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25.4204 · Interpellanza · 2025-09-25

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

In Svizzera le vittime della tratta di esseri umani ottengono di rado una riparazione morale e quando la ottengono si tratta spesso di importi molto esigui. Nel 2024 questa situazione è stata criticata anche dall’organo della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani. Gli importi stabiliti dal giudice in sede civile sono spesso ridotti in maniera significativa nella procedura di aiuto alle vittime. Inoltre, se la vittima risiede all’estero l’importo è adeguato al potere d’acquisto. Spesso le vittime ricevono dunque una minima parte della riparazione morale loro accordata, in contrasto con l’idea del legislatore, secondo cui la riparazione accordata dal diritto in materia di aiuto alle vittime di reati non deve allontanarsi troppo da quella prevista dal diritto civile (FF 2005 6351, in particolare 6408).

Praticamente nessuna vittima impugna la decisione di prima istanza, poiché rischierebbe di doversi accollare i costi di un ulteriore procedimento se il pubblico ministero non aderisce al ricorso, come avviene nella maggior parte dei casi. Praticamente nessuna vittima è in grado di assumersi questo rischio.

Nei casi in cui è versata una riparazione morale, talvolta trascorre lungo tempo tra il passaggio in giudicato della sentenza e il pagamento, il che è deleterio per le vittime della tratta di esseri umani.

I procedimenti penali nei casi di tratta di esseri umani si protraggono spesso a causa del comportamento degli autori, con costi elevati per lo Stato. I diritti degli imputati devono ovviamente essere garantiti. Sarebbe tuttavia scandaloso se lo Stato destinasse più risorse ai presunti trafficanti di esseri umani che alle vittime.

In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

1. Negli ultimi dieci anni, in quanti procedimenti penali per tratta di esseri umani in Svizzera:

- gli autori hanno impugnato la sentenza di primo grado? In quanti lo ha fatto la vittima?

- la vittima ha ottenuto una riparazione morale? In quanti invece non l’ha ottenuta?

2. Nei casi in cui è stata versata una riparazione morale: a quanto ammontavano i singoli importi versati? Quale era il rapporto tra gli importi accordati dal giudice e quelli effettivamente versati? Di quanto sono stati ridotti (percentualmente) gli importi per adeguarli al potere d’acquisto in caso di domicilio all’estero?

3. Quanto tempo è trascorso in media tra la decisione del giudice in merito all’importo della riparazione morale e il pagamento?

4. A quanto sono ammontati i costi sostenuti dallo Stato negli ultimi dieci anni in procedimenti per tratta di esseri umani:

- per l’istruzione, la difesa e le spese procedurali per gli autori;

- per le spese di rappresentanza o procedurali nonché per la riparazione morale per le vittime?

Stellungnahme des Bundesrates

Le domande poste riguardano in primo luogo gli importi accordati a titolo di riparazione morale nel quadro di un procedimento penale per tratta di esseri umani (pretese di diritto civile). Se queste somme non possono essere escusse presso l’autore, la vittima ha diritto a una riparazione morale secondo la legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati (LAV; RS 312.5). Questa riparazione morale accordata in via sussidiaria rappresenta un gesto di solidarietà della collettività nei confronti dei cittadini che hanno subito una grave lesione (FF 2005 6351, in particolare 6416). Di norma le somme pagate dallo Stato alle vittime – in caso di tratta di esseri umani o altri reati – sono nettamente inferiori alla riparazione morale di diritto civile che l’autore è tenuto a versare. In questo contesto, la Svizzera ha preso atto della raccomandazione del Consiglio d’Europa sui salari non pagati alle vittime della tratta di esseri umani. I salari non pagati sono considerati danni meramente economici e pertanto in quanti tali non sono coperti dalla LAV. 1. Attualmente non esistono dati a livello svizzero in merito a questi aspetti. Il piano nazionale d’azione (PNA) contro la tratta di esseri umani 2023–2027 (www.fedpol.admin.ch > Criminalità > Tratta di esseri umani > Link e referenza > Rapporti e documenti) prevede che in futuro vengano sommariamente analizzate le sentenze rilevanti dei tribunali penali (azione 3.3.2, con termine a fine 2026). Questa analisi fornirà indicazioni sui ricorsi interposti contro sentenze penali e sulle riparazioni morali di diritto civile accordate nei casi di tratta di esseri umani. 2. Il Consiglio federale ritiene fondamentale migliorare l’accesso alle prestazioni di aiuto alle vittime di reati. Per questo ne ha fatto un obiettivo strategico del terzo PNA contro la tratta di esseri umani 2023-2027 (cfr. comunicato stampa del Consiglio federale del 16 dicembre 2022). L’analisi prevista nel PNA consentirà anche di trarre conclusioni sull’ammontare delle somme accordate dalla giustizia penale e infine effettivamente versate dagli autori a titolo di riparazione morale di diritto civile. Per quanto riguarda il contributo di solidarietà secondo la legislazione sull’aiuto alle vittime occorre considerare che la richiesta di riparazione morale di una vittima o dei suoi congiunti può riguardare più di un reato (quindi non solo la tratta di esseri umani). Secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica, la somma degli importi accordati tra il 2010 e il 2024 a titolo di riparazione morale in presenza di almeno un reato di tratta di esseri umani ammonta a 995 943 franchi. L’articolo 27 capoverso 3 LAV prevede la possibilità di ridurre la riparazione morale se l’avente diritto è domiciliato all’estero e se, in base al costo della vita nel luogo di domicilio, la riparazione morale risultasse sproporzionata. Questo vale anche per le vittime della tratta di esseri umani (art. 182 del Codice penale). In alcuni casi la riduzione è stata pari al 40 per cento (domicilio in Romania), in altri si è tuttavia rinunciato a una riduzione (domicilio in Thailandia). Il Tribunale federale esige moderazione nel ridurre la riparazione morale secondo la LAV in caso di domicilio all’estero: ad esempio, una riduzione è esclusa in caso di domicilio in Portogallo e può ammontare al massimo al 20 per cento se la persona è domiciliata in Polonia (sentenza del Tribunale federale 1C_102/2024 del 18 novembre 2024). 3. Non esistono statistiche a livello svizzero sul periodo medio tra il passaggio in giudicato della sentenza penale e il pagamento della riparazione morale di diritto civile da parte dell’autore, tanto più che si può anche giungere a una procedura d’esecuzione. Nel caso della riparazione morale secondo la legislazione sull’aiuto alle vittime la decisione è presa entro pochi mesi. Nel Cantone di Zurigo, ad esempio, la decisione è resa in media entro due mesi e mezzo. Gli importi accordati in via definitiva dalle autorità cantonali d’indennizzo sono versati rapidamente. 4. Non esistono statistiche a livello svizzero nemmeno riguardo ai costi sostenuti dallo Stato per i procedimenti penali per tratta di esseri umani. Le vittime chiedono di rado di essere rappresentate legalmente nelle procedure di riparazione morale secondo la legislazione sull’aiuto alle vittime. Ad esempio, negli ultimi cinque anni una tale rappresentanza è stata chiesta in due casi su nove nel Cantone di Zurigo (in ciascuno dei quali sono stati accordati circa 1300 franchi).