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25.3775 · Interpellanza · 2025-06-19

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Molte concessionarie in Svizzera sono preoccupate per lo scandalo degli airbag difettosi che coinvolge diverse marche automobilistiche. Dopo gli Stati Uniti e, nel 2024, la Francia, ora anche la Svizzera registra casi di veicoli usati con airbag esplosi proiettando frammenti di metallo nell’abitacolo e causando lesioni potenzialmente letali. Con il passare del tempo i rischi aumentano, mentre su territorio elvetico circolano ancora quasi 100 000 veicoli con dispositivi difettosi malgrado i richiami finora effettuati. Gli utenti ricevono pochissime informazioni sul rischio di incidenti gravi o addirittura mortali da case produttrici, importatori ufficiali in Svizzera, associazioni automobilistiche o altri soggetti interessati. Nella sua risposta alla domanda 25.7226, il Consiglio federale fa giustamente notare che i costruttori e gli importatori sono tenuti per legge ad attivarsi informando l’USTRA in quanto autorità di vigilanza. L’obbligo di segnalazione rappresenta un primo passo; il ritiro è tuttavia una misura oggi necessaria per evitare morti.

1. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che l’obbligo di segnalazione non è purtroppo sufficiente a garantire la sicurezza della popolazione in caso di mezzi che presentano problemi seri?

2. Il Collegio ritiene che l’USTRA debba andare oltre e, come avviene nel settore sanitario con il ritiro dei farmaci, istituire una procedura efficace per il richiamo dei veicoli pericolosi?

Stellungnahme des Bundesrates

Nell’attuale processo di richiamo, l’obbligo di segnalazione rappresenta il primo step dell’intero iter. Successivamente la casa automobilistica o l’importatore informano l’Ufficio federale delle strade (USTRA) dell’operazione avviata e delle misure di riparazione adottate. Queste ultime vengono esaminate: se insufficienti, l’USTRA, secondo la legge federale sulla sicurezza dei prodotti (LSPro; RS 930.11), può disporre ulteriori provvedimenti, come un divieto di vendita (art. 31a cpv. 1 lett. b dell’ordinanza concernente l’approvazione del tipo di veicoli stradali [OATV; RS 741.511]), un ordine di ritiro dalla circolazione dei veicoli (art. 31 cpv. 3bis OATV) oppure una revoca dell’omologazione (art. 31 cpv. 2 OATV). Prima di adottare eventuali provvedimenti ufficiali occorre sempre verificarne la proporzionalità. Dopo un incidente avvenuto nel nord della Francia a giugno 2025, la casa automobilistica ad esempio ha avviato di propria iniziativa e d’intesa con l’USTRA una campagna «stop-drive». I proprietari delle vetture sono stati invitati personalmente a far riparare immediatamente determinati veicoli e a non utilizzarli fino ad allora. Il Consiglio federale ritiene che l’attuale processo di richiamo sia efficace. Visto l’elevato numero di mezzi attualmente oggetto di tale iter per via di airbag difettosi, le capacità di consegna dei ricambi sono limitate in tutto il mondo. Finora la casa automobilistica ha dato priorità alla sostituzione degli airbag in base al rischio (ad es. regioni calde e umide, età dell’airbag). La Svizzera non è stata considerata finora un’area di rischio maggiore.