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25.4025 · Interpellanza · 2025-09-17

Dipartimento degli affari esteri

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

1. Per questioni analoghe, il Consiglio federale ha affermato che la Svizzera desidera «regole ampiamente sostenute a livello internazionale». Come valuta l’Esecutivo l’importanza e lo stato attuale dell’accordo dell’ONU sull’introduzione di pari diritti e condizioni per le imprese transnazionali?

2. Il Consiglio federale ritiene che la Svizzera debba partecipare ai negoziati, ora o al più tardi nel 2026, a prescindere dalle decisioni dell’UE o di altri Stati al riguardo?

Begründung

Dal 2014 un gruppo di lavoro interstatale dell’ONU sta lavorando a un accordo vincolante per impedire che le imprese transnazionali commettano violazioni dei diritti umani e per garantire alle vittime un migliore accesso alla giustizia grazie a un coordinamento internazionale. L’accordo è già stato oggetto di varie interpellanze (21.3259, 21.3859, 21.3934) e interrogazioni (23.7520, 23.7525). Nel 2021 il Consiglio federale riteneva che vi fossero scarse possibilità che venisse concretizzato, ma si riservava di decidere a tempo debito se attribuire un mandato negoziale. Nel frattempo, a luglio del 2024 il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione 56/116, che consente l’istituzione di un gruppo di esperti per un periodo di tre anni (2025–2027) e l’intensificazione di consultazioni tematiche tra i negoziati annuali. La Svizzera ha sostenuto questa risoluzione.Al momento non vi è più alcuna opposizione di fondo da parte degli Stati a un accordo sulle imprese transnazionali e i diritti umani. Le esperte e gli esperti di diritti umani coinvolti sono ampiamente concordi sulle sue questioni chiave. Durante gli ultimi incontri, sulla base della loro legislazione attuale, l’UE, la Francia e la Germania hanno mostrato un notevole sostegno all’accordo, anche in assenza di un mandato negoziale formale. Sebbene la direttiva europea sulla catena di approvvigionamento possa subire modifiche, c’è da attendersi che l’UE continuerà a dare il proprio appoggio all’accordo ONU. Gli Stati Uniti partecipano attivamente ai negoziati dal 2021. Nel Sud del mondo, molte grandi economie dell’America latina (Argentina, Brasile, Colombia ecc.), dell’Asia (India, Indonesia ecc.) e dell’Africa (Kenia, Sudafrica ecc.) sono favorevoli a questo documento. Il presidente del gruppo di lavoro intende portare a termine le trattative entro la fine del 2026 e sottoporre il testo al voto entro la fine del 2027.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Gli uffici competenti del DFAE e del DEFR seguono da vicino le discussioni in corso sullo sviluppo di uno strumento giuridicamente vincolante nel settore delle imprese transnazionali e dei diritti umani. La risoluzione 56/116 adottata dal Consiglio dei diritti umani nel 2024 ha rafforzato il sostegno al gruppo di lavoro interstatale aperto su imprese e diritti umani. Tuttavia, le dinamiche rimangono incerte: mentre alcuni Paesi – incluse diverse grandi economie del Sud del mondo – sostengono il progetto, altri attori chiave, tra cui l’Unione europea, non hanno ancora un chiaro mandato negoziale. L’eventuale adeguamento della legislazione dell’UE, in particolare nell’ambito dell’obbligo di diligenza, potrebbe influenzare la posizione dell’Unione in questo processo. 2. In questo contesto la posizione della Svizzera rimane invariata: continua a sostenere l’obiettivo di rafforzare la tutela dei diritti umani nel contesto delle attività delle imprese, per cui le norme adottate devono essere ampiamente sostenute dalla comunità internazionale e garantire condizioni di parità. Il Consiglio federale ricorda inoltre che la Svizzera sta già attuando misure a livello nazionale, in particolare attraverso il piano d’azione nazionale su imprese e diritti umani (2024–2027), lo strumento chiave per incoraggiare le imprese a rispettare i diritti umani. Il Consiglio federale ritiene quindi prematuro attribuire un mandato negoziale in questa fase.