25.4133 · Interpellanza · 2025-09-24
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
La diffusione di informazioni false e la manipolazione di dibatti pubblici tramite bot e campagne di disinformazione coordinate mettono sempre più un pericolo la formazione democratica delle opinioni, la sicurezza pubblica e la fiducia nelle istituzioni. Altri Stati europei puntano già su misure statali più forti per contrastare tali offensive informative: la Polonia ha aumentato significativamente le proprie capacità di difesa informatica e dell’informazione a seguito di numerosi gravi incidenti e intensificato le iniziative del Governo e della società civile volte a riconoscere e smascherare le fake news; enti statali e agenzie di stampa lavorano a programmi tesi a identificare e contrastare la disinformazione. L’Estonia e altri Stati stanno perseguendo modelli complementari che combinano capacità statali, unità volontarie di difesa informatica e la collaborazione con gli addetti alla verifica dei fatti (fact-checker) provenienti dalla società civile. Tali modelli combinano il rilevamento tecnico (analisi dei bot, metriche di rete) con dei contro-messaggi rapidi e oggettivi e misure di trasparenza.
In questo contesto chiedo al Consiglio federale informazioni in merito alle possibilità per istituire in Svizzera una «Cyber-Legione» coordinata e giuridicamente vincolata – intesa come unità sostenuta dallo Stato, diretta in modo trasparente e volta a riconoscere e correggere oggettivamente le narrazioni false e frutto di bot sui media sociali.
Su quale base giuridica potrebbe essere gestita una simile unità? Quali barriere (Costituzione, protezione dei dati) dovrebbero essere rispettate?
Come potrebbe il Consiglio federale definirne finalità, compiti e limiti? Quali misure sarebbero ammesse e quali escluse?
Come strutturare la collaborazione con fact-checker, media, istituti di ricerca e piattaforme, affinché la controinformazione da parte dello Stato non appaia come censura?
Quali meccanismi potrebbero garantire trasparenza, rendiconti e controllo (ad es. registri, rapporti, comitato consultivo)?
Quali mezzi tecnici potrebbero essere applicati (riconoscimento dei bot, NLP, ecc.) e come minimizzare gli errori e le ingerenze nelle comunicazioni legittime?
La Confederazione potrebbe stipulare accordi con le piattaforme o limitarsi a raccomandazioni e linee guida?
Potrebbero essere necessarie modifiche legislative per sanzionare in maniera efficace le botnet?
Stellungnahme des Bundesrates
Domande 1-5La Confederazione non ha una propria unità preposta all’identificazione e alla correzione oggettiva delle narrative false e opera di bot sui social media. Tuttavia, vari Uffici si occupano della disinformazione diffusa nel ciberspazio quando tale attività, riconducibile a Stati, ha rilevanza per la politica di sicurezza. Nel rapporto «Activités d'influence et désinformation» (disponibile in francese e tedesco) in adempimento del Postulato 22.3006 della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale CPS-N» (sepos.admin.ch > Politica di sicurezza > Attività di influenza e disinformazione), il Consiglio federale ha deciso di rafforzarne il coordinamento. La Segreteria di Stato della politica di sicurezza (SEPOS) organizza pertanto scambi regolari fra gli Uffici più colpiti dalle minacce rappresentate dalle attività di influenza, comprese le campagne di disinformazione. Questi scambi servono a promuovere una comprensione comune per tali minacce alla politica di sicurezza, conoscerne gli sviluppi rilevanti, la situazione e le attività pertinenti presso la Confederazione, così da definire e coordinare le misure necessarie. In futuro occorrerà anche coinvolgere più esperti di settori quali media, scienza o provenienti da altri Stati. A sostegno di questi lavori interdipartimentali, la SEPOS elabora un quadro della situazione delle attività di influenza contro la Svizzera. In tale quadro confluiscono fra l'altro contributi del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) e del Comando Ciber dell'Esercito. Il SIC segue e valuta la situazione di minaccia e le eventuali conseguenze per la Svizzera. Il Comando Ciber persegue e analizza i casi di disinformazione online ad opera di attori esteri. Domande 6 e 7:La fruizione di piattaforme di comunicazione di dimensioni molto grandi e di motori di ricerca di dimensioni molto grandi può avere effetti notevoli sulla formazione dell'opinione pubblica e sul dibattito pubblico. Il 29 ottobre 2025 il Consiglio federale ha avviato la consultazione concernente la legge federale sulle piattaforme di comunicazione e i motori di ricerca (LPCom). La tematica degli accordi con piattaforme e reti di bot non è parte integrante del progetto di consultazione. Nel quadro della consultazione è possibile presentare ulteriori richieste.