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25.3864 · Interpellanza · 2025-06-20

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

  1. Negli ultimi dieci anni, quante donne che nella loro domanda hanno addotto violenze di genere hanno ottenuto l’asilo (permesso B con statuto di rifugiato) o un’ammissione provvisoria (permesso umanitario F)?

  2. Negli ultimi dieci anni, che percentuale di donne richiedenti l’asilo ha fatto valere violenze di genere?

  3. Negli ultimi dieci anni, che percentuale di donne ha ottenuto l’asilo o l’ammissione provvisoria adducendo violenze di genere?

  4. Che cosa fa la Svizzera per accordare lo statuto di rifugiato alle vittime di violenza domestica in caso di fondati timori di persecuzioni secondo la Convenzione di Istanbul?

Begründung

La violenza domestica è una piaga che colpisce soprattutto le donne. Anche i bambini ne subiscono le conseguenze. Questa violenza non risparmia nessun ambiente sociale. Nel 2025, in Svizzera 15 donne hanno trovato la morte a causa di violenze domestiche. L’asilo è raramente ottenuto sulla base di violenza domestica, escissione o matrimonio forzato. Le vittime preferiscono piuttosto chiedere un permesso di dimora. Lo statuto di rifugiato include tuttavia le persone che nel Paese d’origine o di ultima residenza sono esposte a seri pregiudizi (esposizione a pericolo della vita e/o dell’integrità fisica) a causa della loro appartenenza a un determinato gruppo sociale (art. 3 LAsi). Le vittime di persecuzioni di genere rientrano in un «determinato gruppo sociale», nel quale la SEM distingue tra vittime di violenza domestica, mutilazioni genitali femminili, matrimoni forzati o delitti d’onore, persone perseguitate a causa del loro orientamento sessuale, vittime di legislazioni sessiste, della politica del figlio unico, dell’aborto forzato o della sterilizzazione forzata. La Svizzera ha aderito alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul). Questa Convenzione prevede in particolare l’applicazione di un’interpretazione sensibile al genere per le domande d’asilo basate sulla violenza domestica affinché alle vittime sia concesso lo statuto di rifugiato nei casi in cui sia stabilito che il timore di persecuzione è fondato (art. 60).

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo la prassi d’asilo della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), le violenze di genere rientrano nella categoria dei motivi d’asilo relativi all’appartenenza a un determinato gruppo sociale, come stabilito nell’articolo 3 capoverso 1 della legge sull’asilo (LAsi; RS 142.31). La raccolta di dati personali nel settore dell’asilo è retta dall’ordinanza concernente il sistema d’informazione centrale sulla migrazione (Ordinanza SIMIC; RS 142.513), che non prevede il rilevamento di dati a seconda del motivo d’asilo. Non è dunque possibile suddividere ulteriormente i motivi di persecuzione di genere all’interno del gruppo sociale determinato (vittime di matrimoni forzati, violenza domestica, legislazioni discriminatorie, mutilazioni genitali femminili, delitti d’onore, aborti/sterilizzazioni forzati, a causa dell’orientamento sessuale, dell’identità/espressione di genere o delle caratteristiche sessuali). Tuttavia, secondo le stime della SEM, il numero di domande che hanno portato al riconoscimento della qualità di rifugiato o all’ammissione provvisoria per donne che hanno fatto valere motivi di persecuzione di genere è aumentato come segue negli ultimi dieci anni (v. tabella qui sotto). Occorre menzionare che i dati non sono rilevati automaticamente ma manualmente, il che può spiegare le variazioni nel confronto annuale. 20142015201620172018201920202021202220232024Qualità di rifugiato371358202236349171211127127355*2199*Ammissione provvisoria433338260309499399463278163120202Totale8046964625458485706744052904752401* Secondo le statistiche ufficiali concernenti l’Afghanistan, 166 donne nel 2023 e 2151 nel 2024 disponevano già di uno statuto di soggiorno al momento del riconoscimento della qualità di rifugiato (modifica della prassi della SEM del 17 luglio 2023). Nel 2023, 237 donne hanno ottenuto la qualità di rifugiato dopo aver fatto valere motivi di persecuzione di genere, mentre nel 2024 sono state 2048. Le seguenti percentuali di donne hanno presentato una domanda d’asilo facendo valere una persecuzione di genere: %20142015201620172018201920202021202220232024Donne 9,8 8,7 9,8 12,6 16,7 12 10 7,9 5,7 8 13,9 Le seguenti percentuali di donne hanno ottenuto la qualità di rifugiato o l’ammissione provvisoria dopo aver fatto valere una persecuzione di genere: %20142015201620172018201920202021202220232024Qualità di rifugiato14,413,68,58,811,631,531,425,228,337,661,4Ammissione provvisoria1312,110,811,415,718,123,625,131,214,724 Il trattamento delle domande d’asilo presentate da donne che fanno valere violenze domestiche s’iscrive nel quadro della prassi sviluppata da anni dalla SEM, che tiene conto delle persecuzioni specifiche nei confronti delle donne (art. 3 cpv. 1 e 2 LAsi). Questa prassi è integrata dalla pertinente giurisprudenza costante dell’autorità di ricorso in materia d’asilo (Tribunale amministrativo federale). È fatto tutto il possibile per garantire che i motivi d’asilo specifici alle donne possano portare al riconoscimento della qualità di rifugiato quando tutte le condizioni previste in materia d’asilo sono adempiute. La Svizzera rispetta gli obblighi previsti dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul). Nell’ambito del meccanismo di monitoraggio, il rapporto di valutazione del Gruppo d’esperti sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (GREVIO) del 15 novembre 2022 ha inoltre evidenziato che la Svizzera riconosce la pertinenza del genere come motivo di persecuzione che può portare al riconoscimento della qualità di rifugiato. Ha indicato pure che la SEM riconosce che l'appartenenza a gruppi sociali legati al genere può comportare un rischio specifico di persecuzione rilevante per il riconoscimento della qualità di rifugiato e la concessione dell’asilo.