scopo. Questo vale anche per gli altri Paesi.

  1. L’AFF pubblica una cosiddetta quota fiscale "estesa", che include i contributi alla LPP e i premi dell’assicurazione malattia. Per l’anno 2022, la quota fiscale "estesa" della Svizzera ammonta al 37,1% del PIL, mentre la quota fiscale secondo la definizione dell’OCSE si attesta al 26,7% (vedi Tabella 1). La quota fiscale media dei Paesi OCSE nel 2022 è del 34%. Anche la quota fiscale "estesa" di altri Paesi potrebbe potenzialmente essere superiore alla quota calcolata secondo l’OCSE. Pertanto, un confronto basato sulla quota fiscale secondo l’OCSE è pertinente con Paesi sviluppati che presentano caratteristiche relativamente simili a quelle della Svizzera, in particolare per quanto riguarda il sistema sanitario e la previdenza professionale, come l’Australia (26,7%) o gli Stati Uniti (28,9%). Un confronto basato sulla quota fiscale "estesa" è invece particolarmente rilevante con Paesi in cui il sistema sanitario e il sistema di previdenza professionale rientrano (almeno in gran parte) nel settore statale, come la Danimarca (42,5%) o la Finlandia (43%). A causa delle differenze strutturali tra i Paesi, i confronti internazionali devono essere interpretati con cautela. Questo vale in modo particolare per la Svizzera, che presenta una struttura fortemente decentralizzata, per cui la quota fiscale varia in modo significativo all’interno del Paese (vedi oneri fiscali cantonali: https://www.efv.admin.ch/dam/efv/it/dokumente/finanzstatistik/sonderauswertungen/roh-steuerausschoepfung-25.pdf.download.pdf/Roh-Steuerausschoepfung-2025-i.pdf).

  1. La Tabella 1 mostra l’evoluzione della quota fiscale per la Svizzera, i Paesi della zona euro e quelli dell’OCSE dal 1990 (per la Svizzera, quota parte secondo OCSE e quota parte estesa).
    Dal 1990 al 2002, la quota fiscale della Svizzera è aumentata sensibilmente, passando dal 23,3% al 27% (quella estesa rispettivamente dal 30,6% al 35,5%), mentre la quota fiscale media dei 17 Paesi europei della zona euro è scesa dal 36,6% al 36,2%. Questo aumento è dovuto all’aumento delle entrate fiscali a livello federale e all’incremento dei contributi sociali. L’aliquota combinata per l’AVS, l’AI, l’IPG e l’assicurazione contro la disoccupazione è passata dal 10,5% al 13,1%, in particolare a causa dell’aumento del tasso di contribuzione all’assicurazione contro la disoccupazione dallo 0,4% al 3% e all’assicurazione invalidità dall’1,2% all’1,4% per far fronte all’aumento delle relative spese. Per quanto riguarda la quota fiscale estesa, l’importo dei premi dell’assicurazione malattia è raddoppiato nello stesso periodo.
    Tra il 2003 e il 2014, la quota fiscale in Svizzera è rimasta stabile intorno al 26%. La quota estesa è aumentata dal 35,5% al 36,3%, in particolare a causa di un forte aumento dei contributi alla LPP. Nello stesso periodo, la quota fiscale dei 17 Paesi della zona euro è aumentata dal 36,1% al 37,1%.
    Dal 2014 al 2019, la quota fiscale in Svizzera mostra una tendenza più marcata all’aumento, passando dal 26,2% al 27,7% (quella estesa dal 36,3% al 38,5%). Questa evoluzione è attribuibile a un aumento delle entrate fiscali, in particolare a livello federale. La quota fiscale estesa è aumentata anche a causa del forte incremento dei premi dell’assicurazione malattia. Nello stesso periodo, la quota fiscale dei 17 Paesi della zona euro è rimasta stabile passando dal 37.1% al 37.3%.

La stabilità dell’indicatore negli anni 2020 e 2021 nasconde un forte calo delle entrate fiscali e del PIL nominale. Analogamente, il calo dell’indicatore al 26,7% nel 2022 si spiega con una forte crescita del PIL dopo la fine della pandemia. La quota fiscale dei Paesi della zona euro ha mostrato un’evoluzione relativamente simile. In Svizzera, la quota fiscale estesa è aumentata più marcatamente nel 2020, dal 38,5% al 39,3%, poiché i contributi LPP e i premi dell’assicurazione malattia non hanno subito lo stesso calo delle entrate fiscali. La quota estesa ha mostrato un calo nel 2021 e nel 2022, attestandosi rispettivamente al 38,8% e al 37,1%, a causa dell’aumento del PIL.

  1. Una quota fiscale troppo elevata crea incentivi economici negativi, indebolisce la competitività e frena la crescita economica. Tuttavia, le entrate fiscali sono necessarie per fornire beni, servizi e infrastrutture pubbliche richiesti da imprese e famiglie in quantità e qualità sufficienti. Tali investimenti pubblici contribuiscono quindi a rafforzare, nel lungo periodo, l’attrattività e la performance economica della Svizzera. È pertanto opportuno mantenere una quota fiscale (estesa) moderata e sostenibile nel lungo periodo. Non è però possibile identificare un livello ottimale in senso assoluto, in quanto esso dipende da numerosi fattori economici, sociodemografici o anche geo-topografici, e deve basarsi su un consenso che tenga conto dei diversi interessi politici. Occorre inoltre sottolineare che la struttura fiscale – ossia la ripartizione tra i diversi tipi di imposte – è almeno altrettanto importante per l’attrattività economica quanto il livello complessivo della quota fiscale.

  1. Il Consiglio federale non stabilisce un valore obiettivo concreto da raggiungere per la quota fiscale (estesa). Tuttavia, diversi meccanismi istituzionali permettono di limitare efficacemente l’aumento di tale quota a livello federale. Ad esempio, l’ancoraggio nella Costituzione di aliquote fiscali massime rende più difficile un aumento delle imposte. Negli ultimi anni, un aumento dell’IVA è stato possibile solo per il finanziamento delle assicurazioni sociali. Il freno all’indebitamento prevede che le spese della Confederazione non superino le entrate nel medio termine. Per questa ragione, le misure di risanamento del bilancio si basano generalmente su riduzioni della spesa piuttosto che su aumenti delle imposte o dei contributi (p. es. il programma pacchetto di sgravio 27: https://www.efd.admin.ch/it/misure-sgravio-2027).
    Nonostante questi meccanismi istituzionali e le misure adottate, alcuni sviluppi recenti (imposta minima OCSE, finanziamenti supplementari per l’AVS, aumento della spesa sanitaria o l’obiettivo di portare la spesa militare all’1% del PIL) fanno prevedere un aumento della quota fiscale, in quanto comporteranno aumenti delle imposte oppure ridurranno i margini di manovra per eventuali riduzioni fiscali. Anche gli altri Paesi sviluppati si trovano confrontati a sfide simili.

Tabella 1 :