25.4069 · Interpellanza · 2025-09-22
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Nel novembre 2025 si terrà a Belém la 30a Conferenza delle Nazioni Unite sul clima (COP30). Il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) sottolinea che le decisioni prese in questo decennio avranno ripercussioni sul clima globale per millenni. A luglio la Corte internazionale di giustizia ha chiarito mediante un parere legale che gli Stati membri devono impedire e riparare i danni climatici, e che l’inadempimento di tale obbligo costituisce una violazione del diritto internazionale. I difensori dell’ambiente e dei diritti umani hanno un ruolo chiave in questo contesto: proteggono gli ecosistemi e creano alternative sostenibili. Queste figure non sono però ancora state riconosciute nei testi finali della COP. Nel 2019 il Consiglio dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite ha sottolineato che i difensori sono particolarmente minacciati, chiedendone la protezione da violenza, criminalizzazione e intimidazioni. Eppure, tra il 2012 e il 2023 ne sono stati uccisi più di 2100. La COP30 costituisce un’opportunità per inserire la protezione di questi attori nell’agenda.
Alla luce di tali considerazioni, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
Il Consiglio federale come valuta la situazione globale dei difensori dell’ambiente e dei diritti umani considerate le repressioni sempre più frequenti?
Secondo il Consiglio federale, quali responsabilità dovrebbero avere gli Stati del Nord globale, in particolare la Svizzera, nell’ambito della protezione di queste persone?
In che modo il Consiglio federale intende rafforzare il legame tra diritti dell’uomo e protezione del clima negli organismi multilaterali?
Il Consiglio federale pianifica di integrare maggiormente la protezione dei difensori dell’ambiente anche nella politica estera e nella cooperazione allo sviluppo?
In che modo si garantisce che la politica climatica della Svizzera sia conforme agli obblighi internazionali in materia di diritti dell’uomo?
Durante la COP30, il Consiglio federale si impegnerà affinché il lavoro di individui e comunità a tutela dell’ambiente e degli habitat venga riconosciuto?
Quali passi sta facendo la Svizzera per fare in modo che i difensori dell’ambiente siano menzionati nelle dichiarazioni finali della COP30 e ricevano la dovuta protezione?
Quali sono le misure che il Consiglio federale intende annunciare alla COP30 per aderire a un’alleanza internazionale volta a proteggere questi attori o per sostenere un’alleanza di questo tipo?
Stellungnahme des Bundesrates
Domanda 1: Secondo il rapporto Global Analysis 2024/25 dell’organizzazione Front Line Defenders (www.frontlinedefenders.org > Pagina iniziale > Global Analysis 2024/2025 > Find out more > Read the full report here), i cosiddetti difensori dei diritti umani operano in un ambiente difficile, caratterizzato da crescenti repressioni e da una limitazione dello spazio della società civile. Secondo questo rapporto, anche gli attivisti ambientali fanno parte di uno dei gruppi particolarmente colpiti. Domande 2 e 4: La Svizzera è stata uno dei primi Paesi a pubblicare delle linee guida sui difensori dei diritti umani, in cui viene descritto dettagliatamente in che modo è possibile sostenerli. Inoltre, il nostro Paese sostiene diverse organizzazioni specializzate nella protezione dei difensori dei diritti umani, tra i quali rientrano anche i difensori dell’ambiente. Domande 3, 6, 7 e 8: In occasione delle Conferenze delle Nazioni Unite sul clima, la Svizzera si impegna per far sì che, in particolare nel contesto delle discussioni su una giusta transizione, i diritti umani siano tenuti in considerazione. La menzione specifica dei difensori dell’ambiente nella dichiarazione finale non è tuttavia una priorità per il nostro Paese. Nel suo nuovo obiettivo climatico nazionale («Nationally Determined Contribution», NDC) per il periodo 2031–2035, la Svizzera sottolinea che le Parti dovrebbero rispettare, promuovere e tenere conto dei rispettivi obblighi in materia di diritti umani nell’attuazione delle misure di lotta contro i cambiamenti climatici. Il rispetto dei diritti umani è esplicitamente contemplato anche negli accordi bilaterali che la Svizzera conclude con gli Stati partner secondo l’articolo 6 dell’Accordo di Parigi (RS 0.814.012). Domanda 5: La politica climatica svizzera si basa sull’Accordo di Parigi e sulle raccomandazioni del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC). Il nostro Paese dispone di un’ampia gamma di misure volte a ridurre le emissioni in vari settori. In questo contesto, il Consiglio federale rimanda anche ai diritti di libertà delle persone che vivono sul territorio nazionale, che non dovranno essere eccessivamente limitati dalla politica climatica. Inoltre, vengono rafforzati gli sforzi per l’adattamento ai cambiamenti climatici, e gli obiettivi e gli strumenti della politica climatica sono sottoposti a valutazioni e aggiornamenti regolari.