25.3818 · Interpellanza · 2025-06-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
1. Quale importanza dà il CF alla ricerca nel campo della fusione nucleare e come pensa di trasferire le nozioni sviluppate tramite i programmi Euratom alle industrie svizzere?
2. Come valuta l’efficacia complessiva, i costi sostenuti e i benefici ottenuti, dalla partecipazione della Svizzera ai programmi EURATOM?
3. In quale misura il CF intende includere, nell’ambito della politica di ricerca e industriale, il sostegno ad approcci alternativi al modello toroidale nella fusione nucleare?
4. Il CF intende incentivare, nell’ambito della politica energetica e tecnologica, progetti pilota nel territorio svizzero che valorizzino applicazioni intermedie della fusione mediante approcci alternativi?
5. Il CF considera la creazione di una piattaforma di coordinamento tra scuole universitarie, istituti di ricerca, imprese e start-up, al fine di rafforzare le competenze svizzere nella realizzazione di dimostratori, favorire il trasferimento tecnologico e posizionare la Svizzera nelle catene del valore emergenti legate alla fusione.
Begründung
L’energia da fusione è considerata a livello globale una tecnologia chiave per la decarbonizzazione nel lungo termine. In un contesto internazionale caratterizzato da crescenti esigenze di sicurezza energetica, neutralità climatica e competitività industriale, è importante che anche la Svizzera analizzi attentamente il proprio posizionamento strategico in questo ambito.
Attualmente, la Svizzera partecipa al programma ITER (puramente di ricerca), nel quadro degli accordi con EURATOM.
Da oltre 50 anni la ricerca si è concentrata quasi esclusivamente sul paradigma tecnologico dei modelli toroidali Tokamak e Stellarator che, nonostante gli importanti progressi scientifici, presenta sfide significative: complessità, costi elevatissimi, orizzonti temporali lontani da un’applicazione industriale concreta. Nel frattempo, in diversi paesi sono emerse iniziative private che puntano a sviluppare approcci alternativi, meno costosi e potenzialmente più rapidi per arrivare a una fusione realmente praticabile. La Svizzera, che non è vincolata dalle direttive di EURATOM, dispone di competenze accademiche d’eccellenza, capacità industriali avanzate.
È dunque opportuno esplorare l’opportunità di definire una strategia nazionale in materia di fusione che punti alla diversificazione tecnologica, coinvolgendo l’industria innovativa, start-up e istituti di ricerca.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale riconosce il potenziale generato a lungo termine dallo sviluppo della fusione nucleare per la produzione di energia pulita, sicura e decarbonizzata su scala industriale. Ravvisa inoltre l'importanza della filiera accademica d'eccellenza di cui dispone la Svizzera nel settore della fusione nucleare, che riveste oggi un ruolo di primo piano a livello europeo e mondiale. Lo Swiss Plasma Center del Politecnico di Losanna (EPFL) si serve di infrastrutture indispensabili all'attuazione della tabella di marcia europea per la fusione, fornisce un notevole contributo scientifico alla realizzazione del reattore termonucleare sperimentale internazionale (ITER), si impegna per lo sviluppo di applicazioni derivanti da ricerche nel settore della fisica dei plasmi ed è a favore del coinvolgimento dell'industria svizzera nell'ambito della fusione. Per quanto riguarda i costi e la complessità delle ricerche, è indispensabile iscriverli nel quadro di iniziative internazionali multilaterali, quali il programma di ricerca e di formazione di Euratom (programma Euratom), il progetto ITER o i programmi di ricerca dell'Agenzia internazionale dell'energia. L'industria svizzera beneficia direttamente di questo approccio, in quanto sfrutta la fornitura di componenti per l'alta tecnologia (in particolare per i settori dei superconduttori, della diagnostica, della criogenia e della tecnologia del vuoto) necessari per la realizzazione delle rispettive infrastrutture di ricerca. Si prevede che questi utilizzi si intensificheranno negli anni a venire.In un'ottica più generale, la partecipazione della Svizzera alle ricerche europee nel settore nucleare garantisce l'eccellenza e il posizionamento delle istituzioni svizzere all'interno della rete di ricerca internazionale. Contribuisce inoltre a mantenere sul suolo nazionale competenze essenziali nel settore nucleare, estremamente importanti nel contesto della transizione energetica. Per queste ragioni, il Consiglio federale ritiene che la partecipazione al programma Euratom e a ITER, che rientra all'interno dell'accordo sulla partecipazione ai programmi dell'UE (EUPA), parafato ad aprile 2025, sia essenziale.Nel rispetto della tabella di marcia europea per la fusione, promossa in particolare dal consorzio EUROfusion, le istituzioni accademiche attive nel settore ritengono che le tecnologie toroidali, Tokamak e Stellarator siano le più promettenti e le più avanzate in termini di sfruttamento su grande scala della fusione nucleare per la produzione di energia. Queste filiere richiedono un sostegno importante e a lungo termine da parte del settore pubblico, anche se i partenariati pubblico-privati saranno cruciali per fare della fusione nucleare una realtà. Il Consiglio federale contribuisce allo sviluppo di queste tecnologie tramite un contributo finanziario a favore del settore dei politecnici federali, la partecipazione al programma Euratom e la costruzione di ITER. Il Consiglio federale segue inoltre con attenzione lo sviluppo di approcci alternativi nel settore della fusione nucleare e informerà il Parlamento del loro potenziale scientifico e della loro fattibilità nel quadro degli sviluppi della tecnologia prevista dalla legge federale sull'energia nucleare (art. 74a LENu; RS 732.1)A questo proposito, sarebbe opportuno, nei limiti delle competenze e dei mezzi della Confederazione, analizzare ogni possibilità di installazione, in Svizzera, di un dimostratore tecnologico nel settore della fusione. Ad oggi, questa situazione non si è ancora verificata.In vista di un'applicazione industriale della fusione promossa dal settore privato, istituzioni e iniziative internazionali sostengono questa dinamica di trasferimento tecnologico. In particolare, sarà lanciato un importante partenariato pubblico-privato nel quadro del programma Euratom 2026-2027. A livello svizzero, oltre allo Swiss Plasma Center, anche lo Swiss Industrial Liaison Office contribuisce a favorire la partecipazione di attori svizzeri ai bandi pubblici internazionali che riguardano le infrastrutture di ricerca come ITER.