25.4087 · Interpellanza · 2025-09-24
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Da anni la Posta Svizzera amplia le sue attività internazionali. Stando al rapporto di gestione del 2024, detiene oltre 41 partecipazioni di maggioranza all’estero, con un giro di affari di quasi un miliardo di franchi. Attualmente è prevista, entro il 2030, la delocalizzazione a Lisbona di ulteriori 200 posti di lavoro del settore informatico.
Contemporaneamente, nel quadro del programma «FutureWorks», da qui al 2030 verranno tagliati in Svizzera circa 50 posti di lavoro a tempo pieno nel settore informatico. Dall’inizio del 2024 anche in altri ambiti quali finanze, comunicazione e PostFinance sono state soppresse svariate centinaia di posti di lavoro. Inoltre, almeno fino al 2026, è previsto un blocco delle assunzioni nel settore dell’amministrazione.
La Posta motiva la delocalizzazione dei posti di lavoro del settore informatico con la carenza di personale specializzato in Svizzera. Tuttavia, è sempre più evidente che le considerazioni di carattere economico, in particolare i salari più bassi all’estero, sono in primo piano. Questa evoluzione solleva questioni di fondo sull’orientamento strategico di un’impresa di proprietà della Confederazione.
Il Consiglio federale come giudica il fatto che la Posta riduce posti di lavoro in Svizzera e contemporaneamente ne crea di nuovi all’estero?
Come valuta la crescente importanza delle considerazioni economiche nella scelta delle sedi della Posta?
Quali ripercussioni di politica del mercato del lavoro si attende il Consiglio federale dalla crescente delocalizzazione all’estero dei posti di lavoro della Posta?
In che modo il Consiglio federale garantisce che i dati personali e quelli rilevanti per la sicurezza della Posta non vengano trattati all’estero, in particolare con riferimento a futuri servizi digitali come la lettera elettronica?
È disposto a riesaminare gli obiettivi strategici della Posta per contrastare la tendenza all’esternalizzazione e rafforzare il mantenimento dei posti di lavoro in Svizzera?
Begründung
La Posta è un’impresa di proprietà della Confederazione e pertanto ha una responsabilità particolare nei confronti del mercato del lavoro svizzero, della società e della protezione dei dati. L’attuale tendenza verso un’esternalizzazione sistematica di settori chiave all’estero mette in dubbio tale responsabilità. È necessario un dibattito politico sul ruolo che la Posta dovrà ricoprire in futuro: quello di impresa attiva a livello globale o quello di datore di lavoro affidabile e fortemente radicato in Svizzera?
Stellungnahme des Bundesrates
Domande 1 e 2: dal 2022 la Posta ha un centro IT a Lisbona. Vista l’esperienza positiva maturata finora, l’azienda prevede di ampliare gradualmente questa sede estera entro la fine del 2030, al fine di garantire la propria competitività e offrire servizi al passo con i tempi. La Posta assicura che ciò non comporterà né licenziamenti in Svizzera né la delocalizzazione di posti di lavoro. L’azienda prevede che, a causa di fluttuazioni naturali, nei prossimi cinque anni si verranno a creare in Svizzera circa 500 posti vacanti. Di questi, circa 130 saranno occupati all’estero, il che significa che in futuro circa il 20 per cento delle posizioni nel settore IT si troveranno fuori dalla Svizzera. Domanda 3: stando alle informazioni della Posta, la Svizzera rimarrà la sede principale per i servizi IT e i futuri posti vacanti continueranno in buona parte a essere occupati nel nostro Paese. Negli ultimi anni l’azienda ha infatti creato nuovi posti di lavoro nel settore informatico in Svizzera. Inoltre nel 2024 è stata aperta una nuova sede a Losanna per reclutare personale specializzato soprattutto dalla Svizzera francese. Del resto circa l’80 per cento degli apprendisti nel settore IT continua a essere impiegato dalla Posta dopo aver completato con successo il proprio apprendistato. Domanda 4: la Posta ha informato il DATEC di trattare i dati personali e quelli rilevanti per la sicurezza nell’ambito dei servizi digitali, come la lettera elettronica, conformemente alla legge federale sulla protezione dei dati (LPD). Del resto per l’azienda è molto importante assicurare che i dati vengano trasmessi solo in Paesi che offrono un livello di protezione dei dati adeguato e riconosciuto dal Consiglio federale e che vi siano garanzie contrattuali che soddisfino i requisiti dell’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT).Per quanto riguarda il sistema di recapito ibrido (lettera elettronica), il progetto di revisione parziale dell’ordinanza sulle poste (OPO) posto in consultazione il 16 aprile 2025 prevede che i relativi dati debbano essere conservati e trattati in Svizzera in conformità con il diritto svizzero. L’infrastruttura tecnica (ad es. server, centri dati) deve essere fisicamente ubicata in Svizzera. Domanda 5: il Consiglio federale guida la Posta Svizzera mediante obiettivi strategici e attende dall’azienda una politica del personale avanzata e socialmente responsabile. In linea di principio non interferisce nelle sue attività operative.Fatte queste premesse non ritiene necessario un adeguamento degli obiettivi strategici.