25.4170 · Interpellanza · 2025-09-25
Dipartimento di giustizia e polizia
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Contestualmente alla guerra che infuria in Medio Oriente, numerosi esponenti politici e commentatori sottolineano l’ “importanza simbolica” delle dichiarazioni del Consiglio federale, malgrado queste non abbiano alcuna conseguenza pratica sulla situazione nel territorio martoriato dal conflitto.
Intanto si moltiplicano in Svizzera le manifestazioni non autorizzate e non pacifiche da parte di gruppi pro-Palestina (pro-Pal), che degenerano in vandalismi, molestie, limitazioni della libertà di movimento e di espressione altrui, aggressioni verbali e fisiche, e altro.
A queste manifestazioni prendono spesso parte, magari aizzandole, esponenti politici locali in spasmodica ricerca di visibilità, i quali “naturalmente” si ritirano quando la situazione degenera, per non assumersene la responsabilità.
Tali manifestazioni non autorizzate e non pacifiche rendono inoltre necessario l’impiego di dispositivi di sicurezza importanti, i cui elevati costi ricadono sul contribuente.
Se ne è avuta dimostrazione lo scorso venerdì 19 settembre a Bellinzona, in occasione della presenza del CF Ignazio Cassis ad un dibattito sugli accordi con l’UE organizzato dalla Camera di commercio ticinese (quindi un tema che nulla aveva a che vedere con la situazione in Medio Oriente).
Chiedo al CF:
Il CF reputa che le manifestazioni non autorizzate e non pacifiche dei pro-Pal, che degenerano nei reati indicati sopra, con i conseguenti costi a carico dei contribuenti, siano compatibili con il valore svizzero del dialogo oltre che con i diritti costituzionali alla libertà di espressione e di associazione – elementi fondanti della nostra democrazia diretta - che anche chi non è pro-Pal deve poter esercitare, senza per questo dover mettere in conto molestie o addirittura aggressioni?
E’ intenzione del CF – nel solco delle dichiarazioni simboliche auspicate da molti - condannare le inaccettabili derive, anche in Svizzera, delle manifestazioni pro-Pal? Oppure intende accettare che la situazione degeneri ulteriormente, sull’esempio di quanto avvenuto lo scorso 22 settembre a Milano?
Come valuta il CF l’aumento dell’antisemitismo in Svizzera, a seguito del quale oggi un ebreo che si rende riconoscibile come tale non può più muoversi in sicurezza nel nostro spazio pubblico, e ciò a seguito delle derive indicate sopra?
Stellungnahme des Bundesrates
1. / 2. La Costituzione federale garantisce la libertà d’opinione (art. 16 della Costituzione federale, Cost.; RS 101) e la libertà di riunione (art. 22 Cost.) delle persone che organizzano azioni o manifestazioni sul suolo pubblico. Queste due forme di libertà possono essere limitate in virtù dell’articolo 36 Cost. al fine di tutelare gli interessi pubblici e i diritti fondamentali altrui, ad esempio subordinandole al rilascio di un’autorizzazione. Ciononostante, i diritti di libertà si applicano anche quando gran parte dell’opinione pubblica si indigna di fronte alle attività o alle esternazioni di determinati gruppi politici o di loro esponenti e le condannano in modo categorico. Sulla base di queste norme costituzionali, sussiste pertanto, in linea di principio, il diritto a utilizzare il suolo pubblico per organizzare manifestazioni dal contenuto ideologico. Tuttavia, soltanto le riunioni e le manifestazioni pacifiche sono protette dalla Costituzione federale. La tutela dei diritti fondamentali non si applica a chi commette danneggiamenti o altri reati. Se una riunione inizialmente pacifica degenera in violenze, la tutela del diritto per la parte pacifica non decade, a meno che la violenza assuma una dimensione tale da far passare completamente in secondo piano la componente intesa a formare un’opinione (cfr. a tale proposito DTF 143 I 147 consid. 3.2). Il Consiglio federale condanna ogni incitazione alla violenza così come gli stessi atti di violenza. Le autorità competenti monitorano la situazione allo scopo di individuare tempestivamente gli atti di violenza e adottare misure di prevenzione. Se ciononostante dovessero verificarsi atti violenti, gli autori devono essere perseguiti penalmente. La sovranità di polizia compete tuttavia ai Cantoni. Il mantenimento dell’ordine negli spazi pubblici in caso di manifestazioni è uno dei principali campi di applicazione della sovranità cantonale in materia di polizia. 3. Il Consiglio federale osserva con preoccupazione lo sviluppo dell’antisemitismo in Svizzera. Dopo l’attacco terroristico sferrato da Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023 e la successiva guerra nella Striscia di Gaza si è registrato un aumento significativo degli episodi di antisemitismo e di razzismo in generale. Secondo quanto emerge dall’indagine sulla convivenza in Svizzera pubblicata dall’Ufficio federale di statistica (UST), nel 2024 gli atteggiamenti ostili nei confronti di persone ebree sono aumentati per la prima volta. Tuttavia, solo ulteriori indagini potranno dimostrare se si tratta di una svolta duratura rispetto alla tendenza precedente. Il numero di episodi di antisemitismo segnalati, di casi di consulenza e di casi giuridici è invece in costante aumento. Nel complesso, l’antisemitismo si manifesta in maniera sempre più evidente, in particolare su Internet. Anche i risultati del monitoraggio periodico da parte del Servizio per la lotta al razzismo evidenziano, negli ultimi anni, un incremento costante dei casi segnalati: nel 2024, il 17 per cento della popolazione ha dichiarato di aver subito una discriminazione razziale nei cinque anni precedenti.Alla luce dell’aumento dei casi segnalati e delle molteplici cause sottostanti, il Consiglio federale è stato incaricato, con la mozione 23.4335 («Per una strategia e un piano d’azione contro il razzismo e l’antisemitismo») della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale, di elaborare una strategia consolidata e un piano d’azione contro il razzismo e l’antisemitismo.Dal 2020 la Confederazione sostiene misure volte a tutelare minoranze bisognose di particolare protezione. Un bisogno particolare di protezione esiste se la minaccia terroristica o connessa all’estremismo violento è accresciuta. Tra le minoranze bisognose di protezione vi è anche la comunità ebraica in Svizzera. In virtù dell’ordinanza sulle misure a sostegno della sicurezza delle minoranze bisognose di particolare protezione (RS 311.039.6), la Confederazione concede aiuti finanziari alle organizzazioni che adottano misure di protezione, quali l’impiego di personale di sicurezza o l’implementazione di misure edilizie e tecniche a protezione di edifici.