25.3805 · Mozione · 2025-06-20
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'articolo 43 dell'ordinanza sulle poste affinché i cittadini svizzeri residenti all'estero possano avere un conto bancario presso Postfinance a condizioni simili a quelle applicate ai residenti in Svizzera.
Begründung
In risposta alla mozione Berberat Didier 17.3626 del 3 luglio 2017, dall'obiettivo simile alla presente mozione, il Consiglio federale, facendo riferimento al postulato Graber Konrad 14.3752, ha indicato che i rischi legali e di reputazione nell'ambito delle attività finanziarie transfrontaliere sono aumentati, in particolare a causa di un'applicazione "più conseguente" delle disposizioni regolamentari. Il Consiglio federale ha ritenuto che "una regolamentazione che costringerebbe le banche a incorrere in rischi più elevati di quanto siano disposte ad assumersi rappresenterebbe una forte ingerenza nella loro libertà economica". In nome di tale libertà economica, la suddetta mozione è stata respinta dal Consiglio degli Stati il 13 giugno 2018, sebbene fosse stata precedentemente accettata dal Consiglio nazionale l'11 settembre 2017. In realtà, i rischi non sono aumentati ma è diminuita l'accettazione di questi ultimi da parte dei servizi di "compliance e conformità" degli istituti bancari attivi in Svizzera.
Da allora, la situazione è ulteriormente peggiorata per i cittadini svizzeri domiciliati all'estero, che si sono visti chiudere i loro conti bancari svizzeri - spesso aperti molto tempo prima di lasciare il nostro Paese - soltanto perché domiciliati all'estero. Questo vale in particolare per i pensionati che, a causa delle loro pensioni modeste, si trasferiscono in Paesi dove il costo della vita è più basso. Il loro legame con la Svizzera, tuttavia, è ancora forte e tornano regolarmente, anche solo per vedere famiglia e amici.
Il fatto di non più disporre di un conto bancario in Svizzera crea problemi a questi Svizzeri all'estero, sia per quanto riguarda il versamento della pensione nel loro Paese di residenza, sia per saldare le fatture inviate loro dai fornitori di servizi in Svizzera o le spese di soggiorno quando vengono in Svizzera.
L'obiettivo della presente mozione non è quello di obbligare le banche presso le quali i cittadini svizzeri trasferitisi all'estero avevano dei conti quando hanno lasciato la Svizzera a mantenerli attivi. La situazione di Postfinance, di cui è azionista la Posta, che è di proprietà della Confederazione, deve però essere diversa.
Il ruolo della Confederazione è di permettere agli Svizzeri all'estero di mantenere i legami con la loro patria, e nel XXI secolo questi legami implicano una base bancaria che permetta loro di ricevere i versamenti a loro destinati in Svizzera e di effettuare pagamenti dal loro conto svizzero.
Ciò sarà possibile in futuro solo se a Postfinance, di cui la Posta, di proprietà della Confederazione, è azionista, sarà attribuito un chiaro mandato in tal senso modificando l'ordinanza sulle poste, come richiesto al Consiglio federale dalla presente mozione.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
I servizi di pagamento del servizio universale – che comprendono anche l'apertura e la gestione di un conto per il traffico dei pagamenti – sono destinati a tutte le persone fisiche con domicilio in Svizzera e a tutte le persone giuridiche con sede o filiale in Svizzera. Lo scopo del servizio universale è di fornire alla popolazione e alle imprese in Svizzera servizi di base. Tale incarico è stato conferito a PostFinance. Le persone residenti all'estero non rientrano tra i destinatari del mandato di servizio universale. Il motivo principale della limitazione a servizi puramente nazionali è che, non avendo una filiale all'estero, PostFinance deve elaborare i pagamenti da e verso l'estero tramite banche corrispondenti. Senza la collaborazione con altre banche, i servizi del traffico dei pagamenti transfrontaliero non sarebbero possibili. PostFinance non potrebbe imporre la conclusione di contratti con banche corrispondenti. Di conseguenza, i servizi transfrontalieri non possono essere parte del mandato di servizio universale.Dopo la crisi finanziaria del 2008, molti Paesi hanno introdotto prescrizioni normative più severe. Le esigenze più elevate comportano per le banche maggiori oneri in termini di chiarimenti, il che si ripercuote in parte in commissioni più elevate per i clienti svizzeri all'estero. Nel caso di PostFinance in quanto fornitore del servizio universale, l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) esamina anche se PostFinance attua il mandato di servizio universale in modo prudente. Ciò implica numerosi obblighi in materia di diritto bancario. L'obbligo di offrire un conto a tutti i cittadini svizzeri residenti all'estero costringerebbe PostFinance a correre maggiori rischi giuridici e di reputazione. Oltre alle possibili conseguenze sul piano del diritto di vigilanza, un obbligo imposto esclusivamente a PostFinance le creerebbe svantaggi concorrenziali. Le relative perdite finanziarie possibili avrebbero a loro volta un impatto negativo sull'autofinanziamento del servizio universale da parte della Posta. Questi importanti interessi pubblici si oppongono sia all'estensione del servizio universale sia a qualsiasi altro obbligo per PostFinance di gestire conti di persone residenti all'estero. Il Consiglio federale comprende la preoccupazione di base della mozione, ragion per cui, tra i suoi obiettivi strategici per la Posta, ribadisce che agli svizzeri all'estero la Posta può offrire servizi del traffico dei pagamenti a condizione che possano essere proposti con un onere di lavoro ragionevole e non comportino alcun rischio né giuridico né legato alla reputazione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.