La sicurezza dell'approvvigionamento di materie prime e semilavorati strategici deve far parte degli accordi di libero scambio
25.3947 · Mozione · 2025-06-30
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Trasmesso al Consiglio federale
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di includere sistematicamente, all’atto di negoziare e modernizzare accordi di libero scambio (ALS), il tema della sicurezza dell’approvvigionamento di materie prime e prodotti semilavorati strategicamente importanti, integrando relative disposizioni negli accordi.
L'obiettivo è garantire, attraverso l’adozione di strumenti di politica commerciale lungimiranti, la resilienza economica a lungo termine e la competitività dell’industria svizzera.
Begründung
I rivolgimenti geopolitici e le difficoltà di approvvigionamento registrate a livello mondiale negli ultimi anni hanno messo in evidenza la vulnerabilità delle economie aperte. Il problema riguarda in particolare l'approvvigionamento di materie prime strategicamente importanti come le terre rare, il litio, la grafite, il gallio e il germanio, nonché di prodotti semilavorati in cui tali materie vengono utilizzate: è il caso, fra l’altro, dei chip per computer, delle celle per batterie e dei magneti ad alte prestazioni. L’approvvigionamento di queste materie prime e di questi semilavorati è di fondamentale importanza per settori chiave come le industrie farmaceutica, meccanica, elettronica e le tecnologie pulite (cleantech).
La Svizzera è pressoché priva di materie prime e dipende quindi interamente dal buon funzionamento delle catene di approvvigionamento internazionali. Nell'ambito degli ALS, la Svizzera può fare in modo che le condizioni di accesso alle risorse e ai semilavorati strategicamente rilevanti siano eque, affidabili e trasparenti: ciò può avvenire, per esempio, attraverso l’adozione di garanzie all’esportazione, la protezione degli investimenti o la negoziazione di meccanismi di cooperazione per il coordinamento delle crisi.
Vi sono Stati, fra cui l'UE, il Giappone e la Corea del Sud, che hanno iniziato a integrare in modo sistematico nei loro accordi commerciali capitoli dedicati alle materie prime. Se vuole rimanere competitiva e resiliente nel lungo periodo, la Svizzera deve adeguarsi al più presto a questa evoluzione.
La sicurezza dell'approvvigionamento non è soltanto una questione di accesso al mercato, ma anche e sempre più una questione di sovranità economica e politica. È perciò necessario che il Consiglio federale integri attivamente questa dimensione strategica nella sua politica economica estera.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il rapporto del Consiglio federale del 13 dicembre 2024 in adempimento del postulato 20.3950 Schneider-Schneiter constata, sulla base delle consultazioni condotte con le associazioni industriali svizzere, che (1) il fabbisogno dell’industria svizzera e il volume delle materie prime minerali importate in forma grezza sono relativamente modesti, (2) che l’industria svizzera è orientata principalmente alla trasformazione di prodotti semilavorati e componenti importati che contengono materie prime minerali e (3) che gran parte delle materie prime minerali necessarie non proviene direttamente dai Paesi produttori, ma viene importata attraverso l’UE. Nel rapporto citato il Consiglio federale ha inoltre formulato una serie di raccomandazioni in materia di riciclaggio e di economia circolare per contribuire a ridurre a lungo termine i rischi legati alle importazioni. Il rapporto indica inoltre che le misure di politica economica esterna della Svizzera, in particolare la stabilizzazione e lo sviluppo delle relazioni con l’UE, contribuiscono anch’esse ad aumentare la sicurezza dell’ approvvigionamento, e questo anche nel settore delle materie prime minerali. La Svizzera partecipa già a diverse iniziative internazionali volte a garantire la sicurezza delle catene di approvvigionamento e delle catene globali del valore. Ha in particolare sostenuto la dichiarazione congiunta Joint Statement on Cooperation on Global Supply Chains, che mira ad aumentare la resilienza di queste catene. La sicurezza di approvvigionamento di beni vitali riveste un ruolo centrale in questo contesto. La Svizzera sostiene inoltre il programma Extractives Global Programmatic Support (EGPS) della Banca mondiale, l’Iniziativa per la trasparenza nel settore delle industrie estrattive (EITI) e contribuisce attivamente a portare avanti i lavori dell’OCSE in questo campo. Il Consiglio federale sta inoltre valutando la possibilità di partecipare alla piattaforma dell’UE sulle materie prime critiche. Anche gli accordi di libero scambio (ALS) sono uno strumento importante in tal senso: contengono disposizioni su misure di difesa commerciale che garantiscono alla Svizzera una maggiore certezza del diritto e un migliore accesso alle autorità competenti in caso di restrizioni commerciali da parte dei Paesi partner. Come ha dimostrato il superamento delle difficoltà durante la pandemia di COVID-19, in Svizzera la sicurezza dell’approvvigionamento di materie prime e merci critiche aumenta quando queste sono oggetto di restrizioni. Il nostro Paese si adopera inoltre per inserire nei nuovi ALS disposizioni supplementari volte a rafforzare la sicurezza di approvvigionamento, come ad esempio norme più particolareggiate sulle restrizioni all’esportazione e sulle licenze d’esportazione. Il Consiglio federale si adopera già oggi per far confluire disposizioni rilevanti per la sicurezza di approvvigionamento di materie prime e semilavorati nei nuovi negoziati di libero scambio o nella revisione degli ALS esistenti. Oltre a queste misure, l’Esecutivo intende esaminare accordi o intese di cooperazione specifici nel settore delle materie prime e dei semilavorati con alcuni Stati. Sarà riservata una particolare attenzione alla cooperazione in materia di resilienza delle catene di approvvigionamento con una serie di Paesi di piccole e medie dimensioni che condividono gli stessi valori e si impegnano chiaramente a favore di un sistema commerciale libero e regolamentato. A complemento degli accordi commerciali, anche altri accordi contribuiscono a rafforzare le catene di approvvigionamento esistenti, come ad esempio gli accordi di protezione degli investimenti (API) o gli accordi di reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità (mutual recognition agreements; MRA). Convinto che gli ALS non siano l’unico strumento disponibile per rispondere alle richieste presentate nella mozione, il Consiglio federale intende mantenere la necessaria flessibilità nella scelta degli strumenti idonei per affrontare queste tematiche con i Paesi interessati. Ribadisce, infine, che la negoziazione di tali strumenti deve essere considerata caso per caso perché le materie prime e i semilavorati non sono un tema di rilievo per tutti i Paesi partner della Svizzera.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.